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15.3349 · Postulato · 2015-03-20

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a esaminare in quale misura l'esercito potrebbe contribuire a migliorare il dono di cellule staminali emopoietiche in Svizzera.

Begründung

Ogni anno, in Svizzera, circa mille persone si ammalano di leucemia o di un'altra malattia del sangue potenzialmente mortale. Per numerosi pazienti, il trapianto di cellule staminali rappresenta la sola possibilità di sopravvivenza. Il donatore di cellule staminali dev'essere compatibile con il ricevente. Per tale ragione è stata creata una banca dati a livello mondiale. In Svizzera questa banca dati, gestita dalla SBSC (Swiss Blood Stem Cells), conta più di 50 000 donatori potenziali. Tali donatori devono dapprima compilare un formulario e in seguito prelevare un campione di mucosa orale che sarà successivamente analizzato. Quando una persona compatibile necessita di un dono, il donatore viene contattato per un prelievo di cellule. Il dono di cellule staminali avviene in ambulatorio per via venosa o biopsia. Di conseguenza, quanto più ampia è la banca dati, tanto maggiore è la possibilità che i pazienti che richiedono un trapianto di cellule staminali trovino un donatore. La Svizzera ha la fortuna di disporre di un esercito di giovani militari di milizia in buona salute. Perché, quindi, non proporre loro, in quanto candidati ideali, di partecipare allo sviluppo della banca dati? Le relative informazioni scientifiche del medico di battaglione e i kit di prelievo (bastoncini di cotone) sarebbero forniti durante la scuola reclute. In seguito i kit sarebbero raccolti e inviati dal medico alla SBSC.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Un netto miglioramento della donazione di cellule staminali tramite l'esercito può avvenire unicamente con l'introduzione di un obbligo. Per un tale obbligo manca tuttavia una pertinente base legale. Anche per quanto riguarda i militari, l'operato dello Stato, così come dell'esercito, deve soddisfare i principi dello Stato di diritto sanciti della Costituzione. Le misure sanitarie derivanti da un tale obbligo incidono sul diritto fondamentale alla libertà personale (art. 10 cpv. 2 Cost.) e sul diritto alla protezione dei dati personali (art. 13 cpv. 2 Cost). Limitazioni sono ammesse unicamente se necessarie per l'adempimento dei compiti militari. Le misure richieste vanno tuttavia molto al di là e pregiudicano tali diritti fondamentali. Per quanto riguarda il test proposto nel postulato, manca un'adeguata base legale per una tale ingerenza nei diritti fondamentali.

Se si valutasse unicamente l'aspetto medico, la richiesta dell'autore del postulato va nella giusta direzione. Le persone soggette all'obbligo di leva e le reclute rappresentano una riserva sana per individuare i pool potenzialmente utili a fornire cellule staminali e per altre necessità sanitarie. Non fa parte tuttavia dei compiti dell'esercito quello di sostenere e svolgere una campagna per la donazione di cellule staminali rivolta ai militari. Per quanto riguarda le campagne di salute pubblica, l'esercito si orienta alle attività dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), le quali vengono sostenute attivamente (ad es. campagne contro il morbillo nei centri di reclutamento e nelle scuole reclute). L'esercito valuterà quindi con l'UFSP quali campagne per la donazione di cellule staminali potrebbero essere svolte nel quadro del reclutamento e della scuola reclute. Le basi legali in vigore permettono pur sempre una buona informazione e motivazione alla donazione di cellule staminali, affinché il maggior numero di potenziali candidati decida di sottoporsi volontariamente al test al di fuori del servizio.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.