15.3241 · Mozione · 2015-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di apportare le modifiche necessarie all'ordinanza sul CO2, al fine di creare certezza di pianificazione per quanto concerne la regolamentazione del caso di rigore per le imprese che partecipano al sistema di scambio di quote di emissioni. A tal fine, deve stabilire una procedura chiara per attuare in modo pragmatico il caso di rigore.
Begründung
La risposta del Consiglio federale del 25 febbraio 2015 all'interpellanza 14.4190, "Regolamentazione del caso di rigore prevista dall'ordinanza sul CO2", non è soddisfacente, in quanto non tiene conto delle realtà imprenditoriali delle aziende interessate.
Il prezzo di mercato europeo è l'unico prezzo che consenta di valutare il prezzo di mercato dei diritti di emissione, il quale pregiudica notevolmente la competitività delle imprese svizzere. La tassa sul CO2 e i prezzi di vendita all'asta svizzeri non influenzano minimamente la concorrenza europea, in quanto quest'ultima non dipende da detti fattori. I criteri e le conoscenze di base che il Consiglio federale applica nell'attuazione della regolamentazione del caso di rigore sono pertanto lontani dalla pratica e insufficienti dal punto di vista economico.
In base alle informazioni pubblicate dall'UFAM sulle emissioni CO2 come pure sull'attribuzione e sull'annullamento dei diritti di emissione, e a condizione che soltanto le imprese esposte al rischio di rilocalizzazione della produzione all'estero ("carbon leakage") possano far valere la regolamentazione del caso di rigore, si constata che le prime domande potranno essere presentate soltanto a partire dal 2018. Di conseguenza, per le imprese che partecipano al sistema svizzero di scambio di quote di emissioni il periodo critico inizierà nel 2018.
L'affermazione del Consiglio federale secondo cui "una volta autorizzata, la regolamentazione del caso di rigore si applica fino alla fine del 2018; il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario adeguare detta regolamentazione" non è pertanto soddisfacente dal punto di vista delle imprese.
Poiché l'UE fa dipendere il collegamento del sistema di scambio di quote di emissione svizzero con quello europeo dalla soluzione della questione della libera circolazione delle persone (e il Consiglio federale, manifestamente, lo accetta), l'economia e le imprese interessate ritengono necessario e urgente adeguare la regolamentazione del caso di rigore.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha emanato la regolamentazione del caso di rigore l'8 ottobre 2014 mediante una modifica dell'ordinanza sul CO2 (art. 55a ordinanza sul CO2; RS 641.711). La regolamentazione del caso di rigore permette alle imprese che non riescono ad acquistare i diritti di emissione svizzeri mancanti senza pregiudicare notevolmente la propria competitività di consegnare una quantità maggiore di certificati esteri di riduzione delle emissioni. Le imprese possono presentare una domanda in tal senso in qualsiasi momento (anche prima del 2018), a condizione che dimostrino i loro tentativi infruttuosi di acquistare i diritti di emissione mancanti nell'ambito di vendite all'asta o sul mercato secondario. Per motivi di incompatibilità con il sistema europeo, che limita la quota di certificati esteri di riduzione delle emissioni, le imprese che soddisfano i requisiti del caso di rigore devono inoltre trasferire i diritti di emissione europei acquistati a titolo supplementare su un conto della Confederazione svizzera nel registro dello scambio di quote di emissioni dell'UE. Se entro fine 2018 non dovesse entrare in vigore un accordo sul collegamento del sistema di scambio di quote di emissione svizzero con quello europeo, i diritti di emissione europei depositati saranno trasferiti nuovamente alle rispettive imprese.
La procedura per l'applicazione della regolamentazione del caso di rigore è già definita in modo chiaro nell'ordinanza sul CO2. Al fine di facilitare alle imprese la presentazione delle domande, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha messo a disposizione un modello in formato EXCEL sul suo sito Internet. Finora l'UFAM non ha ricevuto alcuna domanda di trattamento quale caso di rigore. Dall'entrata in vigore della revisione dell'ordinanza sul CO2, probabilmente anche come conseguenza diretta della regolamentazione del caso di rigore, i prezzi dei diritti di emissione in Svizzera - valutati in base ai risultati delle vendite all'asta - sono diminuiti in misura notevole avvicinandosi a quelli dell'UE.
Per questo motivo, il Consiglio federale non vede alcuna ragione per adeguare la regolamentazione del caso di rigore.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.