14.474 · Iniziativa parlamentare · 2014-12-12
Liquidato
Ausgangslage
In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
Occorre completare l'articolo 152 LParl inserendo un nuovo capoverso che chiarisca esplicitamente che il Consiglio federale deve, prima che il suo rappresentante nei consessi internazionali si esprima, coinvolgere il Parlamento nel processo decisionale e di approvazione di "soft law" o raccomandazioni internazionali, se l'attuazione delle stesse può comportare modifiche alla legislazione interna.
Wortlaut
In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
Occorre completare l'articolo 152 LParl inserendo un nuovo capoverso che chiarisca esplicitamente che il Consiglio federale deve, prima che il suo rappresentante nei consessi internazionali si esprima, coinvolgere il Parlamento nel processo decisionale e di approvazione di "soft law" o raccomandazioni internazionali, se l'attuazione delle stesse può comportare modifiche alla legislazione interna.
Begründung
Negli ultimi anni il Consiglio federale ha approvato a nome della Svizzera diverse norme di "soft law" e raccomandazioni internazionali, creando così un impegno politico della Svizzera ad attuarle nel diritto interno. Ciò è successo ad esempio con l'approvazione all'OCSE del nuovo commentario dell'articolo 26 del modello di Convenzione fiscale dell'OCSE sulla doppia imposizione che ha introdotto la facoltà delle "domande di gruppo" (BU 2012 CN 1350), o con l'approvazione delle rivedute raccomandazioni GAFI 2012 che impongono di inserire anche dei reati fiscali quali reati preliminari al riciclaggio (FF 2014, p. 609).
Per l'articolo 152 capoverso 3 LParl il Consiglio federale era tenuto a consultare il Parlamento in caso di progetti essenziali, anche se si tratta di "soft law" internazionale (FF 2001, p. 3228). Il Consiglio federale non ha però mai consultato le competenti commissioni del Parlamento prima di istruire il proprio rappresentante di approvare tali norme (cfr. risposta del Consiglio federale all'interrogazione Romano 14.1075). Peraltro, in tali consessi internazionali, le decisioni vengono prese "per consenso", vale a dire in assenza di una formale opposizione. Alla Svizzera spettava quindi un diritto di veto.
La mancata consultazione preventiva del Parlamento ha impedito di fatto a quest'ultimo di esercitare la propria competenza di partecipare all'elaborazione della politica estera (art. 166 cpv. 1 Cost.) ed alla formazione della volontà in merito alle decisioni importanti di politica estera (art. 24 cpv. 1 LParl). Inoltre, il Consiglio federale ha così messo il Parlamento innanzi al fatto compiuto, limitandone anche la libertà sulle scelte legislative interne: lo ha obbligato de facto ad adattare il diritto interno a nuovi standard approvati dal solo Consiglio federale, visto che la mancata attuazione nel diritto interno della "soft law" o di raccomandazioni internazionali approvate dalla Svizzera potrebbe configurare un comportamento contrario al principio di buona fede oppure causare il suo inserimento in liste nere.
Occorre perciò evitare che le competenze del Parlamento vengano in futuro ancora scavalcate o limitate, precisando nella LParl la nozione di "progetto essenziale".
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 21.09.2016
Organizzazioni internazionali, coinvolgere Parlamento
(ats) Il Parlamento va maggiormente coinvolto nei negoziati condotti in seno alle istituzioni internazionali, come l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Per il Consiglio nazionale le disposizione attuali non sono sufficienti, per questo motivo ha approvato due iniziative parlamentari in materia.
Durante le discussioni, diversi parlamentari si sono lamentati del fatto che il governo non abbia sentito il parere del Parlamento prima di approvare raccomandazioni internazionali, come quelle dell'OCSE sulle domande raggruppate di assistenza amministrativa e quelle del Gruppo d'azione finanziaria internazionale (GAFI). E ciò malgrado la Svizzera disponesse del diritto di veto.
L'iniziativa parlamentare di Thomas Aeschi (UDC/ZG), approvata con 125 voti contro 51, chiede che le commissioni competenti vengano consultate in merito alle raccomandazioni e alle decisioni dell'OCSE e delle sue agenzie.
Il testo di Marco Romano (PPD/TI), adottato con 129 voti contro 50, domanda al Consiglio federale di coinvolgere il Parlamento prima che il suo rappresentante nelle istituzioni internazionali si esprima, se l'attuazione delle decisioni prese può comportare modifiche alla legislazione interna.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.03.2017
CSt: assemblee internazionali, coinvolgere maggiormente Parlamento
(ats) Il Parlamento dovrebbe prendere parte più attivamente ai lavori condotti dalla Svizzera durante le assemblee internazionali, come quelle dell'OCSE, ma non nella maniera proposta da due iniziative del Consiglio nazionale. Stamane gli Stati le ha respinte entrambe tacitamente.
La prima, depositata Marco Romano (PPD/TI), chiedeva di associare il legislativo al processo decisionale e di approvazione delle raccomandazioni prima che si esprimesse il rappresentante del governo a una riunione internazionale.
La seconda, di Thomas Aeschi (UDC/ZG), voleva garantire un diritto di consultazione alla commissione parlamentare competente per tutte le raccomandazioni e decisioni dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e le sue agenzie specializzate.
Diversi deputati si sono lamentati del fatto che il governo non abbia tastato il polso alle Camere federali prima di approvare raccomandazioni internazionali, come quelle dell'OCSE sulle domande raggruppate di assistenza amministrativa o quelle del Gruppo di azione finanziaria. E ciò anche se la Svizzera disponeva di un diritto di veto.
Per rispondere a queste preoccupazioni, il Consiglio federale ha già precisato il modo in cui consulterà le commissioni di politica estera sugli "orientamenti principali". Chiederà in particolare la loro opinione sulle raccomandazioni o le decisioni di organizzazioni internazionali o organismi multilaterali che implicano importanti modifiche di una legge o un trattato internazionale.