15.083 · Oggetto del Consiglio federale · 2015-12-04
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 4 dicembre 2015 concernente la modifica della legge federale sulI‘assicurazione malattie (Rafforzamento della qualità e deIl‘economicità)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 07.12.2015
I programmi nazionali di garanzia della qualità migliorano la sicurezza dei pazienti
Il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente la qualità nel settore della sanità pubblica. A tal fine si prestano soprattutto i programmi nazionali di garanzia della qualità, già avviati nei settori della chirurgia sicura e della sicurezza delle terapie farmacologiche. Per consolidare questi programmi e assicurarne un finanziamento stabile è necessario rinforzare lo spirito di collaborazione in rete. Il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
La garanzia della qualità è parte integrante delle priorità di politica sanitaria del Consiglio federale "Sanità2020" e persegue tre obiettivi principali: migliorare la qualità delle prestazioni mediche, aumentare la sicurezza dei pazienti e frenare l'aumento dei costi nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.Per raggiungere questi obiettivi e colmare le attuali lacune nella qualità delle prestazioni è necessario elaborare e attuare ulteriori programmi nazionali di garanzia della qualità che hanno lo scopo di sostenere i fornitori di prestazioni (ospedali, medici, servizi Spitex, case di cura, ecc.) nel migliorare i loro processi di cura e assistenza e nell'applicare standard unificati.
A tal fine, la Confederazione collaborerà anche in futuro con le organizzazioni operanti attualmente, coordinando e ampliando più efficacemente in una rete le attività in corso. Un servizio specializzato dell'UFSP collaborerà con gli attori coinvolti, assegnerà i mandati, coordinerà i lavori ed elaborerà programmi nazionali e progetti all'attenzione del Consiglio federale. Un ruolo chiave è assunto dalla fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera, che già oggi attua programmi pilota nei settori della chirurgia sicura e della sicurezza delle terapie farmacologiche.È inoltre prevista l'elaborazione di ulteriori indicatori di qualità destinati a misurare e a valutare la qualità delle prestazioni mediche. La Confederazione pubblica già attualmente simili indicatori per gli ospedali per cure acute; in futuro occorrerà svilupparne altri anche per il settore medico ambulatoriale, per aumentare la trasparenza.Per attuare le misure, il Consiglio federale propone di disciplinare il finanziamento in modo duraturo. Per i programmi nazionali e i progetti, così come per i lavori di base, sono stati preventivati circa 19,85 milioni di franchi all'anno, di cui la maggior parte (circa 19 milioni di franchi, sotto forma di mandati e contributi di sostegno) è destinata a terzi. Il finanziamento sarà garantito da un contributo annuale prelevato dagli adulti e dai giovani adulti affiliati all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per un massimo dello 0,07 per cento dei premi annuali medi, il che corrisponde attualmente como mximo a circa 3.50 franchi all'anno per assicurato.Per accompagnare i lavori, il Consiglio federale propone inoltre la creazione di una commissione extraparlamentare "Qualità nell'assicurazione malattie" che avrà il compito di assisterlo nelle questioni strategiche e nell'assegnazione di programmi e progetti a terzi. La sua composizione garantisce che le conoscenze specifiche dei professionisti della sanità, dei Cantoni, dei fornitori di prestazioni nonché degli assicurati rispettivamente dei pazienti saranno prese in considerazione per tempo.Il disciplinamento di un finanziamento duraturo e l'istituzione di una commissione consultiva esigono una modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Il Consiglio federale ha trasmesso il relativo messaggio al Parlamento.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.06.2016
"No" a progetto per migliorare la qualità delle cure
Non convince il progetto lanciato dal consigliere federale Alain Berset per migliorare la qualità delle cure con un contributo da parte degli assicurati. Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi - con 27 contro 16 - il disegno di legge, giudicandolo troppo burocratico. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.
Soltanto la sinistra e i "senatori" Werner Luginbühl (PBD/BE) e Beat Vonlanthen (PPD/FR) hanno sostenuto il ministro della sanità. "Il problema è importante e lacune sono state constatate", ha sottolineato, invano, Hans Stöckli (PS/BE). "Occorre assolutamente concedere alla Confederazione i mezzi finanziari e gli strumenti per intervenire", ha aggiunto il socialista bernese, rilevando che i cantoni e diverse organizzazioni professionali auspicano che si legiferi in materia.
