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15.3103 · Mozione · 2015-03-11

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre, d'intesa con la Banca nazionale svizzera (BNS), una soluzione affinché la BNS accetti i fondi degli investitori istituzionali (secondo pilastro) e delle opere sociali svizzere (fondo di compensazione AVS, averi di risparmio del pilastro 3a, ecc.) senza applicare tassi d'interesse negativi e li mantenga disponibili su domanda degli investitori istituzionali e delle opere sociali.

Begründung

Soltanto nel secondo pilastro (previdenza professionale) gli averi di previdenza degli assicurati investiti e gestiti dalle casse pensioni ammontano a circa 800 miliardi di franchi. Dal 22 gennaio 2015 la BNS preleva un interesse negativo dello 0,75 per cento sui depositi bancari che oltrepassano un determinato importo. Così facendo, la BNS intende dissuadere gli investitori esteri dal collocare i loro capitali in Svizzera e frenare in tal modo la tendenza al rialzo del franco.

In data odierna, sono già quattro le banche commerciali che hanno deciso di ripercuotere questo interesse negativo sui loro clienti. Questa misura tocca anche gli investitori istituzionali e le opere sociali svizzere, attualmente confrontati con una situazione d'emergenza in materia d'investimenti, che si trovano a disporre di elevati volumi di liquidità. Oggi, in Svizzera, una cassa pensioni detiene in media circa il 7 per cento del suo patrimonio in contanti. L'applicazione di un tasso negativo dello 0,75 per cento grava pesantemente su questi averi di previdenza, ciò che induce le casse pensioni e le altre opere sociali a orientarsi verso investimenti rischiosi.

Con il previsto adeguamento di legge si deve giungere a evitare una penalizzazione del risparmio istituzionale, soprattutto in una congiuntura che nel campo degli investimenti risulta già estremamente difficile, e a preservare il valore nominale degli averi di previdenza e degli averi delle altre opere sociali. Nella misura il cui in nostro Stato prescrive un risparmio obbligatorio, lo stesso Stato è tenuto almeno a garantire il mantenimento del valore nominale di questi averi previdenziali.

La banca d'emissione è in grado, tanto sul piano operativo quanto su quello istituzionale, di accettare questi averi degli investitori istituzionali e delle opere sociali svizzere e di mantenerli disponibili su domanda degli investitori interessati.

Sul piano economico, questa procedura non presenta alcun inconveniente (non sussiste infatti alcun rischio di distorsione della concorrenza nella categoria dei possibili investitori) e non vi è nemmeno da attendersi alcuna ripercussione sulla tendenza al rialzo del franco, dato che i fondi depositati presso la BNS provengono da investitori svizzeri.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dopo l'abolizione della soglia minima del cambio franco-euro la politica dei tassi negativi rappresenta attualmente il principale strumento di politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS). Il basso livello dei tassi consente di mantenere un diverso cambio rispetto all'euro per le durate più brevi. Il franco deve essere reso meno allettante rispetto non solo all'euro, ma anche ad altre valute, contrastando così la persistente pressione al rialzo. I tassi negativi hanno come obiettivo di indebolire il franco riportando l'inflazione a valori positivi e, quindi, restituendo stabilità allo sviluppo economico. A tal fine è importante che i tassi negativi possano espletare appieno il loro effetto. Eventuali eccezioni al tasso negativo potrebbero compromettere l'efficacia della politica adottata dalla BNS. Considerando che anche l'inflazione, almeno momentaneamente, risulta più negativa dei tassi d'interesse, i tassi reali sono tendenzialmente positivi. In altre parole, il valore reale del denaro è mantenuto nonostante i tassi negativi.

Il basso livello dei tassi a livello globale è espressione delle scarse prospettive riguardo all'inflazione e alla crescita nonché della conseguente politica monetaria generalmente espansiva delle banche centrali. Gli istituti di previdenza subiscono le conseguenze di interessi e rendite bassi su parte dei patrimoni investiti. Essi sono ulteriormente gravati dagli interessi negativi. Gli istituti di previdenza sono costretti ad assumere maggiori rischi per ottenere comunque rendimenti positivi nell'ambito dei crediti oppure devono accettare tassi negativi. Sono dunque più esposti all'attuale contesto, contrassegnato da tassi bassi, che paga solo premi esigui per la copertura di rischi a fronte di elevati rischi di variazione dei tassi. Gli interessi negativi toccano comunque solo la liquidità delle posizioni in franchi svizzeri, che rappresenta una piccola parte degli investimenti.

Il Consiglio federale è disposto a esaminare la questione delle eccezioni nell'ambito del postulato Bischof 15.3091. Intrattiene con la BNS colloqui costanti, in cui gli effetti dei tassi negativi sono una questione prioritaria. Un intervento del legislatore per creare eccezioni ai tassi d'interesse negativi comprometterebbe tuttavia l'efficacia della politica monetaria in riferimento agli investitori locali. Nel contesto attuale un indebolimento della politica monetaria sarebbe inopportuno. Tra l'altro un intervento legislativo in tal senso metterebbe in discussione la capacità d'azione e l'autonomia della BNS nella gestione della sua politica monetaria.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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