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15.3495 · Mozione · 2015-05-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di disposizioni legali da inserire nella LIFD e nella LAID per completare i criteri sull'esenzione fiscale delle persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica (art. 56 lett. g LIFD; art. 23 cpv. 1 lett. f LAID) o fini di culto (art. 56 lett. h LIFD; art. 23 cpv. 1 lett. g LAID). Si intende evitare in tal modo che le indennità versate agli organi direttivi (membri del consiglio di fondazione, membri della direzione) e ai funzionari non superino un quadro adeguato alla loro attività.

Una minoranza (Amstutz, Caroni, Germanier, Matter, Müller Philipp, Müri, Noser, Reimann Lukas, von Siebenthal) propone di respingere la mozione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il diritto in vigore le persone giuridiche possono essere esentate, del tutto o in parte, dall'imposta federale diretta nonché dalle imposte cantonali e comunali, se perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica oppure fini di culto e il loro utile e capitale sono destinati esclusivamente e irrevocabilmente a tali fini. Le persone giuridiche esentate dall'imposta sono prevalentemente associazioni e fondazioni.

I criteri per l'esenzione fiscale delle persone giuridiche sono definiti nella circolare numero 12 dell'8 luglio 1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. Dal punto di vista oggettivo, secondo la giurisprudenza e la dottrina, il perseguimento di scopi di utilità pubblica presuppone che l'attività della persona giuridica sia svolta nell'interesse generale e che, sul piano soggettivo, avvenga in maniera disinteressata, ossia filantropica e altruista. Il disinteresse è dato quando i membri o gli organi attivi per la persona giuridica di utilità pubblica sopportano un sacrificio mettendo in secondo piano i propri interessi. Non è il caso quando gli obiettivi di utilità pubblica sono collegati nel contempo a scopi di lucro o ad altri interessi propri e diretti dei membri (cfr. DTF 114 lb 277, 113 lb 9 consid. 2b con ulteriori rinvii; Marco Greter, in: Zweifel/Athanas, Kommentar zum DBG, Basilea 2008, n. 31 ad art. 56 lett. g LIFD). Le prestazioni dei membri di consigli di fondazioni o di comitati di associazioni devono quindi essere in linea di massima fornite a titolo onorifico, altrimenti si presuppone il perseguimento di propri interessi diretti. Si tollerano indennità per il rimborso di spese effettive e l'erogazione di gettoni di presenza moderati. Gli onorari fissi per le organizzazioni di utilità pubblica non sono invece compatibili con il principio del disinteresse.

Nella prassi si ammettono deroghe alle attività a titolo onorifico se ad esempio un membro di un consiglio di fondazione o di un comitato di un'associazione deve svolgere compiti che, quantitativamente e qualitativamente, vanno oltre l'attività ordinaria del consiglio di fondazione o del comitato dell'associazione. Può essere il caso, in particolare, per le grandi fondazioni attive allorquando tali attività supplementari si rendano necessarie per non limitare o impedire il perseguimento dello scopo della fondazione. Se, ad esempio, l'attività operativa della fondazione o dell'associazione richiede l'esercizio di un'attività professionale principale, è permesso il versamento di un'indennità conforme al mercato. Diversamente, si dovrebbe ricorrere a servizi di terzi che dovrebbero essere indennizzati a condizioni di mercato (cfr. esenzione fiscale delle persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico, di utilità pubblica o fini di culto, deducibilità di liberalità, informazioni pratiche del 18 gennaio 2008 della Conferenza svizzera delle imposte all'attenzione delle amministrazioni delle contribuzioni cantonali).

Già oggi la prassi attuale verifica se le retribuzioni degli organi e funzionari direttivi si trovano nei limiti adeguati. Al riguardo si prendono in considerazione la responsabilità e le capacità della persona interessata nonché la necessità di disporre di una gestione professionale per il raggiungimento degli obiettivi (mezzi e scopo). Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che non vi sia necessità d'intervento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.