15.3243 · Postulato · 2015-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sull'istituzione, da parte della Svizzera, di un fondo di partecipazione che rafforzi in maniera duratura le PMI esportatrici svizzere e offra alle parti interessate la possibilità di costituire a condizioni vantaggiose riserve in valute straniere.
Begründung
Le PMI esportatrici svizzere devono far affidamento sulla qualità e l'innovazione dei prodotti e dei servizi. L'apprezzamento del franco costringe sempre più PMI ad abbassare i prezzi, a trasferire parte della loro produzione all'estero e a ridurre le spese per le attività di sviluppo. Nel contempo dai Paesi emergenti fanno la loro comparsa sul mercato nuovi concorrenti che offrono prezzi imbattibili e una qualità crescente. Se questa tendenza perdurerà, alcune imprese saranno a rischio, con conseguenze imprevedibili per l'occupazione in Svizzera.
Le sovvenzioni dirette a pioggia sono manifestamente inefficaci e politicamente insostenibili. Gli strumenti di sostegno esistenti come la garanzia della Confederazione contro i rischi delle esportazioni o i servizi offerti a livello mondiale dall'OSEC sono stati finora un valido aiuto e dovranno essere potenziati in maniera mirata. Data l'importanza delle sfide da affrontare ci vogliono però anche approcci nuovi in grado di rafforzare in maniera strutturale e duratura la competitività delle nostre PMI.
Mentre molte PMI cercano sempre più disperatamente di ridurre i costi, senza mezzi e possibilità di investire a lungo termine nella crescita, molto capitale non viene sfruttato. Siamo, in sostanza, davanti a un paradosso: molte PMI non hanno i mezzi per investire e chi invece li avrebbe non trova alcuna possibilità interessante per farlo.
L'idea dello Swiss Fund parte proprio da questo paradosso e rappresenta una possibilità di impiegare parte delle valute straniere disponibili per promuovere sul mercato internazionale in condizioni di acquisto vantaggiose il valore aggiunto delle PMI svizzere offrendo loro le necessarie prospettive di crescita.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Con l'abolizione del tasso minimo di cambio le imprese con un'elevata quota di ricavi in euro e di spese in franchi svizzeri nonché una grande elasticità dei prezzi perdono, almeno a breve termine, molta della loro competitività. Senza una copertura del rischio di cambio queste imprese possono subire perdite economiche.
È vero, però, che con la riduzione degli interessi negativi della Banca nazionale svizzera (BNS) i costi dei capitali continuano a scendere e questo favorisce in linea di massima gli investimenti reali. Finché il mercato dei capitali per i crediti alle imprese funziona, la nuova situazione comporta - ceteris paribus - per le imprese alla ricerca di capitali e i debitori netti costi del capitale più ridotti, e ciò dovrebbe valere anche per gli investimenti reali che promettono ricavi.
Lo sviluppo dell'erogazione di crediti per le PMI è seguito con attenzione dalla Segreteria di Stato dell'economia SECO dal 2008, insieme al gruppo di lavoro "Mercato del credito per le PMI" che riunisce i rappresentanti della Banca nazionale svizzera (BNS), della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), di Economiesuisse, dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), dell'Associazione dei banchieri e di Swissmem. Finora il gruppo di lavoro non ha rilevato alcun problema sui mercati del credito. Stando al rapporto pubblicato nel 2012 dal Consiglio federale (Il capitale di rischio in Svizzera) anche il mercato dei capitali di rischio funziona.
Per quanto riguarda il finanziamento delle PMI non vi è quindi fallimento del mercato. A rappresentare la sfida maggiore per le imprese esportatrici non è tanto il mancato accesso ai capitali quanto la progressiva riduzione dei margini e le strutture di costi e ricavi esistenti. Un fondo di partecipazione che riduce ulteriormente i costi del capitale non risolverà questo problema fondamentale. Lo Stato deve piuttosto concentrare la sua attenzione sul miglioramento delle condizioni quadro, per esempio sulla riduzione dei costi di regolamentazione al fine di rafforzare la competitività della Svizzera.
Un fondo come quello chiesto dall'autore del postulato rappresenterebbe inoltre un forte intervento dal punto di vista della politica delle istituzioni e sarebbe esposto a notevoli interferenze politiche, facendo aumentare il rischio che venga mantenuta una struttura indesiderata dal punto di vista economico. Come ha esposto il Consiglio federale nel rapporto in adempimento del postulato Bischof 11.3461, la politica industriale presenta grandi rischi e problemi e raramente porta a risultati positivi. Le analisi relative alla Svizzera confermano che ogni tentativo di influire sulle strutture esistenti, ovvero di rallentare o perfino arrestare i cambiamenti strutturali mediante misure statali, porta a lungo andare a risultati peggiori rispetto all'attuazione delle modifiche necessarie. Nessun'autorità statale dispone di una capacità di previsione superiore per quanto riguarda il futuro delle imprese o di interi settori. Per questo motivo un fondo di partecipazione statale non risulterebbe interessante per gli investitori.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.