15.3492 · Mozione · 2015-05-06
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché il voto elettronico in Svizzera si basi su una soluzione i cui diritti di proprietà intellettuale appartengano esclusivamente a istanze pubbliche svizzere. Ciò dovrà applicarsi anche ai componenti di questi programmi. Si chiede inoltre che l'insieme del codice fonte sia accessibile al pubblico e che le procedure siano trasparenti.
Begründung
Attualmente in Svizzera esistono tre sistemi di voto elettronico: quello del Consorzio, quello del cantone di Neuchâtel e quello del cantone di Ginevra. Con la revisione dell'ordinanza sui diritti politici, tali sistemi dovranno rispondere a norme federali molto severe. In quest'ottica, stanno sviluppando le cosiddette versioni di seconda generazione. Queste nuove esigenze rispondono alla volontà di conseguire maggiore affidabilità e sicurezza.Inoltre, in materia di diritti politici, soltanto la trasparenza dei processi democratici è garante della sicurezza e della fiducia, e questo vale anche per il voto elettronico. Ne consegue che la pubblicazione dei codici fonte va sancita nella legge e deve costituire una condizione fondamentale.Infine, per rispondere ai criteri di trasparenza e di sicurezza, è improrogabile garantire che sia messo a disposizione un sistema di voto elettronico completamente gestito dall'ente pubblico e che non dipenda da interessi privati, svizzeri o stranieri. Nel momento in cui lo spionaggio informatico e la sorveglianza a distanza sono sviluppati a livello industriale, sia dagli Stati sia dalle aziende private, è l'espressione dei diritti politici ad essere in gioco, nel cuore stesso della nostra democrazia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide in linea di massima l'obiettivo dell'autore della mozione. Nello svolgere votazioni ed elezioni con voto elettronico, le istanze pubbliche devono avere la possibilità di adempiere senza restrizioni alla propria responsabilità. Occorre evitare dipendenze da provider privati che potrebbero condizionare l'affidabilità del voto elettronico. Il canale di voto elettronico va configurato in modo da essere trasparente e tracciabile.Per l'autorizzazione del sistema di voto elettronico è cruciale l'adempimento dei requisiti di sicurezza. Il Consiglio federale non considera invece determinante la questione della proprietà del sistema.A livello di voto elettronico, il ruolo delle istanze pubbliche è chiaramente disciplinato: nello svolgimento di scrutini deve potere esercitare il pieno controllo e intervenire se necessario. L'ordinanza sui diritti politici (ODP) prevede che è possibile far capo a un'impresa privata per lo svolgimento del voto elettronico (art. 27kbis cpv. 1 lett. b ODP). Ciò, tuttavia, non è affatto in contraddizione con il principio appena menzionato; rimane infatti escluso il trasferimento a un'impresa privata di tutti i compiti inerenti al voto elettronico. In ragione della complessità della materia è imprescindibile coinvolgere specialisti del mondo industriale e scientifico.La tracciabilità degli scrutini, la creazione di processi che possono essere spiegati e l'accesso ai documenti basilari sono strumenti importanti della trasparenza e promuovono così la fiducia reciproca. L'esigenza di trasparenza nel voto elettronico è sancita nell'articolo 27m ODP.L'attuazione della verificabilità costituisce un mezzo efficace per garantire la trasparenza. La verificabilità individuale permette agli elettori di controllare mediante un codice se il loro voto è stato trasmesso correttamente, quella universale di verificare se tutti i voti sono stati trasmessi, registrati e contati correttamente. Tale verifica fornisce un risultato matematicamente inconfutabile e può essere svolta totalmente con mezzi indipendenti dal sistema. Ciò vale anche in particolare nel caso in cui nello sviluppo o nell'esercizio del sistema vengano coinvolti partner privati. Confederazione e cantoni si sono dichiarati a favore dell'introduzione della verificabilità integrale. Dallo scrutinio dell'8 marzo 2015 tutti i cantoni partecipanti al progetto impiegano un sistema che garantisce la verificabilità individuale.Il Consiglio federale concorda con l'opinione dell'autore della mozione secondo cui l'accesso al codice fonte rappresenta uno strumento importante per promuovere la fiducia. La decisione sulla rivelazione del codice fonte spetta attualmente ai cantoni. Questi hanno più volte sottolineato di volere agevolare l'accesso ai codici fonte dei sistemi di seconda generazione. Sono in corso i relativi accertamenti e lavori preliminari in tal senso. Ad esempio, il cantone di Ginevra ha recentemente deciso di rivelare in futuro il codice fonte. Il Consiglio di Stato ha presentato al Parlamento una relativa modifica delle disposizioni di legge. Il Consiglio federale si rallegra di questa evoluzione e si attende anche dagli altri sistemi concreti passi in questa direzione. Intende chiarire a fondo con i cantoni la questione dell'accesso al codice fonte allo scopo di renderlo un requisito per l'autorizzazione del sistema nell'ambito della prossima revisione delle basi legali.