15.3394 · Mozione · 2015-05-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di riattivare subito il piano di potenziamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone, recentemente "congelato".
Begründung
Lo scorso 1° aprile il Consiglio federale ha comunicato il "congelamento" del progetto di potenziamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone. Del pacchetto - al cui allestimento aveva partecipato anche il cantone Ticino - è stato mantenuto solo l'inasprimento delle sanzioni.
Questa decisione ha suscitato comprensibile delusione in Ticino, anche da parte del Consiglio di Stato. In effetti le conseguenze negative della libera circolazione delle persone - dumping salariale e sociale, concorrenza sleale da parte di artigiani ed imprese italiane, sostituzione di lavoratori ticinesi con frontalieri - sono estremamente pesanti. L'abbandono del tasso minimo di cambio con l'euro da parte della Banca nazionale svizzera non fa che peggiorare la situazione.
Le misure accompagnatorie non sono la panacea, tuttavia ogni provvedimento atto a migliorare la situazione è utile e necessario. È incomprensibile come il Consiglio federale, cedendo a pressioni lobbistiche, arrivi ora a rifiutare alle regioni di frontiera anche il modesto sollievo che misure accompagnatorie più incisive potrebbero portare, e che il Ticino, avendo tra l'altro collaborato all'allestimento del "pacchetto" finito in congelatore, aveva tutto il diritto di vedere realizzate.
L'argomento addotto a giustificazione dell'inaccettabile retromarcia è a dir poco evanescente: le trattative sul post 9 febbraio. A parte che il Consiglio federale dovrebbe ben sapere che l'esito di quel voto popolare è da imputare proprio alla situazione che ora ci si rifiuta di correggere, con tali trattative si è ancora, come emerge peraltro da recenti prese di posizione dell'UE, ai piedi della scala. La libera circolazione delle persone è attualmente in vigore esattamente come prima del 9 febbraio 2014. In attesa della concretizzazione del nuovo articolo costituzionale contro l'immigrazione di massa i correttivi restano urgenti ed indispensabili. Trattandosi di misure decise in base al diritto interno, oltretutto, l'UE non ha - né può avere - nulla da eccepire al proposito.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Le misure proposte dal Consiglio federale nel quadro della legge federale sull'ottimizzazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone sono state complessivamente criticate e nettamente respinte durante la consultazione. Soltanto l'aumento delle sanzioni amministrative previste dalla legge sui lavoratori distaccati (RS 823.20) ha raccolto ampi consensi. Per questo motivo il 1° luglio 2015 il Consiglio federale ha approvato il messaggio relativo alla modifica della legge sui lavoratori distaccati.
La decisione del Consiglio federale del 1° aprile 2015 di sospendere le misure proposte, ad eccezione dell'aumento delle sanzioni amministrative, si basa essenzialmente sui risultati della procedura di consultazione. Il Consiglio federale non ritiene opportuno sottoporre al Parlamento un messaggio sulle misure contestate o ampiamente disapprovate durante la consultazione.
Poiché le misure proposte dal Consiglio federale sono comunque state approvate da una minoranza dei partecipanti alla consultazione e l'adeguamento delle misure collaterali dovrà essere esaminato durante i lavori di attuazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa", il Consiglio federale non ritiene pertinente rinunciarvi completamente. Tali misure dovrebbero essere riprese nel quadro dell'imminente dibattito sull'adeguamento delle misure collaterali.
Recentemente il Consiglio federale ha attuato a livello di ordinanza e a livello esecutivo varie proposte per migliorare le misure collaterali. Il 1° novembre 2014 è entrato in vigore l'obbligo di notifica e di autorizzazione sin dal primo giorno di lavoro per i prestatori di servizi esteri nel settore del paesaggismo. Su richiesta è stato aumentato, nei rami e nelle regioni particolarmente toccati dalla libera circolazione delle persone, il numero di controlli cofinanziati dalla Confederazione che gli organi d'esecuzione devono effettuare. Da inizio 2015 è inoltre a disposizione di questi ultimi un calcolatore nazionale dei salari. In tutte le regioni della Svizzera sono state organizzate formazioni per gli ispettori delle misure collaterali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.