Anche Alain Berset ha tentato a più riprese di convincere gli Stati a votare l'entrata nel merito. "Regolarmente si constatano errori di trattamento e incidenti medici che avrebbero potuto essere evitati, come infezioni durante le cure, prescrizioni di medicinali non corrette o diagnosi errate", ha dichiarato il ministro socialista. "Questi incidenti costano caro e sono fonte di sofferenze inutili per i pazienti", ha aggiunto.
Secondo estrapolazioni, un paziente su dieci sarebbe confrontato con questi problemi. Diverse migliaia di decessi potrebbero essere evitati. In Svizzera si registra un tasso di infezioni più elevato che nel resto d'Europa. "Il potenziale di economie ammonta a alcune centinaia di milioni di franchi", ha sottolineato, invano, Liliane Maury Pasquier (PS/GE).
Legge inutile
Pur essendo d'accordo che questi problemi devono essere risolti, la maggioranza borghese è del parere che la legislazione in vigore dia alla Confederazione sufficienti possibilità di promuovere la qualità delle cure. A suo avviso, tocca in primis agli ospedali, ai medici, ai farmacisti e agli assicurati risolvere la questione.
"È davvero necessario sviluppare ulteriormente la burocrazia con una moltiplicazione di programmi?", si è chiesto Alex Kuprecht (UDC/SZ), per il quale se un prodotto non funziona è destinato a sparire dal mercato.
"Quando una legge non è utile, occorre rinunciarvi", ha rilevato Konrad Graber (PPD/LU) a nome della commissione della sicurezza sociale e della sanità. Quest'ultima ha dapprima voluto un miglioramento del progetto, ma vi ha poi rinunciato vista la posizione difensiva dell'amministrazione, ha affermato Graber.
Nessuna tassa supplementare
Il "senatore" lucernese se l'è presa con il "sistema fortemente centralizzato" proposto dal Consiglio federale, in seno al quale l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) giocherebbe un ruolo preponderante. A suo avviso, non occorre inoltre far pagare un supplemento agli assicurati.
Per finanziare il suo progetto, il Consiglio federale propone un budget di circa 20 milioni di franchi. Questo sarebbe garantito dagli assicurati adulti con una partecipazione di un importo massimo dello 0,07% del premio annuo medio.
"Si tratta di circa 3 franchi e 50 e per assicurato. Non è molto, ma la qualità dovrebbe essere compresa nelle prestazioni fornite", ha commentato Karin Keller-Sutter (PLR/SG).
Messa in rete
Il progetto governativo, durato cinque anni, punta a mettere in rete le strutture attuali e introdurrebbe un servizio incaricato di coordinare i lavori, di attribuire i mandati, di sottoporre suggestioni per l'attuazione dei programmi e di sviluppare nuovi indicatori. I vari attori sarebbero coinvolti per il tramite di una commissione extraparlamentare. anni, punta a mettere in rete le strutture attuali e introdurrebbe un servizio incaricato di coordinare i lavori, di attribuire i mandati, di sottoporre suggestioni per l'attuazione dei programmi e di sviluppare nuovi indicatori. I vari attori sarebbero coinvolti per il tramite di una commissione extraparlamentare.
Programmi nazionali esistono già nell'ambito della chirurgia e della prescrizione di medicinali. Per il Consiglio federale, si tratterebbe di consolidare questa via.
Alain Berset sulla difensiva
"Ci avete fatto lavorare durante cinque anni per poi gettare alle ortiche i risultati", ha deplorato Alain Berset di fronte allo scetticismo dei "senatori". Il ministro della sanità ha ricordato invano che è stato il Parlamento a chiedere al governo di legiferare a partire dal 2009.
Il consigliere federale aveva già dovuto rivedere al ribasso le sue ambizioni, rinunciando a creare un centro nazionale. Questa soluzione era stata criticata dai medici, dagli ospedali, dagli assicuratori e dai cantoni durante la procedura di consultazione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 11.06.2018
Rilanciato progetto sulla qualità delle cure
Occorre fare degli sforzi per migliorare la qualità delle cure. Il Nazionale ha rilanciato oggi un progetto del consigliere federale Alain Berset, secondo il quale i medici dovrebbero sottoporsi a convenzioni concluse con gli assicuratori. Sul tema dovrebbe inoltre essere istituita una commissione federale.
