15.3439 · Mozione · 2015-05-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di avviare le misure necessarie a sgravare le aziende con meno di 50 collaboratori (aziende agricole comprese) dall'onere delle rilevazioni statistiche e di studiare come ridurre questo onere per le aziende più grandi.
Begründung
Nel secondo barometro della burocrazia della SECO, pubblicato nel gennaio del 2015, 1809 aziende hanno fornito informazioni sull'onere amministrativo che deriva loro dalle regolamentazioni statali. Oltre la metà, ovvero il 54,2 per cento delle aziende interpellate, percepisce l'onere come elevato o piuttosto elevato. In generale, negli ultimi tre anni l'onere percepito è tendenzialmente aumentato.
La percezione soggettiva da parte delle aziende dell'onere generato dalle regolamentazioni è per altro corroborata da due studi. Nel giugno del 2010 l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ha presentato un proprio studio sui costi della regolamentazione in Svizzera e stimato gli oneri su scala nazionale a complessivamente 50 miliardi di franchi. Nel suo rapporto del dicembre 2013 in adempimento ai postulati Fournier 10.3429 e Zuppiger 10.3592 il Consiglio federale è giunto essenzialmente allo stesso risultato dell'USAM: già soltanto nei dodici ambiti di competenza federale considerati è stato identificato un potenziale di riduzione dei costi della regolamentazione pari a 10 miliardi di franchi. Anche in ambito statistico è stato identificato un potenziale di riduzione dei costi. Purtroppo però, dalla pubblicazione dei rapporti a oggi non è stato fatto molto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Per il Consiglio federale è importante limitare il più possibile l'onere amministrativo a carico delle imprese. Questo obiettivo è già stato tematizzato in diversi documenti, ad esempio nel rapporto del Consiglio federale del 13 dicembre 2013 sui costi della regolamentazione, stilato in adempimento ai postulati Fournier 10.3429 e Zuppiger 10.3592, e nel rapporto pubblicato dall'Istituto svizzero per le piccole e medie imprese dell'Università di San Gallo il 22 ottobre 2013 sulla stima dei costi generati dalla regolamentazione e sull'identificazione dei potenziali di semplificazione e di riduzione dei costi nel settore statistico (disponibile in tedesco sul sito della SECO: Themen > Wirtschaftspolitik > Regulierung > Regulierungskosten). In quest'ultimo documento, a pagina 7 si precisa che occorre piuttosto ottimizzare un sistema che sembra funzionare bene anziché ridefinire completamente il modo di produrre le statistiche. Il rapporto del Consiglio federale propone invece una serie di misure che l'Ufficio federale di statistica (UST) ha in gran parte accolto. Dal monitoraggio della burocrazia 2014 (GfK Switzerland SA, dicembre 2014), il documento più recente che fa il punto sugli oneri amministrativi, emerge che gli obblighi statistici non figurano fra i problemi più impellenti. Questo rapporto è disponibile sul sito dei comunicati del governo svizzero (seconda edizione del barometro della burocrazia del 29 gennaio 2015).
Nella preparazione del programma pluriennale della statistica 2015-2019, le statistiche sono quindi sistematicamente esaminate sotto il profilo degli scopi, della pertinenza e del grado di accettazione. In questo contesto, l'UST ha tenuto conto della proposta del rapporto del Consiglio federale del 2013 di estendere la statistica delle cifre d'affari degli "Altri servizi" a tappe, per limitare l'onere delle imprese, e di continuare a riferirsi all'attuale piano contabile delle piccole e medie imprese (PMI) per la statistica del valore aggiunto.
In questi ultimi anni l'UST ha inoltre sistematizzato il ricorso ai dati amministrativi, ottemperando al suo mandato legale di evitare rilevazioni se tali dati sono già disponibili. Così, la statistica strutturale e demografica delle imprese, che si rifà essenzialmente ai dati dell'AVS, ha sostituito il censimento delle aziende che si basava sull'invio di questionari a circa 380 000 imprese. Per quanto riguarda le aziende agricole, cui si fa riferimento nella mozione, le statistiche prodotte dall'UST si basano in ampia misura su fonti amministrative, in particolare sui dati relativi ai pagamenti diretti. Il margine di manovra per sgravare queste aziende dagli oneri statistici, pertanto, è contenuto. L'UST e i suoi partner hanno inoltre adottato misure più specifiche per limitare l'onere che ricade sugli interpellati. Nel caso delle PMI, l'UST ha introdotto un sistema di ripartizione che consente di limitare la probabilità che la stessa unità partecipi regolarmente a più rilevazioni, allo scopo di suddividere per quanto possibile l'onere tra gli interpellati attraverso un esame critico dei campioni, pur garantendo la qualità delle statistiche.
Se per alleggerire il carico amministrativo delle PMI dovesse essere introdotto un criterio minimo di 50 dipendenti, un panel fondamentale della nostra economia (98 per cento delle imprese, 44 per cento degli impieghi) non sarebbe più rappresentato nelle statistiche e resterebbe escluso dai processi decisionali della politica. Inoltre le aziende grandi si comportano in modo diverso da quelle piccole. In settori come l'innovazione, la crescita economica o le relazioni con l'estero sarebbe perciò impossibile trarre conclusioni unicamente in base alle risposte delle unità con oltre 50 dipendenti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.