15.3697 · Interpellanza · 2015-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
1. Vietando l'uso di certi ingredienti nelle sigarette, il Consiglio federale metterebbe a repentaglio l'esistenza della maggior parte delle aziende del nostro Paese che coltivano tabacco. Come giustifica un simile intento in un momento in cui il settore agricolo è già duramente provato dai contraccolpi del superfranco e quali compensazioni offrirebbe?
2. Il Consiglio federale considera concepibile vietare il mentolo nelle sigarette. Questa sua posizione è suffragata da "nuove conoscenze scientifiche", come sembra suggerire nel rapporto esplicativo? Intende vietare anche altri ingredienti oltre al mentolo?
3. Come giustifica la competenza di disciplinare con semplici ordinanze divieti tanto gravidi di conseguenze per tutto il settore del tabacco?
4. Il disciplinamento degli ingredienti voluto dal Consiglio federale ricalca gli articoli 9 e 10 della Convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo, le cui disposizioni hanno già suscitato un coro di critiche da parte delle associazioni internazionali dei coltivatori di tabacco. Il Consiglio federale persegue forse gli stessi obiettivi? E se sì, perché non lo dice chiaramente?
Begründung
La filiera del tabacco, dai coltivatori ai fabbricanti di prodotti di consumo, gioca un ruolo economico importante nel nostro Paese. Nell'avamprogetto della legge sui prodotti del tabacco, il Consiglio federale intende inasprire la legislazione, in particolare a livello di ingredienti, conferendosi la competenza di vietare le sostanze "di cui il consumatore non si aspetti la presenza" o quelle che "facilitano l'inalazione". Nel rapporto esplicativo, l'esecutivo ritiene sin d'ora concepibile vietare il mentolo, scoperchiando così il vaso di Pandora di chissà quali altre restrizioni. Il divieto di determinati ingredienti porrebbe problemi alle circa 200 aziende coltivatrici del nostro Paese, che producono perlopiù tabacco della varietà Burley, che è una componente essenziale delle miscele da sigaretta cosiddette tradizionali. Infatti, viste le caratteristiche uniche del Burley, che rendono necessario l'impiego di additivi non caratterizzanti e altri ingredienti per la realizzazione di queste miscele, eventuali divieti sarebbero molto pregiudizievoli per le aziende produttrici. D'altro canto, vietando ingredienti che non aumentano la nocività intrinseca del prodotto, lo Stato limiterebbe arbitrariamente la libertà dei fabbricanti di sigarette nella composizione dei loro prodotti.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo Swisstabac, l'organizzazione mantello dei coltivatori di tabacco, la Svizzera contava 357 coltivatori di tabacco nel 2001 e 198 nel 2014. La severa regolamentazione introdotta in questo settore mediante gli articoli 27 e seguenti della legge sull'imposizione del tabacco (RS 641.31) permette già il mantenimento della produzione. I prezzi di acquisto del tabacco pagati ai coltivatori sono infatti definiti dal Consiglio federale tenendo conto della qualità della produzione; i fabbricanti di tabacchi manufatti (sigarette, sigari, tabacco da arrotolare, tabacco da fiuto, ecc.) sono obbligati ad acquistare tabacco coltivato in Svizzera in proporzioni corrispondenti alle quantità che vendono nel nostro Paese; infine, la differenza tra il prezzo di acquisto del tabacco pagato ai coltivatori e quello pagato dai fabbricanti è coperta dal fondo di finanziamento del tabacco indigeno, detto anche fondo SOTA. Le quantità di tabacco prodotte dipendono quindi direttamente dalle vendite di tabacchi manufatti, mentre l'impatto della regolamentazione degli ingredienti è irrilevante.
2./3. Nell'avamprogetto di legge sui prodotti del tabacco posto in consultazione, il Consiglio federale prevede di modificare il sistema vigente, basato su un elenco positivo degli ingredienti che possono essere utilizzati nella fabbricazione di prodotti del tabacco. Questo elenco positivo è abrogato dall'avamprogetto, il che dovrebbe facilitare ai fabbricanti l'uso di nuovi ingredienti. In futuro, il divieto di usare un determinato ingrediente dovrà essere motivato e giustificato dalla protezione della salute dei consumatori. Sempre secondo l'avamprogetto, potranno essere vietati ingredienti che "aumentano in maniera rilevante la tossicità o il potenziale di dipendenza o facilitano l'inalazione". Oltre al fatto che l'onere della prova spetterà all'amministrazione, non bisogna dimenticare che attualmente, a differenza della direttiva europea 2014/40/UE sulla lavorazione, la presentazione e la vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, l'avamprogetto del Consiglio federale non contiene disposizioni che consentano di vietare a priori aromi caratterizzanti e quindi di ridurre l'attrattiva dei prodotti.
Per quanto riguarda il mentolo, vi sono effettivamente nuovi studi scientifici che ne evidenziano l'effetto di facilitare l'inalazione, anche sui giovani. Non è tuttavia ancora stata presa nessuna decisione di principio, essendo necessarie analisi più approfondite. Per il momento, la regolamentazione degli ingredienti utilizzati nei prodotti destinati a essere fumati non rientra tra le priorità in materia di protezione della salute dei consumatori.
4. Gli articoli 9 e 10 della Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo disciplinano la composizione e le emissioni dei prodotti del tabacco nonché le pertinenti informazioni che i fabbricanti devono far figurare su tali prodotti. Questi articoli sono formulati in modo molto generico e il Consiglio federale ritiene che sia le disposizioni vigenti sia quelle proposte nell'avamprogetto siano con essi compatibili. Il Consiglio federale ha ribadito a più riprese l'intenzione di ratificare la Convenzione quadro.
Risposta del Consiglio federale.