Effetti dell'apprezzamento del franco rispetto all'euro. Rapporto trimestrale del Consiglio federale
15.3082 · Postulato · 2015-03-10
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto trimestrale sulle conseguenze per la nostra economia della decisione presa il 15 gennaio 2015 dalla Banca nazionale svizzera (BNS) di rinunciare a difendere il tasso di cambio minimo con l'euro. Il rapporto deve contenere una valutazione globale della situazione economica scaturita dalla decisione della BNS, ma anche analisi specifiche riferite ai cantoni e ai settori della nostra economia. A livello formale si potrebbe prendere spunto dai bollettini trimestrali della BNS. Inoltre, l'elaborazione di questi rapporti trimestrali sicuramente non comporterà alcun costo aggiuntivo per la Confederazione, in quanto alla SECO vi sono numerosi collaboratori specializzati in grado di svolgere le ricerche e le analisi richieste dal presente postulato.
Begründung
Il 15 gennaio scorso la BNS ha deciso di non sostenere più il tasso di cambio minimo del franco svizzero con l'euro con massicci e ripetuti acquisti della valuta comunitaria. La decisione ha provocato un notevole apprezzamento del franco rispetto all'euro. Tra il 6 settembre 2011 e il 15 gennaio 2015 il tasso di cambio fra le due valute oscillava, all'interno di limiti molto rigidi, intorno alla cifra di Fr. 1.20 per 1 euro. Questa stabilità ha permesso alla maggior parte delle nostre aziende esportatrici di restare competitive nei mercati della zona euro. Oggi non è più così. Dal 16 gennaio in poi, infatti, molte imprese svizzere hanno subìto un calo degli ordini dai Paesi della zona euro.
Per cercare di attenuare l'impennata del franco la BNS ha deciso di fissare a meno 0,75 per cento il tasso d'interesse applicato agli averi in conto giro presso la nostra banca centrale. Per adesso questa misura non sembra aver rallentato l'apprezzamento del franco.
La decisione della BNS avrà effetti molto negativi sul settore delle esportazioni e sul turismo. Inoltre, il crollo del valore delle azioni svizzere innescherà una spirale di incertezza e pessimismo che certamente non gioveranno alla nostra economia.
La combinazione di questi due fattori rischia di provocare la cancellazione di migliaia di posti di lavoro e quindi un forte aumento del tasso di disoccupazione. Infine, dobbiamo aspettarci una recessione o, nel migliore dei casi, una crescita molto debole e una probabile diminuzione delle entrate fiscali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La SECO pubblica già il bollettino trimestrale "Tendances conjoncturelles", che esce in allegato alla rivista "La Vie économique". Il bollettino è pubblicato in applicazione dell'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (Org DEFR; RS 172.216.1). All'articolo 5 capoverso 2bis recita: "la SECO pubblica periodicamente informazioni sulla politica economica generale e sulle tendenze congiunturali". Del resto, la lunga tradizione dei rapporti della SECO sull'evoluzione congiunturale è disciplinata dalla legge federale sull'osservazione congiunturale (RS 951.95).
La pubblicazione "Tendances conjoncturelles" illustra in maniera approfondita l'andamento della congiuntura in Svizzera e all'estero. I principali sviluppi dell'economia svizzera vengono trattati nella rubrica "Thème spécial".
Anche il Consiglio federale ritiene che sia necessario analizzare da vicino gli effetti dell'abolizione del tasso di cambio minimo con l'euro e le cause della debolezza persistente dei tassi d'interesse. Tuttavia, la SECO tiene già ampiamente conto di questi aspetti tramite il proprio mandato di osservazione della congiuntura. Pertanto, il Consiglio federale ritiene inutile pubblicare un ulteriore rapporto trimestrale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.