15.057 · Oggetto del Consiglio federale · 2015-08-26
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 26 agosto 2015 concernente I‘iniziativa popolare “Si alla protezione della sfera privata“
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 26.08.2015
Il Consiglio federale respinge l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata"
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" e in occasione della sua seduta odierna ha adottato il relativo messaggio all'attenzione dell'Assemblea federale. L'iniziativa interverrebbe pesantemente sulle procedure fiscali nonché penali e potrebbe compromettere la corretta riscossione delle imposte di Confederazione, Cantoni e Comuni. Inoltre l'iniziativa potrebbe ripercuotersi negativamente anche in ambito di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
La protezione della sfera privata da interventi statali illeciti è un principio importante in uno Stato di diritto. In Svizzera essa gode già oggi di rango costituzionale ed è concretizzata a livello legislativo. Il diritto fiscale prevede i limiti necessari alla protezione della sfera privata. Affinché, ad esempio, le imposte sul reddito e sulla sostanza possano essere riscosse in modo corretto, i contribuenti devono comunicare alle autorità fiscali la loro situazione di reddito e di patrimonio. La protezione della sfera privata rimane però garantita, poiché le autorità sono legate al segreto fiscale e, fatte salve le eccezioni previste dalla legge, non possono trasmettere le informazioni ricevute.
Ripercussioni dell'iniziativa
L'iniziativa non intende modificare nulla riguardo all'obbligo di collaborare del contribuente. Quest'ultimo deve sempre fornire alle autorità fiscali tutte le informazioni necessarie a stabilire gli elementi imponibili. L'iniziativa prevede però che terzi siano autorizzati a fornire informazioni alle autorità soltanto a condizioni molto più restrittive. Tali informazioni sui contribuenti dovrebbero poter essere fornite soltanto nell'ambito di un procedimento penale e nei casi in cui un tribunale abbia confermato il sospetto di un grave reato fiscale.
Di conseguenza, l'iniziativa permetterebbe alle autorità fiscali di ottenere informazioni presso terzi soltanto in casi eccezionali. Se un contribuente dovesse violare l'obbligo di collaborare, le autorità non potrebbero più ottenere informazioni dal datore di lavoro o da un'impresa di assicurazioni. La corretta riscossione delle imposte non sarebbe più garantita.
Già oggi le autorità fiscali cantonali non possono ottenere informazioni dalle banche. L'iniziativa non introdurrebbe alcuna novità al riguardo. Per contro, attualmente sussiste un obbligo di informare delle banche nel quadro di procedimenti penali che riguardano le imposte indirette e di inchieste speciali dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), che hanno per oggetto gravi reati fiscali. Se venisse accettata, l'iniziativa causerebbe una riduzione importante degli strumenti di indagine attualmente a disposizione.
L'iniziativa riguarda esclusivamente le imposte svizzere. Di conseguenza non inciderebbe in alcun modo sull'assistenza amministrativa in materia fiscale o sullo scambio di informazioni a favore di Stati partner. Tuttavia, a seconda della sua concretizzazione, la possibilità della Svizzera di ottenere le relative informazioni all'estero potrebbe subire restrizioni.
Le ripercussioni in ambito di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo nel settore finanziario dipendono sostanzialmente dall'interpretazione dell'iniziativa. Se gli obblighi limitati dei terzi di informare dovessero valere anche per la legge sul riciclaggio di denaro, l'iniziativa introdurrebbe notevoli ostacoli in questo settore. In riferimento a persone con domicilio o sede in Svizzera, gli intermediari finanziari non potrebbero quindi effettuare segnalazioni in merito a reati fiscali qualificati all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Potrebbero essere interessate anche comunicazioni su reati non fiscali, ma in relazione con le imposte. Ciò metterebbe in discussione gli adeguamenti decisi dal Parlamento il 12 dicembre 2014 alle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) rivedute nel 2012. Inoltre potrebbe essere pregiudicato lo scambio di informazioni tra gli uffici di comunicazione svizzeri e quelli esteri per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Tutto ciò avrebbe effetti negativi sulla conformità della Svizzera agli standard internazionali.
