La Svizzera quale piattaforma di private banking per le casse pensioni cinesi e gli investitori privati cinesi
15.3389 · Mozione · 2015-05-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sostenere gli sforzi volti a fare della Svizzera la prima piattaforma mondiale onshore per la gestione di patrimoni di casse pensioni e investitori privati cinesi. A questo scopo si dovrà condurre uno studio che indichi su quali piazze finanziarie e a quali condizioni legali la Cina autorizza i suoi cittadini e gli investitori istituzionali cinesi ad effettuare già oggi attività d'investimento limitate. Lo studio dovrebbe altresì mostrare le soluzioni da adottare in vista della conclusione di convenzioni internazionali con la Cina finalizzate all'esercizio di attività di private banking onshore illimitate, a partire dalla Svizzera. Il Consiglio federale dovrebbe in linea di principio sostenere tutti gli sforzi intesi a ridurre la nostra dipendenza economica dall'UE e dagli Stati Uniti.
Begründung
Nel mese di marzo del 2015 in occasione della visita di una delegazione a Pechino, diverse banche cinesi hanno manifestato ai membri della delegazione svizzera il loro interesse alla creazione di una piattaforma di private banking in Svizzera destinata a casse pensioni e investitori privati cinesi. Alcune banche cinesi hanno integrato la gestione patrimoniale nel loro modello d'affari, che devono sottoporre al regolatore cinese per ottenere l'autorizzazione ad esercitare un'attività in Svizzera. Ai fini della creazione di una piattaforma di gestione patrimoniale in Svizzera destinata a casse pensioni e investitori privati cinesi, i due Paesi dovrebbero concludere delle convenzioni internazionali che tengano conto dei rispettivi quadri normativi. È chiaro che una tale estensione delle relazioni commerciali con la Cina costituisca un vantaggio per la nostra economia. I profondi cambiamenti e le nuove norme applicate nel settore finanziario colpiscono duramente la piazza finanziaria svizzera, che si sta riposizionando e che sta tra l'altro cercando di diversificare le proprie attività. A tal fine è necessario creare condizioni quadro istituzionali adeguate. La gestione di patrimoni cinesi offrirebbe nuove opportunità di business a vantaggio dell'intero settore finanziario.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale e le autorità competenti attribuiscono una grande importanza alle relazioni economiche con la Cina. In questo contesto anche la partecipazione della Svizzera alla progressiva internazionalizzazione del renminbi (RMB) è stata oggetto di contatti bilaterali a diversi livelli e soprattutto è stata argomento di discussione nel quadro del dialogo finanziario avviato nel mese di dicembre del 2013. Successivamente è stato possibile, nell'arco di poco tempo, migliorare in maniera mirata le condizioni quadro istituzionali tra la Svizzera e la Cina per lo sviluppo delle operazioni in RMB in Svizzera.
Ad oggi, si registrano i seguenti progressi da parte delle autorità: il 21 luglio 2014 la Banca nazionale svizzera (BNS) e la People's Bank of China (PBoC) hanno sottoscritto un accordo bilaterale di swap. In caso di bisogno questo accordo permette di predisporre liquidità in RMB e costituisce un'importante condizione preliminare per il futuro sviluppo di un mercato del renminbi in Svizzera. Il 21 gennaio 2015 la PBoC si è dichiarata pronta a estendere alla Svizzera il programma "Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor" (RQFII). Un altro importante fattore di incentivazione delle operazioni in RMB in Svizzera è la possibilità di avere un clearing del RMB in loco. Importante in tal senso è la presenza di una banca cinese in Svizzera. In varie occasioni l'insediamento di banche cinesi in Svizzera è stato quindi salutato con favore ai massimi livelli politici. La decisione a sapere se un'attività commerciale può essere assunta in Svizzera e quale modello d'impresa sia da scegliere è di competenza delle banche cinesi. Il rilascio di un'autorizzazione in tal senso a una banca posta sotto controllo cinese ma organizzata secondo il diritto svizzero è soggetto alle corrispondenti condizioni generali previste dalla legge sulle banche e dall'ordinanza sulle banche.
Al Consiglio federale non risulta che, in Svizzera, esistano ostacoli normativi specifici allo sviluppo dell'attività di gestione patrimoniale in Cina a partire dalla Svizzera. Per contro, gli investitori cinesi che vogliono avvalersi di servizi di gestione patrimoniale al di fuori della Cina possono essere soggetti, nel loro Paese, a controlli sul trasferimento di capitali. Il governo cinese sta tuttavia dando prova di una certa qual disponibilità ad allentare gradualmente le restrizioni al riguardo. La quota del programma RQFII assegnata alla Svizzera, per esempio, è un segnale tangibile di questo cambiamento.
Nelle attività di gestione patrimoniale a livello internazionale la Svizzera svolge tradizionalmente un ruolo importante e, grazie alle conoscenze specialistiche di cui dispone e alla stabilità dell'ambiente politico, offre ottime condizioni per l'assistenza ai clienti cinesi. Grazie alle condizioni quadro istituzionali appena create per le operazioni in renminbi a partire dalla Svizzera, si potrebbero ulteriormente migliorare i fattori di localizzazione. Da ultimo spetta agli operatori del mercato fare della Svizzera un centro di competenza per la gestione del patrimonio di clienti cinesi oppure sfruttare queste attività come tali. Nel quadro del dialogo finanziario regolarmente intrattenuto con la Cina le autorità svizzere competenti continuano a supportare questi sforzi degli operatori svizzeri del mercato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.