Il progetto iniziale, che prevedeva un contributo da parte degli assicurati, non aveva convinto il Consiglio degli Stati. Secondo la maggioranza dei "senatori", la legislazione in vigore dà alla Confederazione sufficienti possibilità di promuovere la qualità delle cure. A loro avviso, tocca in primis agli ospedali, ai medici, ai farmacisti e agli assicurati risolvere la questione.
La Camera del popolo ha invece ritenuto necessario legiferare. Il miglioramento della qualità delle cure permetterebbe non solo di evitare sofferenze, ma anche di contenere i costi. Stando al Consiglio federale, il potenziale di risparmio ammonterebbe in centinaia di milioni di franchi.
Obblighi dei medici
La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) è stata completamente riveduta, con il sostegno di Alain Berset. Due aspetti principali sono previsti. Il primo verte sugli obblighi dei medici. Come negli ospedali, la medicina ambulatoriale dovrebbe essere sottoposta a regole di qualità.
Le tariffe e i prezzi saranno determinati in funzione della rimunerazione dei medici che forniscono prestazioni di qualità, in maniera efficiente e vantaggiosa. I fornitori di prestazioni e gli assicuratori sarebbero inoltre tenuti a concludere convenzioni nazionali di qualità vincolanti.
Le prime dovrebbero essere pronte un anno dopo l'entrata in vigore della revisione della legge. Le convenzioni sarebbero sottoposte al Consiglio federale, il quale fisserà autonomamente le regole se le parti non si intenderanno. Qualora un medico non vi si attenesse, le sue prestazioni non saranno prese a carico dall'assicurazione malattie. Sanzioni sono inoltre previste per coloro che non rispettano le esigenze legali o convenzionali.
Crediti
Il ricavato delle multe e delle sanzioni verrà utilizzato dal Consiglio federale per finanziare misure che rafforzano la qualità delle cure. La Confederazione potrebbe stanziare fino a 45,2 milioni di franchi tra il 2019 e il 2022.
Cinque milioni spalmati su quattro anni andrebbero alla produzione di indicatori di qualità, 7,5 milioni a studi in materia, 27,7 milioni a programmi nazionali e 5 milioni a progetti nazionali o regionali. Nei tre primi casi si tratterebbe di indennizzare prestazioni fornite da terzi, nel restante di aiuti finanziari che coprono al massimo il 50% dei costi.
L'Ufficio federale della sanità pubblica potrà procedere a trasferimenti tra i vari crediti dell'ordine di 4 milioni di franchi al massimo. I cantoni dovrebbero pure passare alla cassa.
Commissione federale
Il progetto prevede che la promozione della qualità passi attraverso una Commissione federale istituita dal Governo e che riunisce rappresentanti dei cantoni, fornitori di prestazioni, assicurati, assicuratori e specialisti.
Questo organo ha quale compito quello di realizzare obiettivi fissati ogni quattro anni dal Governo in materia di sviluppo della qualità nonché consigliare le autorità, i fornitori di prestazioni e gli assicuratori. I mandati attribuiti a terzi e il sostegno a progetti passeranno al vaglio di tale commissione.
Il suo finanziamento nonché quello delle indennità sarà assicurato per metà dalla Confederazione e per l'altra metà dai Cantoni. Il centro-destra avrebbe auspicato una ripartizione che includa gli assicuratori. Tale proposta è stata respinta con 119 voti contro 66.
Con ciò si rischierebbe di far aumentare i premi, ha replicato Rebecca Ruiz (PS/VD). Dal canto suo, Heinz Brand (UDC/GR) si è chiesto perché non far passare i medici alla cassa.
Le spese annue non dovranno superare un importo massimo dello 0,07% del premio annuo medio, ovvero circa 3 franchi e 50 all'anno e per assicurato e 20 milioni in totale.