Sufficiente protezione della sfera privata
Per questi motivi il Consiglio federale è contrario all'iniziativa popolare. La sfera privata dei contribuenti onesti è protetta a sufficienza grazie al segreto fiscale e non sarebbe pertanto toccata dall'iniziativa. Se una persona si rifiuta di collaborare e viola in tal modo il rapporto di fiducia tra il cittadino e lo Stato, le autorità fiscali devono continuare ad avere la possibilità di raccogliere informazioni presso terzi. Ne consegue che il Consiglio federale non intravede nessuna ragione per presentare un controprogetto diretto o indiretto.
Richieste dell'iniziativa
L'iniziativa popolare federale "Sì alla protezione della sfera privata" è stata presentata il 25 settembre 2014 ed è formalmente riuscita con 117 531 firme valide. Secondo gli autori, con l'iniziativa si vuole ancorare nella Costituzione soprattutto la protezione della sfera privata finanziaria. Essi ritengono che la sfera privata finanziaria sia un elemento importante del rapporto di fiducia tra lo Stato e il cittadino. A causa degli sviluppi politici e legislativi più recenti, sarebbe necessario precisare e completare questo principio fondamentale contenuto nella Costituzione federale.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.12.2016
Segreto bancario nella Costituzione, dibattiti interrotti
Non sono bastate quattro ore al Consiglio nazionale per esaminare l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", mediante la quale s'intende ancorare il segreto bancario nella Costituzione, e il controprogetto diretto preparato dalla pertinente commissione. Il dibattito proseguirà giovedì mattina.
Visti i rapporti di forza nel plenum, dovrebbe avere la meglio il controprogetto elaborato dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale, combattuto in aula principalmente dal campo rosso-verde. L'iniziativa dovrebbe essere bocciata; solo l'UDC chiede di adottare sia l'iniziativa che il controprogetto.
Per la sinistra (compresi Verdi e i Verdi liberali), le leggi in vigore (articolo 13 della Costituzione federale, n.d.r) proteggono già la sfera privata. Ancorare il segreto bancario nella Costituzione è uno "schiaffo" ai contribuenti onesti che pagano fino all'ultimo centesimo di imposta. Per Roger Normann (PS/VD), iniziativa e controprogetto vogliono resuscitare il segreto bancario per favorire la frode fiscale".
Diversi esponenti socialisti hanno poi sottolineato che le grandi banche sono contrarie sia all'iniziativa che al controprogetto poiché temono ricadute negative a livello internazionale per la loro reputazione. Insomma, iniziativa e controprogetto sono in netto contrasto con gli sforzi internazionali volti a portare maggiore trasparenza fiscale, ha dichiarato Ada Marra (PS/VD)
Per il campo "borghese", l'iniziativa è invece la risposta a coloro che vorrebbero introdurre lo scambio automatico di informazioni anche all'interno della Svizzera, dopo averlo già fatto a livello internazionale. "È ingiusto mettere i cittadini onesti sempre sotto pressione", ha dichiarato Petra Gössi (PLR/SZ).
Il Consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) ha spezzato una lancia in favore del mantenimento del segreto bancario per coloro che risiedono in Svizzera onde contrastare alcune tendenze contrarie che si sono manifestate nel Paese, benché minoritarie.
Per il consigliere nazionale ticinese, lo Stato in Svizzera rispetta la libertà personale, non è ficcanaso. A differenza dei Paesi limitrofi non ha un approccio poliziesco nei confronti dei propri abitanti. Noi non vogliamo, ha aggiunto, "cittadini di vetro", ma preservare il rapporto di fiducia che la popolazione residente intrattiene con le istituzioni.
