Possibili conseguenze dell'iniziativa "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l'autodeterminazione)"
15.3326 · Interpellanza · 2015-03-20
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 10 marzo 2015 l'UDC ha lanciato l'iniziativa "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l'autodeterminazione)", che chiede che la Costituzione federale prevalga sul diritto internazionale. In caso di contraddizione, l'obbligo di diritto internazionale deve essere eventualmente denunciato (art. 56a della Costituzione proposto).
Il diritto internazionale è tuttavia estremamente importante proprio per un piccolo Paese come la Svizzera. In quanto nazione liberale e democratica sosteniamo la protezione dei diritti liberali dall'arbitrio statale, cui contribuisce in maniera determinante per esempio la CEDU. Per rimanere competitiva e continuare ad esportare, è inoltre essenziale che l'economia svizzera sia considerata un partner contrattuale affidabile.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Quale autorità deve decidere, nel caso concreto, in merito alla compatibilità tra il diritto internazionale e la Costituzione federale? Andrebbe eventualmente istituita una giurisdizione costituzionale?
2. Secondo la Costituzione la Svizzera deve negoziare con l'UE la modifica dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Se il proposto articolo 56a fosse iscritto nella Costituzione e le trattative con l'UE non fossero proficue, occorrerebbe denunciare immediatamente l'ALC?
3. Se il proposto articolo 56a fosse iscritto nella Costituzione, in virtù dell'articolo sull'iniziativa espulsione sarebbe necessario adeguare la CEDU, il Patto ONU II, l'ALC e la Convenzione sui diritti del fanciullo? Quali sono le probabilità di riuscire ad adeguare questi trattati internazionalmente accettati?
4. Quale influsso avrebbe la modifica costituzionale proposta sui trattati in materia di cooperazione economica, in particolare gli accordi di libero scambio e quelli di doppia imposizione? Intaccherebbe la buona reputazione della Svizzera quale partner contrattuale? Come influirebbe sulla stipula di nuovi trattati internazionali in materia di cooperazione economica?
5. Secondo il Consiglio federale, quali ripercussioni economiche comporterebbe la denuncia dei trattati summenzionati da parte della Svizzera? Quale danno sarebbe arrecato all'economia svizzera se il nostro Paese non fosse più considerato un partner contrattuale affidabile?
6. In che misura la Svizzera rischia, con questa iniziativa popolare, di indurre organizzazioni internazionali a lasciare il Paese?
Stellungnahme des Bundesrates
Il 10 marzo 2015 il testo dell'iniziativa per l'autodeterminazione è stato pubblicato nel Foglio federale (FF 2015 1665). Con la pubblicazione è iniziato a decorrere il termine di 18 mesi per la raccolta delle firme. Dopo il deposito delle liste delle firme e trascorso il termine di raccolta, la Cancelleria federale accerterà con una decisione se l'iniziativa popolare ha raccolto il numero prescritto di 100 000 firme valide (art. 139 cpv. 1 della Costituzione; art. 71 seg. LDP).
Il più tardi un anno dopo il deposito di un'iniziativa popolare formalmente riuscita, il Consiglio federale presenta al Parlamento il messaggio con il disegno di decreto federale per il parere dell'Assemblea federale (art. 97 cpv. 1 lett. a LParl). Il messaggio contiene sempre una valutazione approfondita giuridica, politica ed economica dell'iniziativa.
Questa procedura ha dato buone prove e il Consiglio federale non intende anticiparla. Ritiene prematuro rispondere alle domande poste mentre è in corso la raccolta delle firme. Attenderà che l'iniziativa sia riuscita per analizzarne il contenuto e prendere posizione.
Risposta del Consiglio federale.