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15.3722 · Postulato · 2015-06-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un'analisi costi-benefici che stimi le conseguenze economiche a lungo termine dei principali modelli di congedo parentale (o congedo di paternità) attualmente discussi mediante una tecnica appropriata (metodo Delphi o simulazione) e tenendo conto dei risultati ottenuti a livello internazionale (Islanda, Svezia, Germania, ecc.).

Begründung

Attualmente, in Parlamento e in diverse organizzazioni vengono discussi vari modelli per introdurre, a complemento del congedo di maternità, un congedo di paternità e/o parentale, accomunati dall'intento di permettere ai padri di partecipare maggiormente all'accudimento e all'educazione dei figli sin dalla nascita. Nel contempo, occorre superare il modello tradizionale di ripartizione dei ruoli. Le proposte in discussione (iniziativa parlamentare Candinas 14.415, mozione gruppo verde liberale 14.3068, mozione Caroni 14.3109, mozione Trede 14.4161 e i modelli proposti dalla COFF e dalla CFQF) sono diverse per motivi e impostazione (durata/parti di congedo fisse per ogni genitore/decadenza del diritto al congedo o possibilità di trasmetterlo in caso di mancato godimento/complemento o in sostituzione del congedo di maternità). Ci si deve quindi attendere che ne siano diversi anche i costi macroeconomici, i benefici e le conseguenze a lungo termine.

Le ripercussioni a lungo termine per la Svizzera non sono note. Nel rapporto in adempimento del postulato Fetz 11.3492 si è proceduto solo a un'analisi a breve termine. Per permettere al Parlamento e alle commissioni competenti di svolgere una valutazione seria conoscendo le conseguenze macroeconomiche a lungo termine, è necessario eseguire un'analisi che, oltre ai costi (ad es. finanziamento tramite le IPG), prenda in considerazione tra l'altro anche i parametri seguenti: prevedibile cambiamento delle quote e dei tassi d'occupazione per uomini e donne, ripercussioni sulle entrate fiscali, sulle assicurazioni sociali, in particolare sulla previdenza per la vecchiaia e sulle prestazioni complementari, e sull'aiuto sociale, ammortamento dei costi per la formazione.

Sulla base del confronto con lo statu quo, bisogna analizzare almeno un modello con un congedo di paternità di due settimane, un modello paritario (che preveda un congedo di paternità e uno di maternità della medesima durata o la sostituzione della soluzione attuale con un congedo parentale suddiviso in modo uguale tra i genitori, ad es. 14/14 o 20/20 settimane), un congedo parentale completivo con quote obbligatorie per ognuno dei genitori e decadenza del diritto al congedo, nonché un congedo parentale che i genitori possano ripartirsi liberamente. La protezione della maternità (14 settimane) non va messa in discussione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel rapporto sulla situazione del congedo di paternità e del congedo parentale e sui diversi modelli esistenti, adottato il 30 ottobre 2013, il Consiglio federale ha valutato le possibili conseguenze macroeconomiche di otto modelli (il rapporto è disponibile, in tedesco e in francese, sul sito Internet dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali: www.ufas.admin.ch > Temi > Famiglie/assegni familiari > Politica familiare: altri temi > Rapporto sul congedo di paternità e il congedo parentale). Per questa analisi, si è tuttavia basato esclusivamente su stime qualitative. Solo i costi diretti per le indennità di perdita di guadagno (IPG), che a seconda del modello scelto varierebbero tra 0,3 e 1,7 miliardi di franchi, potrebbero essere quantificati con maggiore precisione. I modelli di calcolo quantitativi richiesti dall'autrice del postulato, con i quali andrebbero indicate le conseguenze macroeconomiche a lungo termine delle singole varianti di congedo, non apporterebbero però alcun valore aggiunto. Questi si baserebbero su troppe ipotesi incerte per quanto concerne altri costi indiretti per l'economia e i benefici, ovvero i cambiamenti del comportamento nei confronti dell'esercizio di un'attività lucrativa e della ripartizione dei ruoli e dei compiti in seno alla famiglia tra il padre e la madre. Di conseguenza, una tale analisi non è ritenuta opportuna.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.