Impegno per una ripartizione dei rifugiati tra gli Stati Dublino. Fino ad allora sospensione dei rimpatri verso l'Italia
15.3459 · Mozione · 2015-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
1. adoperarsi per una procedura di ripartizione dei rifugiati tra gli Stati Dublino in funzione della loro forza economica; e
2. impegnarsi con mezzi adeguati al fine di migliorare la sistemazione dei richiedenti l'asilo in Italia.
3. I rimpatri dei richiedenti verso l'Italia vanno sospesi fino a un miglioramento della situazione italiana.
Begründung
A causa della guerra civile che imperversa in Siria, attualmente sono in fuga tante persone quante non lo sono più state dalla seconda guerra mondiale. Il sistema Dublino è al collasso, anche se l'Europa nel suo complesso potrebbe sopportare bene questo onere. Conformemente al regolamento Dublino, al momento gran parte dell'onere è tuttavia sopportato dai Paesi alle frontiere esterne, soprattutto Grecia e Italia. Questa lacuna fondamentale del sistema deve essere colmata, negoziando un'equa chiave di ripartizione tra tutti gli Stati Dublino.
Attualmente la Svizzera rimpatria i richiedenti verso l'Italia, ma non più verso la Grecia, in seguito a una decisione emanata nel 2011 dalla Corte EDU.
In assenza di adeguate strutture di accoglienza in Italia, molti migranti devono sopravvivere per strada senza alcun sostegno. Secondo quanto comunicato dall'UNHCR, a fine luglio 2014 in Italia vivevano 76 263 rifugiati e 22 200 richiedenti l'asilo, per i quali, stando alle fonti ufficiali italiane, erano disponibili soltanto 18 765 posti negli SPRAR e 6006 posti nei CARA. Contando anche i rifugiati approdati in Italia nel 2014 e dall'inizio di quest'anno, che secondo il regolamento Dublino devono restare in tale Paese, attualmente mancano già decine di migliaia di posti.
È tuttavia palese che al momento l'Italia non è più in grado di far fronte alle domande d'asilo presentate. Ciononostante, la Svizzera continua a procedere ai rimpatri verso l'Italia.
L'UE, come pure il Paese limitrofo Svizzera, deve e può contribuire a migliorare la situazione italiana. La Svizzera deve garantire la protezione delle persone che chiedono asilo nel nostro Paese, sospendendo immediatamente i rimpatri verso l'Italia fino a che non sarà trovata una soluzione conformemente a quanto chiesto ai punti 1 e 2 dagli autori della presente mozione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'attuale situazione degli sbarchi nel Mediterraneo evidenzia l'importanza di un approccio coordinato su scala europea. La Svizzera approva pertanto l'orientamento delle misure previste nell'agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015. L'agenda e la conseguente proposta della Commissione europea prevedono tra l'altro un meccanismo d'urgenza per reinsediare in altri Stati europei, secondo una chiave di ripartizione, determinati richiedenti l'asilo provenienti da Italia e Grecia. In linea di massima il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi per una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo all'interno dello spazio Dublino. Non essendo membro dell'UE e non essendo vincolata a tutte le basi legali del sistema europeo comune sull'asilo, le possibilità di influenza della Svizzera sono tuttavia limitate.
2. Da lungo tempo il Consiglio federale cerca di sostenere l'Italia sul piano bilaterale ed europeo. Nei contatti bilaterali la Svizzera ha già offerto a più riprese all'Italia il suo sostegno (finanziario e in termini di personale) in materia di accoglienza e alloggio. Sul piano europeo, l'Italia è sostenuta in tali ambiti dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, cui in futuro parteciperà anche la Svizzera.
3. Il Consiglio federale ritiene che gli obblighi derivanti dal regolamento Dublino III debbano essere onorati da tutti gli Stati Dublino. Le lacune nel sistema di accoglienza italiano sono comprensibili alla luce degli attuali moti migratori attraverso il Mediterraneo. Nella sentenza "Tarakhel contro la Svizzera" (ricorso n. 29217/12 del 4 novembre 2014), la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha tuttavia constatato che la procedura italiana di accoglienza e asilo non presenta attualmente lacune sistemiche. Tale constatazione è stata confermata nella decisione di ricevibilità "A.M.E. contro i Paesi Bassi" (ricorso n. 51428/10 del 13 gennaio 2015). Il Consiglio federale continua dunque a ritenere ammissibili i trasferimenti verso l'Italia nel quadro della procedura Dublino.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.