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15.3452 · Postulato · 2015-05-06

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a esaminare e a riconsiderare:

1. il suo giudizio sulla pericolosità del glifosato;

2. le autorizzazioni d'utilizzo rilasciate;

3. il lavoro dell'amministrazione a questo riguardo.

Begründung

Il 20 marzo 2015 il Centro internazionale di ricerca sul cancro (CIRC), agenzia specializzata dell'OMS, ha pubblicato sulla rivista "Lancet Oncology" una valutazione della pericolosità di cinque pesticidi. Di questi, tre sono stati classificati "probabili cancerogeni", la categoria più elevata dopo "cancerogeno". Si tratta del malathion e del diazinon che esporrebbero a un rischio accresciuto di ammalarsi di linfoma non-Hodgkin, una forma di cancro del sangue, nonché di cancro alla prostata il primo, utilizzato soprattutto dagli agricoltori, e di cancro al polmone il secondo.

Le maggiori preoccupazioni sono destate dalla classificazione del glifosato, noto con il nome di Roundup, tra i composti "probabili cancerogeni" poiché è ampiamente utilizzato sia da professionisti sia da privati.

Basandosi su uno studio esaustivo, il CIRC dimostra che vi sono prove sufficienti per definire il glifosato cancerogeno per gli animali e per affermare che danneggia il DNA delle cellule umane coltivate in vitro, aumentando, nell'uomo, il rischio di sviluppare un linfoma non-Hodgkin. Ciò è stato constatato durante studi condotti negli ultimi quindici anni in Svezia, Stati Uniti e Canada su persone esposte a tale sostanza per motivi professionali, vale a dire agricoltori e giardinieri.

Sarebbe quindi normale che il Consiglio federale riconsiderasse il suo giudizio sulla pericolosità del glifosato e le autorizzazioni d'utilizzo rilasciate.

Nella nostra interpellanza del 20 settembre 2012 avevamo peraltro già fatto presente che l'équipe del professor Séralini, dell'Università di Caen, aveva dimostrato che il Roundup, così come un mais OGM, provocava un tasso di mortalità più elevato nei topi e li conduceva più rapidamente alla morte, con effetti ormonali non lineari, correlati al sesso, laddove le femmine sviluppavano tumori letali della mammella e i maschi soffrivano di danni al fegato e problemi digestivi e sviluppavano tumori dei reni e della pelle. Ciononostante, a quanto ne sappiamo il Consiglio federale non ha preso le misure che, a rigor di logica, si imponevano. È quindi lecito chiedersi se l'amministrazione non tenga maggiormente conto degli interessi dell'industria agrochimica piuttosto che della sicurezza della popolazione e se informi in maniera adeguata il Consiglio federale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il glifosato è in commercio dagli anni Settanta. Negli ultimi anni è stato a più riprese esaminato da diverse autorità e organi di esperti nazionali e internazionali, quali ad esempio l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la riunione congiunta FAO/OMS sui residui di pesticidi (JMPR), e non è mai stato classificato come cancerogeno. Per queste valutazioni del rischio sono state tenute in considerazione centinaia di studi. Neanche nel quadro dell'ultimo riesame del glifosato, condotto recentemente nell'UE, sulla scorta della rivalutazione di quasi mille studi, sono emersi motivi per classificarlo come cancerogeno.

Il Consiglio federale sa che a marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organo dell'Organizzazione mondiale della salute (OMS), ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno". Il 20 marzo 2015 la rivista "The Lancet" ha pubblicato un breve articolo su questa decisione che però non permette di verificare obiettivamente e scientificamente le conclusioni della IARC. Non sono infatti ancora disponibili il rapporto esaustivo e le valutazioni dettagliate alla base di questa nuova classificazione.

Sulla base degli studi tossicologici attualmente disponibili, al momento non vi è alcuna ragione di valutare la pericolosità del glifosato, che sarà sottoposto a un accurato esame non appena sarà disponibile il rapporto completo della IARC. Qualora nuove informazioni scientifiche dovessero giustificare una nuova classificazione, verranno adottate le necessarie misure a tutela dell'uomo e dell'ambiente ed eventualmente adeguate le autorizzazioni.

Nel quadro dell'elaborazione del piano d'azione nazionale per la riduzione dei rischi e l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene altresì valutato come è possibile limitare ulteriormente i rischi.

La valutazione dei prodotti fitosanitari da parte delle autorità svizzere competenti in materia avviene in maniera indipendente, applicando esclusivamente criteri scientifici assodati internazionalmente riconosciuti. A livello delle autorità preposte alla valutazione non vi sono conflitti d'interesse.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.