Scienze del movimento e dello sport. Che spazio occupa l'attività fisica adattata nella nostra rete di cure?
15.3675 · Interpellanza · 2015-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Da qualche anno le nostre scuole superiori, in particolare le università di Basilea e Losanna e il Politecnico di Zurigo, offrono una nuova formazione: le scienze del movimento e dello sport che studiano gli effetti positivi per la salute prodotti dalle attività fisiche adattate.
Secondo la definizione proposta dai professionisti del settore, questa presa a carico terapeutica adatta le attività fisiche alle esigenze dei soggetti che presentano un problema di salute temporaneo o cronico, contribuendo così a ridurne la menomazione o la disabilità. L'obiettivo è il benessere fisico, mentale e sociale della persona. Anche se non cura direttamente, questa terapia permette di compensare o ridurre un deficit grazie all'attività fisica e mira alla prevenzione, alla riabilitazione e all'integrazione in collaborazione con i professionisti della salute. Il suo campo d'applicazione è vasto: malattie croniche come il diabete, malattie cardiovascolari e tumori, disabilità motorie e sensoriali, disabilità mentali, prevenzione della vecchiaia, dolori cronici, ecc.
L'esperto in attività fisiche adattate (APA) è un professionista formato per accompagnare ogni paziente nel suo caso specifico proponendogli le attività fisiche e di mobilizzazione o la pratica di uno sport che meglio gli convengono.
Una possibilità in più per migliorare la qualità di vita e l'autonomia di molti pazienti.
L'esperto in APA non è né fisioterapista né maestro di sport in senso stretto e fatica a trovare un proprio collocamento sul mercato del lavoro. Gli vengono offerti pochi posti di lavoro poiché è spesso considerato troppo qualificato.
Sulla base di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Condivide il parere secondo cui la presa a carico terapeutica proposta dagli esperti in APA sia un complemento valido ad altre terapie per migliorare lo stato di salute della popolazione in generale e quello delle persone disabili o affette da malattie croniche in particolare?
2. Quali misure preconizza per far conoscere meglio questa formazione?
3. Come si possono utilizzare al meglio queste competenze che il nostro sistema di formazione crea, ma il cui impiego non sembra ottimale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Sul piano della sanità pubblica, l'attività fisica è ritenuta un fattore chiave per la nostra salute e la sedentarietà è indissociabile dalla recrudescenza delle malattie non trasmissibili (MNT). Il rapporto sulla salute mondiale 2002 dell'OMS classifica infatti la sedentarietà tra i principali fattori di rischio che contribuiscono alla morbilità e alla mortalità delle MNT. Per queste ragioni l'attività fisica occupa un posto importante sia nel Programma nazionale alimentazione e attività fisica (PNAAF) sia nella futura strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT) di Confederazione e cantoni, in corso di elaborazione.
L'attività fisica ha non solo un effetto preventivo sulle MNT ma anche un effetto terapeutico ampiamente documentato dalla comunità scientifica, a condizione che sia prescritta in modo adeguato e adattato. In quest'ottica, gli esperti in attività fisiche adattate (APA) o in possesso di altri tipi di formazione potrebbero soddisfare quest'esigenza.
Gli esperti in APA non rientrano tra i fornitori di prestazioni di cui all'articolo 46 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102). Tuttavia hanno già ora la possibilità di assumere compiti specifici legati alle loro competenze nel settore della prevenzione o nel quadro di alcuni programmi terapeutici multidisciplinari rimborsati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Questi esperti possono ad esempio essere integrati nella presa a carico multidisciplinare di bambini sovrappeso od obesi come anche in programmi di riabilitazione ambulatoriale o stazionaria.
2./3. All'inizio del 2015 si è tenuta una riunione tra diversi attori interessati, tra cui l'Associazione svizzera dei professionisti in attività fisiche adattate (ASP-APA) e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), per discutere su come mettere a frutto le prestazioni terapeutiche degli specialisti del settore dell'attività fisica e sulle condizioni per una presa a carico di queste prestazioni da parte dell'AOMS. A questo proposito è stato previsto un secondo incontro all'inizio del 2016 per discutere sul seguito dei lavori in base alle analisi sulla definizione del profilo professionale di questi specialisti svolte attualmente dall'ASP-APA e dall'Associazione svizzera sport salutare e terapia sportiva (ASST), con il sostegno della Conferenza della rete di studi per lo sport svizzera e della Società svizzera di scienze dello sport.
Al contempo, l'UFSP sta vagliando nuovi approcci per integrare piani di promozione dell'attività fisica e di prevenzione dei fattori di rischio delle MNT nel sistema di cure, in particolare nella prassi della medicina di base. Il progetto pilota Girasole, attualmente in corso nel cantone Ticino sotto la direzione del servizio di promozione e di valutazione sanitaria del Dipartimento della sanità e della socialità, ha per l'appunto l'obiettivo di promuovere l'attività fisica tramite gli studi medici e di allineare le offerte di attività fisica adattata alle esigenze specifiche dei pazienti. A tale scopo, per la consultazione nello studio medico sono applicati i programmi Coaching Salute, elaborato dal collegio di medicina di base, e Paprica (colloquio motivazionale basato sull'attività fisica). Gli esperti in APA o in possesso di formazioni equivalenti potrebbero essere coinvolti in questo progetto pilota, la cui efficacia sarà oggetto di una valutazione.
Le varie iniziative suesposte offrono opportunità di lavoro agli esperti in APA o in possesso di altre formazioni, consentendo così una migliore integrazione di queste discipline nel sistema sanitario.
Risposta del Consiglio federale.