"Bisogna salvare il salvabile", ha dichiarato da parte sua Lorenzo Quadri (Lega/TI), secondo cui dopo aver svenduto il segreto bancario per i clienti esteri senza ottenere nulla in cambio, non bisogna assolutamente fare lo stesso per i residenti, come invece tentato dall'ex consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in un recente passato. Iniziativa e controprogetto sono la risposta a queste tentativi. A detta del Ticinese, la Svizzera non deve importare dall'estero l'"incultura del sospetto tra Stato e cittadino estranea alla tradizione elvetica".
Dal canto suo, la consigliera nazionale Roberta Pantani (Lega/TI) ha condannato le tendenze presenti nella società e nel mondo politico di voler rendere tutto trasparente. Un simile voyeurismo, ha spiegato, "vuole semplicemente colpevolizzare chi ha di più rispetto a chi ha di meno".
A nome dei liberali-radicali, Giovanni Merlini (TI) ha sostenuto che l'iniziativa è stata lanciata per "blindare il principio fondamentale per uno Stato liberale della privacy finanziaria", onde evitare che lo scambio automatico di dati fiscali venisse introdotto anche per gli Svizzeri.
Stando all'esponente PLR è necessario preservare un rapporto di fiducia e lealtà tra cittadino e Stato. Nei paesi a noi confinanti dove vige lo stato ficcanaso, ha sottolineato il consigliere nazionale locarnese, "il gettito fiscale è diminuito a causa della diffusione inquietante dell'evasione fiscale".
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 15.12.2016
Segreto bancario per residenti va rafforzato
Il segreto bancario per chi ha residenza fiscale in Svizzera va rafforzato mediante una sua iscrizione nella Costituzione. Ne è convinto il Consiglio nazionale che oggi ha approvato sia l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", lanciata dalla destra, sia il controprogetto diretto, un po' più moderato. Il dossier va al Consiglio degli Stati.
Il controprogetto è stato approvato con 111 voti a 71 e 12 astensioni. Quanto all'iniziativa, un po' a sorpresa il plenum ha raccomandato a popolo e cantoni di accoglierla (80 voti a 60 e 55 astenuti, tutti a sinistra), adeguandosi in questo modo alla proposta di minoranza di Thomas Aeschi (UDC/ZG). Il democentrista specifica di dare comunque la precedenza al controprogetto in risposta alla domanda sussidiaria.
Nel corso del dibattito, tranne l'UDC gli altri esponenti dei partiti "borghesi" si sono detti a favore solo del controprogetto elaborato dalla competente commissione, giudicando problematiche certe disposizioni incluse nell'iniziativa, disposizioni che vanno più lontano rispetto alla prescrizioni attuali in materia di segreto bancario.
Per alcuni oratori - 46 in totale si sono annunciati per prendere la parola - l'iniziativa contiene lacune tali da mettere in pericolo la riscossione delle imposte da parte delle autorità pubbliche, oltre che la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Dello stesso parere anche il consigliere federale Ueli Maurer, che ha chiesto la bocciatura dell'iniziativa.
Segreto serve solo ai "furbi"
Il campo rosso-verde si è invece battuto, invano, per la bocciatura di entrambe i testi, compreso quello più moderato elaborato dalla commissione preparatoria. Per la sinistra (compresi i Verdi e i Verdi liberali), le norme in vigore (articolo 13 della Costituzione federale e legge sulle banche e le casse di risparmio, n.d.r.) proteggono già la sfera privata.
Ancorare il segreto bancario nella Costituzione è uno "schiaffo", un "affronto", ai contribuenti onesti che pagano fino all'ultimo centesimo di imposta. Roger Nordmann (PS/VD) ha sostenuto che "iniziativa e controprogetto vogliono resuscitare il segreto bancario per favorire la frode fiscale".
Diversi esponenti socialisti hanno poi sottolineato che le grandi banche sono contrarie sia all'iniziativa che al controprogetto poiché temono ricadute negative a livello internazionale per la loro reputazione. Insomma, iniziativa e controprogetto sono in netto contrasto con gli sforzi internazionali volti a portare maggiore trasparenza fiscale, ha dichiarato Ada Marra (PS/VD).
