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15.3453 · Mozione · 2015-05-06

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Gli Uffici delle Camere federali sono invitati a istituire e gestire un registro dei lobbisti obbligatorio che disciplini in modo trasparente l'accesso al Parlamento e risponda alle seguenti domande:

1. Quali persone e organizzazioni esercitano un influsso sulla legislazione federale e su singole decisioni?

2. Su incarico di chi operano? Da chi sono pagate?

3. A quali metodi ricorrono e quali mezzi impiegano?

4. Su chi esercitano la loro attività lobbistica?

Begründung

Che in democrazia vi sia una rappresentanza degli interessi è legittimo. Tuttavia l'attuale mancanza di trasparenza non è compatibile con la democrazia. Chi rappresenta gli interessi di chi? Quali mezzi vengono utilizzati e chi sono i destinatari? Queste domande rimangono per lo più senza risposta.

Il rilevamento dei dati potrebbe avvenire online da parte dei lobbisti stessi.

Il registro deve essere consultabile in Internet e aggiornato periodicamente. Dovrà censire tutti coloro che sono al servizio di interessi, indipendentemente dal fatto che operino per associazioni, imprese, agenzie, think thank, ONG, studi legali o altro. Chi non dichiarasse i suoi legami d'interesse o fornisse indicazioni incomplete verrebbe sanzionato.

Una mozione dello stesso tenore è già stata presentata il 23 settembre 2009 e, dopo due anni, è stata stralciata senza che vi sia stata alcuna trattazione da parte dell'Assemblea federale. Casi di attualità che riguardano il lobbismo in Parlamento mostrano tuttavia l'urgenza di una regolamentazione in questo settore.

Antrag des Bundesrates

L'Ufficio propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'attività dei lobbisti è stata recentemente oggetto di ampie discussioni a causa di vari avvenimenti abbondantemente commentati nei media. Queste discussioni hanno messo in luce numerosi punti deboli dell'attuale sistema. L'Ufficio ritiene che sia necessario condurre una riflessione politica completa e approfondita su tale questione.

Il miglioramento del registro esistente auspicato dall'autore della mozione è una delle misure più frequentemente citate negli altri interventi parlamentari (cfr. iniziativa parlamentare Caroni 15.433, "Trasparenza sui mandati dei lobbisti a Palazzo federale", iniziativa parlamentare Berberat 15.438, "Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale", iniziativa parlamentare del gruppo dei Verdi 15.464, "Trasparenza sui lobbisti. Autorizzazioni d'accesso giornaliere rilasciate dai parlamentari"). Attualmente, secondo l'articolo 69 capoverso 2 della legge sul Parlamento "i parlamentari possono farsi rilasciare per due persone da loro designate una tessera ciascuna che, per una durata determinata, autorizza ad accedere alle parti non aperte al pubblico del Palazzo del Parlamento. I nomi e le funzioni di queste persone devono essere iscritti in un registro pubblicamente consultabile." Il registro in questione è consultabile in Internet (www.parlamento.ch) dall'inizio di questa legislatura (2011-2015). La lettura di questa lista mostra tuttavia che la funzione viene spesso indicata soltanto in termini molto generali ("invitato" o "collaboratore personale"), indicazione che talvolta corrisponde soltanto parzialmente alla realtà. Inoltre i collaboratori delle aziende di relazioni pubbliche menzionano soltanto il nome del loro datore di lavoro, senza precisare l'identità dell'effettivo mandante.

Se da un lato l'esistenza di un registro pubblico dei lobbisti è un importante fattore di trasparenza, dall'altro non è sempre facile trovare un equilibrio soddisfacente tra l'elevato valore informativo del registro e il dispendio per la manutenzione e l'aggiornamento di quest'ultimo. Occorre esaminare in particolare le seguenti domande:

- La regola attuale secondo cui ciascun parlamentare può rilasciare due tessere d'accesso va mantenuta (iniziativa parlamentare Caroni 15.433 e mozione Reimann Lukas 15.3453) oppure va sostituita da un sistema di accreditamento (iniziativa parlamentare Berberat 15.438)?

- Se viene introdotto un sistema di accreditamento, si può seguire il modello della Società svizzera di Public Affairs (SSPA) o si dà la preferenza a un registro "statale"? E soprattutto: quali saranno le condizioni dell'accreditamento (l'iniziativa parlamentare Berberat 15.438 lascia aperta la questione)? Il confronto con l'accreditamento dei giornalisti è davvero pertinente?

