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15.3111 · Postulato · 2015-03-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto che illustri le possibilità di rafforzare in modo economico ed efficiente la protezione degli investitori mediante adeguamenti puntuali della vigente legislazione sui mercati finanziari. Gli adeguamenti legislativi proposti dovranno essere articolati e differenziati in funzione dei bisogni, tenendo debitamente conto sia dei rischi diversi a seconda del prodotto sia dell'esperienza e delle conoscenze degli investitori. Infine, dovranno prevedere opportuni valori soglia che comportino uno sgravio amministrativo per i piccoli e medi istituti finanziari.

Begründung

Con l'adozione di due nuove leggi (LSF, LIFin) si intende rafforzare illimitatamente la protezione degli investitori in Svizzera adeguandola al diritto europeo. Ma la necessità di una riforma di tali proporzioni non è ancora stata dimostrata in modo convincente. Infatti, né vi sono in Svizzera deficit sistematici nella protezione degli investitori, né esistono sul piano internazionale dettami che presuppongano una precisa architettura legislativa. Un adeguamento affrettato al diritto europeo non servirebbe nemmeno a garantire alla Svizzera l'accesso al mercato. Una riforma di tale ampiezza avrebbe invece pesanti conseguenze negative. Per gli istituti finanziari le due leggi comportano un considerevole aumento dell'onere amministrativo e dei costi. La riforma colpirebbe in modo particolare le banche retail a vocazione locale e regionale e i loro clienti, con conseguente impatto negativo anche per le economie locali. Infatti, questi istituti finanziari non potranno assorbire completamente i costi di cui sarebbero gravati e dovrebbero riversarli sui loro clienti sotto forma di tasse e maggiorazioni degli interessi. Oppure rinuncerebbero del tutto a fornire consulenza a determinate categorie di clienti. In Germania, l'esagerata regolamentazione europea in materia di protezione degli investitori ha provocato a livello regionale un massiccio calo delle attività di consulenza agli investimenti a favore dei piccoli clienti.

La protezione degli investitori rappresenta già il fulcro della vigente legislazione in materia di vigilanza ed è disciplinata in modo sostanzialmente adeguato. Pertanto, un rafforzamento puntuale della protezione degli investitori può e deve basarsi su tale legislazione. Occorre evitare di imporre disciplinamenti e complicazioni burocratiche inutili alla piazza finanziaria, agli investitori e all'economia, e sviluppare la protezione degli investitori con moderazione in quei settori dove esistono realmente delle lacune.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore del postulato secondo cui occorre rinunciare a inutili regolamentazioni. È comunque opportuno adottare le pertinenti normative, qualora si constatino lacune di regolamentazione. Nel suo documento di posizione del 24 febbraio 2012 concernente le regole di distribuzione, la FINMA ha infatti evidenziato alcune carenze. Per verificare se le vigenti regolamentazioni concernenti prodotti, comportamento e distribuzione proteggono sufficientemente gli investitori, l'Autorità di vigilanza ha analizzato il diritto dei mercati finanziari nel suo complesso. Da quest'analisi è emerso che il diritto vigente presenta lacune di regolamentazione e di conseguenza non garantisce una protezione adeguata. Inoltre le varie leggi sui mercati finanziari hanno livelli di protezione diversi, giustificabili soltanto con la loro origine storica. Il 28 marzo 2012, il Consiglio federale ha pertanto avviato il progetto per l'elaborazione della legislazione sui servizi finanziari.

La legge sui servizi finanziari (LSF) crea maggior trasparenza e di conseguenza aumenta la protezione degli investitori. Al contrario delle normative estere, l'avamprogetto di legge non prevede alcun divieto. Gli investitori informati devono poter acquistare un prodotto o usufruire di una prestazione nella consapevolezza dei rischi e delle conseguenze finanziarie. Inoltre, le norme di comportamento della LSF concretizzano in gran parte obblighi che il Tribunale federale ha già derivato dal diritto del mandato in vigore. La LSF disciplina la protezione dei clienti conformemente ai bisogni e in modo differenziato, tenendo debitamente conto dei diversi rischi dei prodotti nonché delle esperienze e conoscenze dei clienti. Il livello di protezione è strutturato a seconda della categoria di clienti (clienti privati, clienti professionali e clienti istituzionali). Inoltre, la legge prevede ampie agevolazioni per le piccole imprese, in particolare nell'ambito degli obblighi armonizzati di pubblicazione del prospetto.

La legge sugli istituti finanziari (LIFin) prevede regole di vigilanza differenziate e adeguate all'attività dei singoli istituti finanziari. Ad esempio, i piccoli gestori patrimoniali con un potenziale di rischio ridotto e strutture semplici saranno verificati a scadenze pluriennali. Anche la prevista introduzione dell'autorizzazione a cascata è in linea con una regolamentazione conforme ai bisogni ed è stata accolta da tutti i partecipanti alla consultazione. Una banca, ad esempio, non deve procurarsi autorizzazioni supplementari se esercita anche l'attività di una società di intermediazione mobiliare e opera nella gestione patrimoniale.

La rinuncia a una regolamentazione uniforme nella LSF, come richiesto dall'autore del postulato, a favore dell'attuazione di adeguamenti puntuali delle leggi esistenti non appare efficace né sul piano dei costi né su quello applicativo. Le corrispondenti disposizioni della LSF concernenti le diverse attività di un fornitore di servizi finanziari dovrebbero, ad esempio, figurare nella legge sulle banche, nella legge sulle borse, nella legge sugli investimenti collettivi, nella legge sulla sorveglianza degli assicuratori e, soprattutto in relazione all'obbligo di pubblicazione del prospetto, nel Codice delle obbligazioni. Per consentire un'applicazione efficiente e uniforme del diritto, che limiti anche i costi agli adeguamenti effettivamente necessari, è preferibile una regolamentazione in un unico atto normativo. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il rapporto auspicato non sia opportuno, in quanto le richieste dell'autore del postulato sono già prese in considerazione nei lavori in corso concernenti la LSF e la LIFin.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.