No scambio automatico per residenti
Nel suo intervento, il consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) ha spezzato una lancia in favore del mantenimento del segreto bancario per coloro che risiedono in Svizzera onde contrastare alcune tendenze contrarie che si sono manifestate nel Paese, benché minoritarie.
Si tratta di evitare, insomma, che lo scambio automatico di informazioni - standard che entrerà in vigore in Svizzera nel 2018 ma solo per le relazioni con Paesi esteri - venga introdotto anche nella Confederazione.
Stando al deputato Marco Chiesa (UDC/TI), l'onestà fiscale degli Svizzeri è alta, nonostante l'esistenza del segreto bancario. Inoltre, ha aggiunto il Ticinese, "non è vero che l'iniziativa e il controprogetto proteggono evasori e frodatori, come invece si dice da sinistra". L'iniziativa, a suo dire, si giustifica con gli attacchi sia interni che esterni volti a farla finita col segreto bancario anche per gli Svizzeri.
A nome dei liberali-radicali, Giovanni Merlini (TI) ha sostenuto che l'iniziativa è stata lanciata per "blindare il principio fondamentale per uno Stato liberale della privacy finanziaria", onde evitare che lo scambio automatico di dati fiscali venisse introdotto anche per gli Svizzeri.
Stando all'esponente PLR, è necessario preservare un rapporto di fiducia e lealtà tra cittadino e Stato. Nei Paesi dove vige lo Stato ficcanaso, ha sottolineato il consigliere nazionale locarnese, "il gettito fiscale è diminuito a causa della diffusione inquietante dell'evasione fiscale".
Segreto fiscale non è assoluto
Il controprogetto, molto simile all'iniziativa, sancisce la protezione della sfera privata e famigliare, come anche della sfera privata finanziaria. La protezione di quest'ultima non è tuttavia totale.
Nell'ambito di una procedura penale riguardante le imposte dirette, le banche hanno infatti il diritto di trasmettere informazioni all'esterno solo nel caso di persone con residenza fiscale in Svizzera contro le quali sussistano sospetti fondati di grave infrazione fiscale. Per grave infrazione fiscale s'intende colui che evade il fisco mediante la falsificazione di documenti, oppure sottrae in modo continuato somme importanti d'imposta.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 05.04.2017
Il Consiglio federale è contrario anche al controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata". Questo è quanto emerge dal suo parere, approvato nella seduta del 5 aprile 2017 e destinato alla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S).
Il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità di intervento in materia di protezione della sfera privata nel diritto fiscale, poiché essa è già sufficientemente garantita dal segreto fiscale. Né il controprogetto né l'iniziativa popolare migliorerebbero la situazione dei contribuenti onesti.
Il controprogetto non implicherebbe alcuna novità materiale, tuttavia il fatto di sancire nella Costituzione federale la nozione di segreto bancario in materia fiscale e la conseguente banalizzazione della sottrazione d'imposta avrebbero un effetto di richiamo. I contribuenti disonesti sarebbero incoraggiati a non cambiare comportamento e la morale fiscale sarebbe penalizzata. Ne conseguirebbero minori entrate per Confederazione, Cantoni e Comuni.
Inoltre l'accettazione dell'iniziativa popolare o del controprogetto ridurrebbe inutilmente il margine di manovra del legislatore, segnatamente per quanto riguarda riforme future dell'imposta preventiva e del diritto penale fiscale. In particolare, la soppressione dell'imposta preventiva sui redditi da depositi in fondi obbligazionari e fondi di investimento invocata dagli ambienti economici al fine di rafforzare il mercato svizzero dei capitali sarebbe praticamente irrealizzabile. Tale soppressione parziale senza misure d'accompagnamento non sarebbe conforme né al principio dell'equità fiscale né agli interessi fiscali di Confederazione, Cantoni e Comuni.