Malcontento tra i liberali-radicali
Il PLR avrebbe voluto evitare la soluzione costituita dalla Commissione federale e basarsi sulle strutture già esistenti (Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità negli ospedali e nelle cliniche e fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera). La proposta dei liberali-radicali di rinviare il dossier in commissione è stata però spazzata via con 154 voti contro 27 e 5 astenuti. Neanche l'UDC ha creduto all'argomento dell'inutile burocrazia.
Il Nazionale vuole inoltre rafforzare il progetto autorizzando il Consiglio federale a prevedere che l'accordo del medico di fiducia sia necessario prima dell'esecuzione di talune misure particolarmente costose o che queste ultime vengano prese a carico soltanto quando sono praticate da medici qualificati.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.03.2019
Qualità delle cure, verso commissione federale ad hoc
Una commissione federale ad hoc per promuovere la qualità dell'assistenza sanitaria. Dopo il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati si è pronunciato oggi a favore di questa istanza, contro la parere della sua commissione che proponeva la creazione di un'organizzazione di diritto privato.
Da anni si discute su come migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria. In particolare, ciò riguarda il finanziamento di programmi di qualità. Tali programmi aiutano gli ospedali e i medici a migliorare i loro processi di cura in modo da evitare errori.
Il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento misure da finanziare con una sovrattassa sull'assicurazione malattie. In seno alla Camera dei cantoni, tuttavia, in un primo momento una maggioranza non voleva saperne di questo progetto di legge. La pertinente commissione del Consiglio nazionale ha quindi fatto elaborare un nuovo modello.
Nella sua seduta odierna, il Consiglio degli Stati ha approvato i punti principali di questa nuova proposta. Ha respinto con 24 voti a 18 l'idea della sua commissione di sostituire la futura commissione federale di qualità con un'organizzazione di diritto privato.
Secondo la Commissione, i Cantoni, insieme con le associazioni dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori, avrebbero dovuto costituire questa organizzazione. Il Consiglio federale sarebbe intervenuto qualora non se ne fosse fatto nulla.
Nel dibattito odierno, il Consiglio degli Stati ha preferito seguire una proposta di minoranza difesa da Hans Stöckli (PS/BE), fotocopia di quanto deciso dalla Camera del popolo. Il Consiglio federale dovrebbe istituire una commissione federale per la qualità e nominarne i membri, in cui i Cantoni, i fornitori di prestazioni, gli assicuratori, gli assicurati e gli esperti siano adeguatamente rappresentati. Secondo i "senatori" dovrebbero essere rappresentate anche le organizzazioni dei pazienti.
I fautori di questa soluzione hanno sostenuto che una commissione federale faciliterebbe il raggiungimento di questi obiettivi. Non avrebbe senso secondo alcuni "senatori" affidare questo compito ai fornitori di prestazioni e agli assicuratori. "Quest'ultimi avrebbero dovuto già da anni promuovere la qualità, ma poco è successo", ha sostenuto in aula Paul Rechsteiner (PS/SG).
Alex Kuprecht (UDC/SZ) ha espresso scetticismo in merito all'istituzione di nuove organismi pubblici, tuttavia ha ammesso che un'organizzazione di diritto privato come quella proposta dalla commissione sarebbe stata inefficace. L'associazione dei medici FMH finora non ha fatto nulla al riguardo.
In merito ai compiti della futura commissione federale, essa dovrebbe incaricare terzi di sviluppare nuovi indicatori di qualità e realizzare studi e programmi. I costi verrebbero sostenuti in parti uguali dalla Confederazione e dai Cantoni.
Il consigliere federale Alain Berset ha espresso soddisfazione in aula per il fatto che la necessità di adottare misure per promuovere la qualità non siano più contestate, aggiungendo che finora l'esecutivo non ha potuto fare nulla in assenza di una base legale. Il ministro della sanità ha aggiunto di preferire una commissione federale, perché più semplice e veloce da mettere in piedi.
In votazione sul complesso, il Consiglio degli Stati ha approvato gli emendamenti alla legge sull'assicurazione malattia con 35 voti a 3 voti 4 astensioni. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per alcune divergenze minori.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.06.2019
Il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze in merito al progetto che permetterà di creare una commissione federale per promuovere la qualità dell'assistenza sanitaria.