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15.3112 · Mozione · 2015-03-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di porre fine al progetto "monitoraggio sulla convivenza in Svizzera", finalizzato al rilevamento sistematico e a lungo termine delle opinioni dei cittadini.

Begründung

Anziché proteggere la sicurezza interna sorvegliando sistematicamente i gruppi estremisti inclini alla violenza, il Consiglio federale persegue dal 2007 - a quanto sembra - l'istituzione di una sorta di autorità di vigilanza incaricata di censire atteggiamenti e posizioni della popolazione. Mediante uno "strumento di monitoraggio" si intende rilevare sistematicamente e a lungo termine le tendenze razziste e discriminatorie in Svizzera. Ciò equivale nientemeno che a una sorveglianza capillare delle opinioni e idee dei cittadini. Una semplice occhiata all'elenco degli orientamenti considerati discriminatori e intolleranti basta per capire come questo strumento di controllo abbia finalità politico-ideologiche ben precise. È evidente che, con una serie di indicatori vaghi e indefiniti, si vogliono enfatizzare temi quali il razzismo, la xenofobia, l'ostilità antimusulmana e l'intolleranza. Sin d'ora è prevista un'estensione di questo strumento di controllo.

Questa tendenza è molto preoccupante e segue l'esempio della burocrazia dell'UE. All'origine vi è l'idea di un'istanza sovraordinata incaricata di sorvegliare e indirizzare i cittadini: il popolo non è più sovrano, ma sono le autorità a vigilare su di esso e a intervenire, se necessario, per riportarlo sulla presunta retta via. In ultima analisi viene minata anche la democrazia diretta, poiché, con la scusa di aver svolto sondaggi d'opinione approfonditi, l'amministrazione e il governo potranno sempre pretendere di sapere cosa vuole la popolazione e giustificare così il proprio operato. È intollerabile che le opinioni e posizioni personali dei cittadini vengano raccolte e analizzate in maniera sistematica.

A tale progetto hanno finora collaborato non meno di cinque dipartimenti federali, dodici uffici, due commissioni extraparlamentari, diversi consulenti esterni e imprese, come pure un numero imprecisato di ricercatori. In una fase preliminare, nel 2010, 2012 e 2014 sono già state condotte lunghe interviste a 1000 svizzeri e 700 stranieri.

È evidente che occorre mettere fine a questi eccessi burocratici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale (RS 101) vieta qualsiasi forma di discriminazione, in particolare a causa dell'origine, della razza, della lingua o delle convinzioni religiose. L'articolo 35 della Costituzione stabilisce inoltre che chiunque svolga un compito statale (a livello federale, cantonale o comunale) deve rispettare i diritti fondamentali e contribuire ad attuarli. Le autorità devono pertanto provvedere affinché il principio della parità di trattamento e il divieto di discriminazione siano effettivamente applicati.

La discriminazione razziale secondo l'articolo 261bis del Codice penale (RS 311.0) è un reato perseguibile d'ufficio. L'articolo 386 del Codice penale prevede inoltre che la Confederazione possa adottare misure di informazione, educazione o altre misure intese a evitare i reati e a prevenire la criminalità.

Affinché possa pianificare in modo mirato ed efficiente i propri interventi, gestirli strategicamente e poi sottoporre a verifica la loro efficacia, lo Stato necessita di dati attendibili. Per questo motivo, il 22 agosto 2007 il Consiglio federale ha incaricato il Servizio per la lotta al razzismo di elaborare uno strumento atto a rilevare informazioni affidabili sulle tendenze razziste e discriminatorie in Svizzera.

L'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha deciso di istituire un monitoraggio sistematico e di affidare all'Ufficio federale di statistica (UST) il compito di raccogliere i corrispondenti dati nel quadro della rilevazione Omnibus condotta per il censimento della popolazione. I costi a carico dell'UST (110 000 franchi l'anno) saranno coperti con i crediti a disposizione e il fabbisogno supplementare in termini di risorse umane sarà compensato internamente.

Lo strumento di monitoraggio fungerà da indicatore della coesione sociale, permetterà di evidenziare un'eventuale necessità d'intervento e servirà a valutare l'efficacia delle misure adottate. Dato che prenderà in considerazione le opinioni sia degli svizzeri sia degli stranieri, consentirà di trarre conclusioni sugli atteggiamenti discriminatori di tutte le persone che vivono in Svizzera. Tuttavia, così com'è stato concepito, il monitoraggio non permetterà di risalire all'identità delle persone interpellate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.