La CET-S ha chiesto un parere
Nel dicembre 2016 il Consiglio nazionale ha raccomandato di accettare l'iniziativa popolare e il controprogetto con 80 voti contro 60 e 55 astensioni. Il 10 gennaio 2017 la CET-S ha sospeso la discussione e ha chiesto al Consiglio federale un parere sul controprogetto, che ora è stato presentato. La CET-S può dunque trattare ulteriormente l'affare.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2017
Protezione sfera privata, bocciati iniziativa e controprogetto
L'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" va respinta senza controprogetto. Lo ha deciso il Consiglio degli Stati distanziandosi così dal Nazionale che aveva raccomandato la sua accettazione e gli aveva affiancato una controproposta.
L'iniziativa mira ad ancorare nella Costituzione federale il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera. Lo scopo è scongiurare che in futuro le autorità fiscali possano chiedere alle banche di fornire informazioni bancarie relative a un cliente anche in caso di evasione fiscale e non solo in caso di frode.
Nel corso del dibattito, la destra - UDC, PLR e parte del PPD - si è detta a favore del controprogetto elaborato dalla Camera del popolo, giudicando problematiche certe disposizioni incluse nell'iniziativa, disposizioni che vanno più lontano rispetto alla prescrizioni attuali in materia di segreto bancario.
Questo va però salvaguardato, un progetto (presentato a suo tempo da Eveline Widmer-Schlumpf, ndr) per allentarlo esiste, anche se attualmente i lavori sono sospesi, ha ricordato Karin Keller-Sutter (PLR/SG). Per combattere gli attacchi sia interni che esterni volti a farla finita col segreto bancario anche per gli svizzeri occorre quindi adottare il controprogetto. Ancorare il segreto bancario nella Costituzione sarebbe inoltre un segnale di fiducia nei confronti dei contribuenti, ha aggiunto la sangallese.
La privacy e il segreto bancario sono già sufficientemente protetti, ha replicato Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione. Il controprogetto del Nazionale colma sì alcune lacune dell'iniziativa, ma limitando l'accesso ai dati bancari esclusivamente ai casi di reati fiscali gravi si minimizza l'importanza delle altre infrazioni, ha sottolineato il solettese.
"Che senso ha approvare un controprogetto se questo è osteggiato dal governo, dai cantoni, dalle banche e da Economiesuisse?", si è chiesto da parte sua Konrad Graber (PPD/LU). L'iniziativa non solo è mal concepita, ma è perfettamente inutile, ha aggiunto Roberto Zanetti (PS/SO). Per il consigliere federale Ueli Maurer, sia l'iniziativa che il controprogetto trasmetterebbero un segnale negativo ai contribuenti onesti.
L'iniziativa - che gli Stati hanno bocciato oggi in modo tacito - mira a inserire nell'articolo 13 della Costituzione federale il principio secondo cui "senza il consenso della persona interessata" possono essere fornite "alle autorità informazioni concernenti le imposte dirette prelevate dai cantoni" soltanto nell'ambito di un procedimento penale ed esclusivamente in due casi: "se esistono sospetti fondati dell'intenzione di commettere una frode fiscale tramite documenti falsificati, alterati o materialmente falsi" e "se esistono sospetti fondati di evasione fiscale intenzionale e ripetuta, mirante a sottrarre somme ingenti".
Il comitato d'iniziativa comprende rappresentanti di PLR, UDC, PPD, Lega dei Ticinesi, Unione svizzera arti e mestieri (USAM) e dell'associazione svizzerotedesca dei proprietari fondiari (HEV). A loro avviso, lo scambio automatico di informazioni finanziarie in Svizzera permetterebbe allo Stato di immischiarsi ancora di più nella vita privata delle persone, intaccando un bene centrale in una società liberale.
