15.3694 · Interpellanza · 2015-06-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
A causa del massiccio aumento dell'immigrazione illegale in Svizzera, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Quanti immigrati illegali sono stati fermati negli anni 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009 (entrata in vigore operativa dell'Accordo di Schengen/Dublino il 12 dicembre 2008 e agli aeroporti il 29 marzo 2009), 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014 nelle sette regioni guardie di confine:
a. Regione I (BS, BL, SO, AG, BE, LU, OW, NW);
b. Regione II (ZH, SH, TG, SZ, UR, ZG);
c. Regione III (SG, GR, AR, AI, GL, FL);
d. Regione IV (TI);
e. Regione V (VS, VD, FR);
f. Regione VI (GE);
g. Regione VII (NE, JU).
2. Secondo le sue stime, quante persone sono immigrate illegalmente in Svizzera nel 2014?
3. Qual è la nazionalità degli immigrati illegali fermati (elenco delle dieci nazionalità più frequenti)?
4. Di quali risorse finanziarie e personali necessiterebbe il Consiglio federale per controllare di nuovo sistematicamente le frontiere (indicazioni separate per ciascuna delle sette regioni guardie di confine, in particolare per la regione IV, Ticino)?
5. L'esercito disporrebbe delle risorse personali necessarie per sostenere il corpo delle guardie di confine nel controllo sistematico delle frontiere?
6. È favorevole all'impiego dell'esercito per sostenere il corpo delle guardie di confine nei controlli sistematici delle frontiere?
7. Su scala mondiale si stanno di nuovo propagando numerose malattie infettive. A parere del Consiglio federale, qual è il rischio che tali malattie infettive giungano in Svizzera tramite la migrazione?
8. Una di queste malattie è la tubercolosi multiresistente. Alcuni Paesi esigono che tutti gli immigrati si sottopongano a un test per individuare la tubercolosi. Quali misure adotterebbe il Consiglio federale se la tubercolosi multiresistente dovesse diffondersi ulteriormente nell'Europa continentale?
9. Che provvedimenti intende adottare nel caso in cui in Svizzera dovesse aumentare il numero di casi di MERS-CoV (Middle East respiratory syndrome coronavirus) e/o di SARS-CoV (severe acute respiratory syndrome coronavirus)?
10. Di quali risorse finanziarie e personali necessiterebbe per controllare sistematicamente se gli immigrati in Svizzera sono portatori di un agente patogeno con potenziale infettivo?
11. Secondo le sue stime, quante persone vivono illegalmente in Svizzera?
12. Quali misure ritiene appropriate per ostacolare il soggiorno illegale in Svizzera?
13. Quali di queste misure è disposto ad adottare?
Stellungnahme des Bundesrates
1.
RegioneAnnoIIIIIIIVVVIVIIVIIITotale
201415776107267293280211916614 265201314314505976011166117727011 99220129692644796747174710076811 2812011306215251356425410071756142010388203257240815790927434920093702203001579159704106293467200846730514412013249808476358120072006585820055472200469432003818120022001200056681999199812 714
Prima del 2008 le cifre non erano rilevate sistematicamente e secondo le regioni.
2. Nel 2014 il solo corpo delle guardie di confine (Cgcf) ha fermato 14 265 persone in situazione irregolare. Non è possibile sapere quante altre persone sono state fermate da autorità di polizia cantonali o comunali, poiché tali autorità non registrano e non valutano sistematicamente i fermi oppure lo fanno secondo criteri assai diversi. Inoltre, il numero dei fermi non permette di stabilire se le persone fermate sono effettivamente immigrate in Svizzera nell'anno dell'arresto oppure se vi soggiornavano da tempo (magari in maniera inizialmente legale). Non è pertanto possibile stimare il numero di persone entrate illegalmente in Svizzera nel 2014.
3. Attualmente il Cgcf ferma soprattutto immigrati provenienti dai Paesi seguenti (in ordine decrescente): Eritrea, Gambia, Kosovo, Somalia, Nigeria, Senegal, Afghanistan, Marocco, Tunisia, Siria.
4. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di controlli sistematici alle frontiere non costituisca attualmente un'opzione per la Svizzera. Una sorveglianza "ermetica" delle frontiere nazionali non esisteva nemmeno prima dell'adesione della Svizzera alla cooperazione di Schengen (appena il 3 per cento circa delle 700 000 persone che in media varcavano quotidianamente il confine veniva sottoposto a controlli approfonditi). 250 000 veicoli e 260 treni varcano quotidianamente la frontiera nella sola regione guardie di confine I. Considerata l'entità del traffico transfrontaliero, introdurre controlli sistematici ostacolerebbe notevolmente il traffico merci e professionale, con conseguenti svantaggi per l'economia. Sarebbe seriamente toccata anche la circolazione negli agglomerati urbani vicini al confine, come palesemente dimostrato in occasione dei maggiori controlli che la Germania ha effettuato nel 2004, per un breve lasso di tempo, nei confronti della Svizzera.
5./6. I militari svizzeri sono formati per garantire la sicurezza, ma non per applicare il diritto doganale o in materia di migrazione. Non hanno neppure accesso ai sistemi d'informazione di polizia. Per questo motivo, per i membri dell'esercito, l'ordinanza sull'impiego della truppa per il servizio di polizia di frontiera (RS 513.72) prevede soltanto missioni di polizia di frontiera limitate.
7. In una società globalizzata caratterizzata da un'elevata densità di viaggi, le malattie infettive non si fermano alle frontiere nazionali. Il rischio di diffusione di malattie infettive è tuttavia decisamente maggiore nell'ambito dei normali viaggi che in quello dei movimenti migratori illegali. Infatti, nel 2013 gli aeroporti svizzeri hanno registrato ben 45 milioni di passeggeri locali e in transito, a fronte delle appena 12 000 persone in situazione irregolare intercettate dalle guardie di confine. I migranti illegali non costituiscono pertanto un pericolo notevole per la salute della popolazione svizzera per quanto concerne la diffusione di malattie trasmissibili. I controlli effettuati dall'Organizzazione mondiale della sanità hanno potuto ad esempio dimostrare che la diffusione dei coronavirus SARS e MERS è legata ai viaggiatori regolari e non ai migranti illegali.
8. La Svizzera ha approntato un sistema efficace per individuare e trattare la tubercolosi, in particolare quella multiresistente. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ritiene che le misure adottate siano sufficienti a garantire la protezione delle persone che vivono in Svizzera anche di fronte a un eventuale aumento dei casi in Europa.
9. L'UFSP segue con attenzione l'evolversi della situazione. Le raccomandazioni per la prevenzione e la lotta alle infezioni da coronavirus SARS o MERS sono state pubblicate e comunicate ai competenti servizi cantonali e ai medici. Se la situazione lo richiedesse, sarebbero adeguate di conseguenza, ma per il momento non occorre adottare ulteriori provvedimenti.
10. Il sistema sanitario svizzero permette di individuare tempestivamente le malattie che potrebbero minacciare la salute pubblica, di notificarle alle competenti autorità nell'ambito del sistema di notifica obbligatorio e di fornire ai malati un trattamento adeguato, rispondendo all'esigenza di protezione della salute pubblica. Il Consiglio federale ritiene che per il momento non vi sia motivo di adottare ulteriori provvedimenti sanitari di confine.
11. Nel 2005 esperti incaricati dall'Ufficio federale della migrazione hanno stimato a 90 000 le persone in situazione irregolare, chiamate generalmente sans-papier. Da notare che un'altra estrapolazione, risalente al 2002, indicava una forbice compresa tra 70 000 e 180 000 persone, mentre i gruppi d'interesse impegnati nel settore dell'asilo parlano spesso di cifre più importanti, fino a 300 000 persone. Lo studio realizzato nel 2010 su mandato della Commissione federale della migrazione constatava la difficoltà di effettuare stime attendibili di questo fenomeno. Nell'autunno 2014 la Segreteria di Stato della migrazione ha commissionato uno studio sulla situazione attuale dei sans papier in Svizzera, nell'ambito del quale sarà in particolare effettuata una stima del numero di sans papier che vivono in Svizzera. Il rapporto è previsto per l'inizio del 2016.
12./13. Il Consiglio federale concepisce la lotta contro la migrazione illegale, incluso il soggiorno illegale, come un compito congiunto che richiede una stretta intesa tra la Confederazione e i cantoni e un approccio europeo. In base a tali premesse ha commissionato già nel 2011 l'elaborazione di una strategia di gestione integrata delle frontiere e nel 2014 ha adottato il piano d'azione per l'attuazione della strategia.
Entro i limiti delle sue competenze, la Confederazione ha potenziato gli impieghi del Cgcf alla frontiera meridionale, inviando collaboratori supplementari da altre regioni.
Risposta del Consiglio federale.