15.3079 · Interpellanza · 2015-03-10
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 16 ottobre 2014 la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha dato il via libera ai negoziati relativi al trattato di Prüm. Da allora tutto è tranquillo, perlomeno in pubblico, sul fronte negoziale. Meno tranquilla è invece la situazione sul piano della criminalità, soprattutto nelle regioni di confine. Al più tardi con la pubblicazione della statistica criminale di polizia 2014, nell'ultima settimana di marzo, e con il riaccendersi delle discussioni sul turismo del crimine questo problema tornerà al centro dell'attualità.
Il problema pesa anche sulla discussione inerente alle nostre relazioni con l'Europa. Occorre pertanto agire senza indugio. L'adesione al trattato di Prüm semplificherebbe il lavoro delle nostre autorità preposte alla sicurezza, rendendolo più efficiente ed efficace.
Prego pertanto cortesemente il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.
1. È vero che il trattato di Prüm non fa parte degli accordi con l'UE (Schengen) e quindi non sottostà al "blocco" da parte dell'UE (in seguito all'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa")?
2. È già stato possibile intavolare i negoziati? In caso negativo, quando sarà possibile?
3. Il Consiglio federale confida che entro breve tempo riusciremo a concludere con successo i negoziati?
4. In caso negativo, che cosa si può fare per creare un contesto favorevole?
Begründung
Che il turismo del crimine resti un problema da non sottovalutare risulta già solo dal sempre elevato numero di persone di origine straniera in carcere preventivo. Si tratta perlopiù di delinquenti i cui reati patrimoniali, commessi di recente o in passato sul suolo svizzero, possono essere dimostrati grazie ai progressi conseguiti nel rilevamento e nell'analisi delle tracce. Nell'ambito delle indagini risulta regolarmente che tali scorribande criminali sono state intraprese in maniera mirata e non sono il prodotto di decisioni casuali. Il problema persisterà finché sussisterà una così grande disparità di ricchezza e finché il rischio di essere arrestati e puniti severamente resta contenuto.
Non da ultimo, il problema avvelena anche la discussione politica con l'Europa. Urge pertanto adottare contromisure.
Stellungnahme des Bundesrates
La criminalità transfrontaliera è un fenomeno che interessa tutti gli Stati europei. Per contrastarla in modo efficace, il Consiglio federale si impegna a mettere a disposizione dei corpi di polizia gli appositi strumenti internazionali. In tale contesto una partecipazione alla cooperazione nell'ambito del trattato di Prüm risulterebbe molto vantaggiosa. Per tale motivo, il 13 marzo 2015 il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale relativo alla cooperazione di Prüm.
1. La cooperazione di Prüm non costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen. Per parteciparvi, la Svizzera è quindi tenuta a stipulare un accordo specifico con l'Unione europea. Nel giugno 2014 (dopo l'approvazione dell'inziativa "contro l'immigrazione di massa"), la Commissione europea ha comunicato in maniera informale alla Svizzera il suo interesse a negoziare un tale accordo di cooperazione. I lavori interni all'UE in vista dell'adozione di un mandato negoziale sono in corso.
2.-4. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza di procedere il più rapidamente possibile in tale ambito. Tutto dipende tuttavia dal conferimento alla Commissione europea di un mandato negoziale. Secondo le informazioni ricevute dalla missione svizzera a Bruxelles, tale mandato dovrebbe essere attribuito nel secondo semestre del 2015. Il Consiglio federale auspica di concludere quanto prima i negoziati.
Risposta del Consiglio federale.