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Costi della rete elettrica. Gli svantaggi concorrenziali penalizzano la nostra industria e mettono a rischio i posti di lavoro e di apprendistato

15.3589 · Interpellanza · 2015-06-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale è disposto a illustrare in un rapporto in quali ambiti nel complesso e per quali ragioni l'industria nazionale è svantaggiata in termini di concorrenza rispetto ai Paesi vicini per quanto concerne la copertura del fabbisogno di elettricità?

2. È disposto a esaminare misure da sottoporre all'Assemblea federale che consentano di eliminare gli svantaggi in termini di concorrenza di cui soffre l'industria svizzera, in particolare quella a elevato consumo di energia elettrica, per quanto concerne il fabbisogno di energia elettrica e che creino condizioni quadro interessanti, sia in relazione ai costi di rete che alle tasse, analoghe a quelle di cui beneficiano i concorrenti esteri?

3. È d'accordo con le affermazioni di un rappresentante della società di rete Swissgrid, secondo cui l'industria tedesca è esentata da tasse in una misura tale da consentirle di beneficiare di condizioni più favorevoli sul piano dei costi rispetto a quella Svizzera?

4. Per quali ragioni, in determinate fasce orarie, le capacità delle linee elettriche al confine settentrionale della Svizzera sono talmente scarse da essere messe all'asta a prezzi alti, gravando di conseguenza proprio sulle aziende a elevato consumo di elettricità? Che cosa si potrebbe fare per evitare questa situazione e che cosa prevede il Consiglio federale?

5. A quanto pare il market coupling è un sistema utilizzato in Europa che permette di gestire in modo intelligente le congestioni sulla rete elettrica. Quali possibilità ha la Svizzera di trarne beneficio e di ridurre i costi dei grandi consumatori?

6. La Svizzera funge da piattaforma e da Paese di transito per l'energia elettrica. Perché a sostenere i costi della rete sono solo i consumatori finali e quindi l'industria e non gli operatori del commercio di energia elettrica?

Begründung

È noto da tempo che il forte valore del franco crea grosse difficoltà in particolare al settore industriale. È altrettanto noto che le aziende a elevato consumo di energia elettrica sono costrette a produrre a condizioni ancora più svantaggiose rispetto ai Paesi vicini. Affinché sia tutelata la piazza industriale svizzera, occorre verificare, sfruttare o creare tutte le possibilità atte a preservare la produzione all'interno del nostro Paese e quindi anche i posti di lavoro e di apprendistato.

Stellungnahme des Bundesrates

1.-3. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza che prezzi dell'energia elettrica competitivi rivestono per l'industria. A giudizio dell'Istituto Eurostat la Svizzera è competitiva. Data la scarsità dei dati disponibili, relativi ai prezzi dei grandi consumatori finali, è tuttavia possibile tracciare un quadro tuttalpiù approssimativo dei prezzi dell'energia elettrica effettivamente pagati. Numerosi contratti si basano su accordi presi tra i grandi clienti e i fornitori. Tali contratti non sono accessibili al pubblico.

Il prezzo dell'elettricità in Svizzera è composto dei seguenti quattro elementi: 1. corrispettivi per l'utilizzazione della rete (costi del trasporto di energia elettrica dalla centrale al consumatore finale); 2. prezzo dell'energia (prezzo dell'energia elettrica fornita); 3. tributi e prestazioni agli enti pubblici; 4. tasse per l'incentivazione delle energie rinnovabili (rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica RIC e rimunerazioni uniche). I corrispettivi per l'utilizzazione della rete corrispondono a ca. il 50 per cento del prezzo d'acquisto finale.

Le ragioni per cui i prezzi per i grandi consumatori in Germania e in Svizzera divergono sono molteplici: la RIC tedesca (fissata nella legge concernente le energie rinnovabili) e i tributi quali la tassa sull'energia elettrica in Germania, pari a 7 cents per chilowattora, sono attualmente nettamente superiori rispetto alla Svizzera (ca. 1 cts/kWh). La Germania sgrava i grandi consumatori riducendo determinate tasse: ad esempio la RIC per gli impianti di cogenerazione, per la responsabilità offshore o per l'energia non immessa in rete. Inoltre, i grandi consumatori vengono in parte esonerati dal pagamento del corrispettivo per l'utilizzazione della rete e della tassa sull'energia elettrica. Stando all'Istituto di statistica europeo dell'UE (Eurostat), tenuto conto delle misure di sgravio il prezzo dei clienti finali (energia, reti, emolumenti, tasse) applicato ai grandi consumatori nel secondo semestre del 2013 era pari in media a 10 cents per chilowattora.

Anche in Svizzera vengono adottate misure di sgravio per i grandi consumatori. Attraverso l'iniziativa parlamentare 12.400 le Camere federali hanno deciso di adottare delle misure di sgravio che consentano ai grandi consumatori svizzeri di beneficiare del rimborso del supplemento rete. In caso di esenzione totale dalla tassa per la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) ciò equivale nel 2014 a un prezzo a carico dei clienti finali pari in media a 13 cents per chilowattora.

