15.3503 · Interpellanza · 2015-06-01
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In seguito all'introduzione dell'indennità di maternità, nel 2010 il Consiglio federale si è avvalso della sua facoltà di aumentare il tasso di contributo per le IPG dallo 0,3 allo 0,5 per cento sino alla fine del 2015. L'aumento era necessario, in quanto secondo la LIPG gli averi del Fondo non devono scendere sotto un importo pari al 50 per cento delle uscite di un anno. Poiché il termine previsto per questo adeguamento temporaneo scadrà alla fine dell'anno, il Consiglio federale deve ora decidere se prorogare la misura per il periodo successivo al 2015.
La situazione finanziaria delle IPG è nettamente migliorata e le riserve supereranno presto il livello minimo legale. Il risultato d'esercizio 2014 e le proiezioni del Consiglio federale concernenti le IPG indicano chiaramente che sarebbe sufficiente mantenere il tasso dello 0,5 per cento per un periodo limitato per rispettare il minimo legale delle riserve, in quanto, secondo le proiezioni, già tra pochi anni il livello del Fondo supererà il 100 per cento delle uscite di un anno e tra 20 anni ammonterebbe persino a un multiplo di queste ultime.
Anche se il tasso di contributo per le IPG fosse aumentato in modo moderato (dallo 0,3 allo 0,4 per cento) per qualche anno, le prescrizioni minime legali sarebbero rispettate. Questo permetterebbe di sgravare i datori di lavoro e i salariati di circa 400 milioni di franchi l'anno. Con un tasso pari allo 0,3 per cento lo sgravio sarebbe persino raddoppiato. Considerati il superfranco e la necessità di sgravare le imprese, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. È anch'esso del parere che, visto il superfranco, una riduzione dell'attuale tasso di contributo per le IPG sgraverebbe le imprese?
2. È disposto ad avvalersi della sua facoltà di ridurre l'attuale tasso di contributo per le IPG allo 0,3 o 0,4 per cento a partire dal 1° gennaio 2016?
3. La riforma dell'esercito attualmente in discussione permetterà di migliorare ulteriormente la situazione delle IPG (3,5 milioni di giorni indennizzati andranno a carico dell'esercito e circa 350 000 del servizio civile, per circa 80 000 beneficiari). In questo contesto, il Consiglio federale è disposto a ridurre l'attuale tasso di contributo per le IPG? Se no, perché?
4. Quale tasso, a suo parere, permetterebbe di garantire a lungo termine le riserve legali? A quanto ammonterebbe lo sgravio per i salariati e i datori di lavoro?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Una riduzione dei contributi IPG comporta un certo sgravio per le imprese. L'abbassamento del tasso di contributo allo 0,3 o 0,4 per cento, come richiesto dall'autrice dell'interpellanza, minerebbe però rapidamente la stabilità dell'assicurazione (v. risposte 2 a 4). Il Consiglio federale non può prevedere una riduzione più ampia di quella ammessa dalle prescrizioni legali sul livello minimo delle riserve.
2.-4. Dal bilancio attuale emerge che, riducendo il tasso di contributo dallo 0,5 allo 0,4 per cento, già dopo un anno il livello minimo delle riserve scenderebbe al di sotto del 50 per cento delle uscite di un anno prescritto dalla legge e dopo cinque anni il Fondo IPG sarebbe prosciugato. Questo andamento risulterebbe proporzionalmente accelerato in caso di una riduzione del tasso allo 0,3 per cento. Considerati i requisiti legali in termini di riserve minime, attualmente una riduzione del tasso di contributo allo 0,3 o 0,4 per cento è ingiustificata. Le minori uscite previste grazie al progetto di modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito (14.069) sono già prese in considerazione nei dati attuali relativi al bilancio delle IPG. Al momento appare sostenibile un tasso di contributo dello 0,45 per cento per i prossimi cinque anni (2016-2020). Questa riduzione comporterebbe uno sgravio annuo di circa 190 milioni di franchi, di cui beneficerebbero per metà i datori di lavoro e per metà i salariati.
Risposta del Consiglio federale.