15.3535 · Interpellanza · 2015-06-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nel preventivo della Confederazione sono iscritti ogni anno investimenti e spese cospicui all'estero come, ad esempio, per l'aiuto allo sviluppo, per l'acquisto di armamenti, la promozione della piazza economica e del turismo, l'infrastruttura ferroviaria prossima al confine e così via. Queste iscrizioni a preventivo sono effettuate in franchi. Negli ultimi cinque anni, ossia dal 2010 al 2015, il franco svizzero ha acquisito viepiù valore rispetto alle altre valute, in particolare nei confronti dell'euro (più di 25 per cento). In altre parole, con i franchi svizzeri investiti all'estero è possibile fare molti più acquisti di prima. Per "caso" e senza la relativa volontà politica, le spese all'estero hanno registrato un massiccio aumento di valore, cosa che richiede correzioni e solleva domande.
Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Il Consiglio federale come tratterà questa nuova situazione iniziale in ambito di investimenti e spese all'estero in occasione dell'allestimento del preventivo 2016? Eventualmente come durante il periodo contabile?
2. Come potrebbe utilizzare questa situazione iniziale per beneficiare o risparmiare grazie al franco forte?
3. Quanto si potrebbe "risparmiare" tenendo conto della valutazione superiore del franco svizzero nei prossimi preventivi?
4. Che rapporto ha quanto precede con le uscite commisurate a un valore di base svizzero (ad es. il PIL o il PNL)? Queste percentuali dovrebbero essere adeguate? Dove è possibile effettuare tale adeguamento unilateralmente sul fronte svizzero e dove occorre una modifica del contratto?
5. Il Consiglio federale come tratta questa situazione iniziale in relazione ai contributi alle organizzazioni internazionali e ai fondi?
6. Come è possibile adeguare questi contratti e accordi al valore del franco svizzero all'estero, aumentato considerevolmente? Il Consiglio federale intende condurre nuove trattative?
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3. L'Amministrazione federale delle finanze garantisce contro i rischi di cambio il fabbisogno in euro e in dollari americani per tutte le spese iscritte a preventivo. Le valute sono acquistate l'anno prima del preventivo a volte addirittura anni prima per gli impegni importanti e a lungo termine. Questa garanzia contro i rischi di cambio permette di offrire alle unità amministrative la sicurezza necessaria in materia di pianificazione e di evitare, nell'esecuzione del preventivo, crediti aggiuntivi o residui di credito dovuti alle fluttuazioni del corso del cambio.
Le due valute estere di gran lunga più significative per le uscite della Confederazione sono l'euro e il dollaro americano, ciascuna assicurata per circa 1 miliardo di franchi nel 2014, ovvero l'1,5 per cento del preventivo. Nel primo trimestre del 2015 il franco svizzero si è svalutato dell'1 per cento verso il dollaro americano rispetto alla media del 2010-2014. Nello stesso periodo, esso si è per contro rivalutato del 16 per cento rispetto all'euro.
Le spese iscritte nel preventivo 2015 che saranno pagate in euro sono state garantite nel 2014 a un corso di cambio di fr. 1.20. Nel 2015 l'abbandono del tasso minimo di cambio non comporterà quindi risparmi per le finanze federali, che invece occorreranno a partire dal preventivo 2016, nel quale il corso dell'euro considerato è di fr. 1.05.
I contributi obbligatori alle organizzazioni internazionali sono in linea di massima adattati alle variazioni dei tassi di cambio. Rispetto al preventivo 2015 nel 2016 le spese per i contributi obbligatori dovuti in euro diminuiscono di 27 milioni di franchi (meno 12 per cento). Per gli altri ambiti principali che necessitano di valute estere (vedi anche la risposta all'interpellanza Müller Leo 15.3536) i volumi degli impegni sono solitamente approvati dal Parlamento in franchi svizzeri. L'apprezzamento del franco svizzero dà un margine di manovra finanziario supplementare, tenuto in considerazione con i tagli attuati nel quadro del preventivo 2016.
4.-6. Le uscite in valute estere, il cui livello è fissato da parametri macroeconomici, sono essenzialmente contributi obbligatori a organizzazioni internazionali. Questi sono definiti in accordi di diritto internazionale pubblico che specificano in generale la valuta in cui sono dovuti, ma anche la valuta nella quale i parametri macroeconomici dei differenti Stati membri sono paragonati per determinare la chiave di ripartizione. Per i contributi dovuti in euro, il vantaggio del cambio a breve termine sarà compensato sul medio termine da un incremento della quota svizzera di contribuzione per effetto dell'aumento del PIL svizzero espresso in euro. Siccome gli aspetti legati alle valute sono parte integrante degli accordi e che in quest'ottica gli Stati membri sono trattati allo stesso modo, il Consiglio federale non intravede né la possibilità né la necessità di rinegoziarli.
Risposta del Consiglio federale.