La Francia, invece, nel 2011 ha introdotto prezzi dell'energia regolati per i grandi e i piccoli consumatori. Tali prezzi sono fissati per legge. Attualmente il prezzo dell'energia, che (come in Svizzera) costituisce solo una parte del prezzo pagato dai clienti finali, è pari a ca. 4,2 cents per chilowattora; nel corso del 2014 salirà presumibilmente a 4,4 cents per chilowattora. Questo prezzo dell'energia fissato per legge è dell'ordine di grandezza del prezzo all'ingrosso praticato in Svizzera (pari attualmente a meno di 4,4 cents per chilowattora. I consumatori elvetici, pertanto, non sono penalizzati rispetto ai consumatori francesi.

Il prezzo dell'energia elettrica è competitivo per i grandi consumatori sia con l'adozione di misure di sgravio, sia senza. Nel 2014, in Svizzera il prezzo dell'energia elettrica per i grandi consumatori finali, stando alla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), era pari in media a 14 cents per chilowattora (cambio: 1.10 franchi per 1 Euro). Secondo Eurostat in Germania, il prezzo medio pagato dai clienti finali per l'energia elettrica, senza misure di sgravio e per aziende comparabili, era pari a 18 cents per chilowattora, in Italia a 17,5 cents per chilowattora. Anche nella media di tutti i 28 Stati dell'UE, con 13 cents per chilowattora il prezzo si situava in un ordine di grandezza analogo a quello svizzero. Se confrontati con i prezzi medi pagati dai grandi consumatori finali, ad esempio in Germania e in Italia, i prezzi pagati dai clienti svizzeri risultano minori.

Alla luce di queste considerazioni non appare necessario stendere un rapporto sui possibili svantaggi concorrenziali dell'industria, poiché i grandi consumatori in Svizzera beneficiano di misure di sgravio e poiché i prezzi pagati dai clienti finali nel nostro Paese di regola sono competitivi se raffrontati a quelli europei. Il Consiglio federale rimanda inoltre ai prezzi relativamente bassi pagati dai clienti finali privati (economie domestiche). In Svizzera, con ca. 19 cents per chilowattora questi ultimi in media pagano nettamente meno rispetto alle economie domestiche in Germania (29 cts/kWh; v. Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft, BDEW, 2014). È inoltre certo che adottare misure di sgravio supplementari per l'industria significa mettere in conto aumenti dei prezzi a carico delle economie domestiche.

4. I prezzi dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso svizzero (mercato spot) nel semestre estivo si orientano ai prezzi spot tedeschi e, nel semestre invernale, si avvicinano ai prezzi spot dell'Italia, più elevati. Nel periodo estivo, quando i bacini di accumulazione sono pieni, la Svizzera esporta energia elettrica, in particolare di origine idroelettrica. Nel periodo invernale, quando la produzione di energia idroelettrica diminuisce, aumenta la domanda di elettricità, e di conseguenza anche l'importazione. Ciò comporta carenze di capacità alle frontiere; le capacità delle linee elettriche vengono messe all'asta. Dalle vendite all'asta risultano di conseguenza delle differenze di prezzo. Nella media annuale, tali differenze si attestano a ca. 0,40 cents per chilowattora tra la Germania e la Svizzera e a 0,27 cents per chilowattora tra la Francia e la Svizzera; le differenze sono imputate al prezzo all'ingrosso. Per il settore industriale è tuttavia determinante il prezzo effettivamente computato al cliente finale (v. domanda 1).

Oltre a ciò sono stati individuati ambiti di intervento atti a colmare le lacune di capacità. L'attività di Swissgrid si concentra sulle seguenti misure:

- disponibilità tecnica per un market coupling

- ottimizzare l'attività delle centrali (misure di redispatch)

- ottimizzare le procedure in caso di congestioni (non prevedere riservazioni inutili)

- definire in Svizzera un piano pluriennale per la rete di trasporto

- aumentare le capacità alle frontiere attraverso nuovi strumenti di pianificazione e previsione.

5. Il market coupling condurrebbe a un raccordo più efficiente alla rete elettrica europea. A riguardo è necessario una accordo vincolante sull'energia elettrica con l'UE; tale accordo tuttavia non ha ancora potuto essere concluso, viste le questioni in sospeso a livello istituzionale e la problematica riguardante la futura organizzazione della libera circolazione delle persone.

6. Affinché i costi del transito di energia elettrica non continuino a essere pagati dai consumatori finali elvetici, l'autorità di regolazione ElCom sta attualmente studiando diverse opzioni. Una di esse consiste nell'indurre i gestori della rete di trasporto europea a ripartire i costi secondo il principio di causalità, ai sensi di uno scambio transfrontaliero di energia elettrica nel continente europeo. I costi per gli oneri sostenuti potrebbero così essere indennizzati in ossequio al principio di causalità. In questi lavori saranno implicate anche l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER) e la Commissione europea.

Risposta del Consiglio federale.

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