Il controprogetto elaborato dal Nazionale, molto simile all'iniziativa, sancisce la protezione della sfera privata e famigliare, nonché della sfera privata finanziaria. La protezione di quest'ultima non è tuttavia totale. Con 25 voti contro 19, gli Stati ne hanno però respinto l'entrata in materia.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.09.2017
"Protezione sfera privata", "sì" a iniziativa e controprogetto
Il segreto bancario per chi ha residenza fiscale in Svizzera va rafforzato mediante la sua iscrizione nella Costituzione. Lo ha ribadito oggi Consiglio nazionale che ha nuovamente deciso di sostenere l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" e il relativo controprogetto.
Durante i dibattiti, la sinistra, sostenuta dal consigliere federale Ueli Maurer, ha più volte sostenuto l'inutilità della proposta in discussione. "È assurdo ancorare nella Costituzione ciò che è iscritto nella legge solo per timore che questa possa essere cambiata", ha affermato Beat Jans (PS/BS) alludendo al progetto di revisione del diritto penale fiscale presentato nel 2013 dall'allora ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, che prevedeva un allentamento del segreto bancario, e poi congelato dal governo.
Se una eventuale riforma legislativa non dovesse piacere, c'è sempre la possibilità di lanciare un referendum, ha ricordato Jans. Punto, questo, ribadito anche da Maurer. Il consigliere federale ha pure ricordato che quanto chiesto dal controprogetto figura già oggi nella Costituzione.
Louis Schelbert (Verdi/LU) ha da parte sua sostenuto che il progetto in discussione compromette l'equità fiscale: "la sottrazione d'imposta non va favorita ma perseguita", ha precisato il lucernese. "È un affronto per i contribuenti onesti", ha aggiunto Ada Marra (PS/VD) affermando che non ha alcun senso sostenere un controprogetto bocciato dal Consiglio federale, dai Cantoni, dai banchieri e da Economiesuisse.
Per Christian Lüscher (PLR/GE), che ha parlato a nome della commissione, non è invece mai inutile inscrivere un diritto fondamentale nella Costituzione. "A nessuno verrebbe in mente di dire che è inutile menzionare la presunzione d'innocenza delle Costituzioni cantonali solo perché c'è già una garanzia a livello nazionale e internazionale".
"La commissione ritiene inoltre che la sfera privata finanziaria, ossia l'estensione finanziaria del nostro domicilio, merita una protezione e merita d'essere iscritta nella Costituzione", ha sostenuto il ginevrino. Il discorso potrebbe cambiare qualora il governo rinunciare formalmente alla revisione del diritto penale fiscale, ha precisato Lüscher ricordando che il controprogetto indica esplicitamente che il segreto bancario non si applica in caso di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e scambio di informazioni fiscali internazionali.
Al voto l'ipotesi di affiancare un controprogetto all'iniziativa è stata adottata con 117 voti contro 68 e 4 astenuti. Con 81 voti contro 39 e ben 68 astenuti (PS, Verdi, PVL e PBD), la Camera ha deciso di sostenere sia l'iniziativa che la controproposta e non solo quest'ultima. La camera ha anche precisato che va data la precedenza al controprogetto in risposta alla domanda sussidiaria.
L'iniziativa mira a inserire nell'articolo 13 della Costituzione federale il principio secondo cui "senza il consenso della persona interessata" possono essere fornite "alle autorità informazioni concernenti le imposte dirette prelevate dai cantoni" soltanto nell'ambito di un procedimento penale ed esclusivamente in due casi: "se esistono sospetti fondati dell'intenzione di commettere una frode fiscale tramite documenti falsificati, alterati o materialmente falsi" e "se esistono sospetti fondati di evasione fiscale intenzionale e ripetuta, mirante a sottrarre somme ingenti".
Il controprogetto elaborato dal Nazionale, molto simile all'iniziativa, sancisce la protezione della sfera privata e famigliare, nonché della sfera privata finanziaria. La protezione di quest'ultima non è tuttavia totale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.09.2017
Sfera privata, ancora no a iniziativa e controprogetto
L'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" va respinta senza controprogetto. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati distanziandosi così dal Nazionale che aveva raccomandato la sua accettazione e gli aveva affiancato una controproposta. Il dossier ritorna alla Camera del popolo.
