15.1009 · Interrogazione · 2015-03-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel suo rapporto del febbraio del 2015 il comitato dell'ONU sui diritti dell'infanzia si dice preoccupato del cospicuo aumento delle diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI) in Svizzera e propone le quattro contromisure seguenti: trattamento del DDAI senza medicamenti, migliori diagnosi e analisi del DDAI, migliore informazione di genitori e insegnanti, protezione contro la pressione a somministrare psicofarmaci.
Che cosa intende fare al riguardo il Consiglio federale, in particolare dopo che la settimana scorsa il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 13.3013?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale considera le richieste formulate nella mozione Estermann 15.3146 e nell'interrogazione Freysinger 15.1009 complementari e parzialmente simili e pertanto fornisce una risposta comune ad entrambe.
Nel suo rapporto "Medicamenti per il potenziamento delle prestazioni cognitive", in adempimento dei postulati Fehr Jacqueline del 09.3665 12 giugno 2009, della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 13.3012 del 15 febbraio 2013 e Ingold 13.3157 del 20 marzo 2013, il Consiglio federale giunge alla conclusione che in Svizzera i bambini e gli adolescenti affetti dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD, o DDAI in italiano) ricevono cure mediche adeguate. Secondo i dati disponibili, medicamenti a base di metilfenidato sono prescritti a un quarto dei bambini e degli adolescenti affetti da ADHD, il che corrisponde alle raccomandazioni terapeutiche secondo cui i trattamenti medicamentosi sono indicati solo per una parte dei pazienti. Farmacoterapia e terapia psicosociale non sono due approcci concorrenti, bensì complementari. Il Consiglio federale constata inoltre che l'aumento delle prescrizioni di medicamenti a base di metilfenidato può essere spiegato con l'acquisizione di notorietà e riconoscimento del farmaco tra i medici, come anche con la sua autorizzazione, rilasciata pochi anni fa, per il trattamento della sindrome in età adulta. Le ultime statistiche sulle cifre d'affari indicano tuttavia che le vendite di questi medicamenti non sono più aumentate negli ultimi due anni. Le informazioni professionali, approvate da Swissmedic e destinate ai medici, forniscono il quadro per l'esame e il trattamento dei pazienti e illustrano i possibili effetti collaterali indesiderati e i rischi ben conosciuti. Le disposizioni giuridiche in materia di agenti terapeutici e di stupefacenti, come pure gli strumenti di sorveglianza del mercato, servono a garantire la qualità del trattamento e dei medicamenti. Differenze a livello cantonale e regionale sono inevitabili in un sistema federale. In proposito, il Ticino sembra essere fortemente influenzato dall'Italia dove, per motivi sconosciuti, il metilfenidato è prescritto meno frequentemente.
Ciò nonostante, il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di continuare a seguire l'evoluzione quantitativa delle prescrizioni di medicamenti a base di metilfenidato e di studiare l'attuazione di misure destinate a migliorare la qualità dei trattamenti.
Tra le raccomandazioni formulate nel 2015 dal comitato dell'ONU sui diritti dell'infanzia e riportate qui di seguito, ve ne sono alcune che corrispondono alle misure decise dal Consiglio federale in adempimento degli interventi parlamentari summenzionati. Altre sono già state attuate in precedenza, mentre altre ancora non rientrano nelle competenze della Confederazione:
- Sviluppare la ricerca sugli approcci terapeutici non medicamentosi: nel quadro del progetto di ricerca commissionato dall'UFSP "Interventionsstudie bei Aufmerksamkeits- und Verhaltensprobleme in der Unterstufe" vengono sviluppate modalità d'intervento in caso di disturbi da deficit dell'attenzione e di problemi comportamentali nella fase iniziale della scolarizzazione (1° e 2° anno del livello primario).
- Migliorare la diagnosi: il gruppo di lavoro "Ritalin" istituito dall'UFSP esamina le possibilità per migliorare la qualità del trattamento terapeutico, del monitoraggio e dell'informazione.
- Migliorare il sostegno ai familiari: le possibilità di sostegno ai familiari sono esaminate nell'ambito della "Strategia salute psichica", attualmente in corso di elaborazione. Rientra nelle competenze dei cantoni proporre offerte di sostegno concrete.
- Prevenire le sospensioni della frequenza scolastica: la questione delle sospensioni della frequenza scolastica è di competenza cantonale. Al momento il Consiglio federale non è a conoscenza di casi concreti di sospensione dovuti al rifiuto dei genitori di sottoporre i propri figli a un trattamento con Ritalin.
La prescrizione di metilfenidato per il trattamento dell'ADHD è controversa nell'opinione pubblica e tra gli specialisti, perché solleva interrogativi sociali di fondo concernenti il modo di rapportarsi ai bambini e agli adolescenti. Diverse affermazioni, tra cui quella dell'esperto menzionato nella motivazione della mozione Estermann 15.3146, denotano posizioni molto radicali. Il rapporto di esperti su cui il Consiglio federale si basa per la valutazione del problema considera invece l'intera gamma delle posizioni. Lo studio giunge alla conclusione che i medicamenti a base di metilfenidato possono fornire un contributo importante per una terapia efficace dell'ADHD, a condizione che siano prescritti nel quadro di trattamenti che comprendono gli aspetti sociali, medici e terapeutici secondo le regole riconosciute della medicina e che tengano conto delle informazioni professionali di Swissmedic, delle disposizioni legali e delle raccomandazioni terapeutiche internazionali.
Risposta del Consiglio federale.