- Occorre limitare il numero dei lobbisti accreditati (iniziativa parlamentare Berberat 15. 438)?

- Occorre pubblicare anche le autorizzazioni d'accesso giornaliere (iniziativa parlamentare del gruppo dei Verdi 15.464)?

- Che cosa occorre indicare esattamente? La mozione Reimann Lukas è molto esigente e prevede che siano menzionati sia il datore di lavoro ("Su incarico di chi operano? Da chi sono pagate?"; cfr. anche le iniziative parlamentari Caroni 15.433 e Berberat 15.438) sia i "metodi e i mezzi" impiegati e i "destinatari" del lavoro di lobbying.

- Saranno davvero i lobbisti stessi a inserire i dati online?

- Come verificare in modo semplice ed efficace che le indicazioni fornite sono corrette e complete? Quali sanzioni occorre adottare in caso di contravvenzioni?

Per rendere più trasparente l'influenza esercitata sul lavoro in Parlamento occorre esaminare in dettaglio le condizioni di accesso al Palazzo del Parlamento comprendendo anche i giornalisti accreditati che praticano parzialmente un'attività di lobbying, gli ex parlamentari e i rappresentanti dei cantoni e dei partiti politici.

Le riflessioni non devono inoltre limitarsi alla semplice questione dell'accesso al Palazzo del Parlamento. Occorre dapprima definire il termine lobbisti (da un lato non tutte le persone che hanno accesso al Palazzo del Parlamento sono lobbisti e dall'altro alcuni lobbisti, pur essendo importanti, non vi hanno accesso); in seguito sarà necessario approfondire anche la questione delle relazioni tra parlamentari e lobbisti, a cominciare dall'accettazione di vantaggi (doni, pasti, viaggi). Quest'ultimo punto è oggetto di raccomandazioni degli Uffici dell'11 dicembre 2007 e i parlamentari ne sono stati informati con una lettera del 20 dicembre 2011 dei presidenti delle Camere. Queste raccomandazioni determinano alcune linee guida insistendo sulla responsabilità individuale dei parlamentari.

Se, come richiesto dall'autore della mozione, l'obiettivo è rendere più trasparente l'influenza esercitata sull'attività parlamentare, occorre fare il collegamento con numerosi altri interventi e iniziative parlamentari che pretendono maggiore trasparenza dai parlamentari stessi, che sia in merito:

- alla natura esatta dell'attività professionale (iniziativa parlamentare Streiff-Feller 14.472),

- alle attività che non sono compatibili con il mandato parlamentare (iniziativa parlamentare Steiert 14.445 - assicurazione malattia),

- ai redditi per attività che sottostanno all'obbligo di indicare le relazioni d'interesse (art. 11 LParl; iniziative parlamentare Keller Peter 15.437, "Registro degli interessi. Distinguere le attività retribuite da quelle onorifiche", 15.441, "Dichiarare i redditi provenienti da attività per le quali sussiste l'obbligo di indicare le relazioni d'interesse", e 15.446, "Dichiarazione spontanea di attività onorifiche e retribuite che devono essere indicate quali relazioni d'interesse"; iniziativa parlamentare del gruppo socialista 15.449, "Trasparenza sui redditi e le relazioni d'interesse dei parlamentari"; iniziativa parlamentare del gruppo dei Verdi 15.463, "Completare le relazioni d'interesse dei parlamentari con l'indicazione dell'ammontare delle indennità percepite"),

- alle donazioni ricevute (iniziativa parlamentare Masshardt 15.452, "Per una maggiore trasparenza riguardo alle donazioni") o,

- alla ricusazione (iniziativa parlamentare Bertschy 15.467, "Obbligo di ricusazione dalle sedute commissionali per i parlamentari che hanno un interesse personale diretto di tipo economico").

In conclusione l'Ufficio sostiene gli impegni volti a ottenere maggiore trasparenza nell'influenza esercitata sull'attività parlamentare. Esso auspica che sia condotta una discussione politica completa e approfondita con l'obiettivo di trovare soluzioni efficaci e pragmatiche che tengano conto delle realtà di un Parlamento di milizia. Per raggiungere tale obiettivo occorre una modifica del diritto parlamentare, ragione per la quale deve essere privilegiata la via dell'iniziativa parlamentare. Per tale ragione formale l'Ufficio propone di respingere la mozione. Esso incaricherà la commissione competente di esaminare le richieste della mozione nell'ambito della prevista analisi sistematica.

L'Ufficio propone di respingere la mozione.