L'iniziativa mira ad ancorare nella Costituzione federale il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera. Lo scopo è scongiurare che in futuro le autorità fiscali possano chiedere alle banche di fornire informazioni bancarie relative a un cliente anche in caso di evasione fiscale e non solo in caso di frode.
La privacy e il segreto bancario sono già sufficientemente protetti, ha sostenuto Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione. "Che senso ha approvare un controprogetto se questo è osteggiato dal governo, dai cantoni, dalle banche e da Economiesuisse?", si è chiesto da parte sua Konrad Graber (PPD/LU). L'iniziativa non solo è mal concepita, ma è perfettamente inutile, ha aggiunto Bischof.
Dello stesso parere anche il consigliere federale Ueli Maurer secondo cui non ha alcun senso iscrivere nella Costituzione federale, come chiedono sia l'iniziativa che il controprogetto, lo status quo.
Di opinione opposta la "senatrice" Karin Keller-Sutter (PLR/SG). Per combattere gli attacchi sia interni che esterni volti a farla finita col segreto bancario anche per gli Svizzeri occorre a suo parere adottare almeno il controprogetto, che va meno lontano dell'iniziativa. Ancorare il segreto bancario nella Costituzione sarebbe inoltre un segnale di fiducia nei confronti dei contribuenti, ha aggiunto la sangallese.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2018
Ritirata iniziativa segreto bancario, controprogetto archiviato
Il Consiglio nazionale ha scritto oggi la parola fine alla controversa iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", che chiedeva il mantenimento del segreto bancario per i clienti residenti in Svizzera. Dopo che i promotori del testo hanno deciso di ritirarlo, oggi la camera ha definitivamente archiviato - in modo tacito - il relativo controprogetto.
L'iniziativa, che chiedeva il mantenimento del segreto bancario per i clienti residenti in Svizzera, era stata lanciata nel 2013 contro la revisione del diritto penale fiscale proposta dell'ex consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf: l'allora ministra delle finanze voleva permettere alle autorità tributarie dei cantoni di esigere dalle banche informazioni anche in caso di sottrazione fiscale e non soltanto di frode.
In consultazione 21 cantoni avevano sostenuto la proposta fatta propria dal governo federale: confrontato con un'ondata di critiche a destra l'esecutivo aveva però ritirato il progetto. Lo scorso dicembre entrambi i rami del Parlamento avevano poi approvato una mozione che intimava al Consiglio federale di rinunciare formalmente alla controversa revisione. Un passo volto proprio a far sì che l'iniziativa fosse ritirata.
Con la rinuncia definitiva alla revisione del diritto penale fiscale nell'ultima sessione delle Camere federali l'obiettivo principale degli iniziativisti è stato raggiunto; quest'ultimi hanno così deciso di ritirare il loro testo. Oggi la Camera del popolo ha quindi affossato anche il controprogetto diventato ormai inutile, controprogetto che gli Stati del resto non hanno mai voluto.
Nel breve dibattito che ha anticipato la decisione di archiviare il dossier, la sinistra ha nuovamente sottolineato che, dal suo punto di vista, gli unici beneficiari dell'iniziativa e del controprogetto sarebbero stati gli evasori fiscali. "Per il contribuente onesto sono perfettamente inutili", ha sostenuto Louis Schelbert (Verdi/LU).
La presidente del PLR Petra Gössi (SZ) ha replicato sostenendo che il progetto di Widmer-Schlumpf era eccessivo: "il solo sospetto sarebbe stato sufficiente per avviare una repressione fiscale amministrativa che non avrebbe nemmeno necessitato l'avallo di un giudice". Ancorare il segreto bancario nella Costituzione sarebbe inoltre un segnale di fiducia nei confronti dei contribuenti.
Soddisfatto il consigliere federale Ueli Maurer secondo cui sarebbe stato poco sensato iscrivere nella Costituzione federale, come chiedevano sia l'iniziativa che il controprogetto, lo status quo.