15.3815 · Interpellanza urgente · 2015-09-09
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
A distanza di otto mesi dall'abolizione della soglia minima di cambio da parte della Banca nazionale Svizzera (BNS), il franco è ancora forte. Questa situazione mette a dura prova alcuni comparti dell'export, del turismo e della ristorazione nonché del commercio al dettaglio. La Svizzera corre il rischio di una deindustrializzazione. Invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. Il Consiglio federale ha redatto un rapporto sui provvedimenti per l'attuale situazione valutaria, ma finora non l'ha reso pubblico. Per quale motivo non è disposto a pubblicarlo? Il Consiglio federale è dell'idea che solo una politica monetaria attiva della BNS con un chiaro obiettivo di tasso di cambio possa risolvere il problema centrale dell'eccessivo apprezzamento del franco? In che modo la politica può sostenere la BNS?
2. Come giudica l'evoluzione del mercato del lavoro negli ultimi otto mesi, cioè dall'abolizione del cambio minimo, e quali correlazioni individua con la forza del franco? In che misura l'andamento del mercato del lavoro può essere influenzato positivamente tramite lo sgravio amministrativo delle PMI? Ritiene anch'esso che lo sgravio amministrativo non significa abolire la legislazione sull'ambiente né rinunciare a riforme sostanziali come "l'economia verde", ma piuttosto strutturare questi elementi in maniera efficiente?
3. Entro la fine dell'anno la disoccupazione aumenterà. È dunque necessario procedere in modo anticiclico: investire anziché risparmiare. Quali misure prevede il Consiglio federale in tale contesto? I loro effetti saranno duraturi? È disposto a investire di più nelle nuove energie rinnovabili e nel risanamento degli edifici all'insegna del motto "il denaro resta qui, il lavoro pure"?
4. Quali misure prevede il Consiglio federale per contrastare la deindustrializzazione? Quali potenziali vede nel processo di digitalizzazione ("industria 4.0") per sviluppare l'industria svizzera anche alla luce del franco forte, preservare i posti di lavoro e migliorare l'efficienza delle risorse? Quale ruolo può svolgere la digitalizzazione ai fini dello sgravio amministrativo delle PMI?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'introduzione di tassi d'interesse negativi sugli averi in giroconto ha contribuito in modo significativo a stabilizzare la situazione del mercato, che non andrebbe però compromessa inutilmente. D'intesa con la Banca nazionale svizzera (BNS) e alla luce dell'attuale contesto monetario, finora si è reputato opportuno attendere prima di varare eventuali misure supplementari per evitare reazioni indesiderate da parte degli operatori del mercato.
Secondo l'articolo 99 capoverso 2 della Costituzione federale, la BNS, in quanto banca centrale indipendente, conduce una politica monetaria nell'interesse generale del Paese. Conformemente all'articolo 6 della legge sulla Banca nazionale (LBN), essa adempie al suo principale mandato monetario senza chiedere né accettare istruzioni da terzi. La BNS può intervenire sul tasso di cambio per adempiere al suo mandato, che consiste nel garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 LBN). Un eventuale obiettivo esplicito di tasso di cambio rientra nella competenza della BNS. Intervenire sul mercato valutario è uno degli strumenti a sua disposizione per condurre la politica monetaria e allentare la pressione sul franco. La BNS ha dunque dichiarato che nella strutturazione della sua politica monetaria continuerà a tenere conto del tasso di cambio e che, all'occorrenza, interverrà sul mercato valutario.
2. In seguito all'abolizione del tasso minimo di cambio, la situazione sul mercato del lavoro è leggermente peggiorata. Per quanto riguarda l'occupazione totale, lo shock del franco di metà gennaio non ha lasciato finora segni tangibili, l'occupazione è infatti cresciuta anche nel 2° trimestre 2015. Tuttavia, esaminando i singoli settori si nota che l'aumento concerne solo il settore terziario, mentre nell'industria il tasso di occupazione è sceso, il che potrebbe essere correlato alla situazione valutaria. In base ai dati destagionalizzati, il tasso di disoccupazione è salito, passando dal 3,2 per cento di gennaio al 3,3 per cento di agosto. In giugno il gruppo di esperti della Confederazione prevedeva una media del 3,3 per cento per quest'anno e del 3,5 per cento per l'anno prossimo.
L'effetto positivo sull'occupazione, dovuto a buone condizioni quadro per le imprese, è indiscusso. Nel valutare i progetti di regolamentazione il Consiglio federale considera sempre il contesto generale, vale a dire l'utilità e i costi che il progetto comporta. Questa prassi viene adottata per tutte le nuove legislazioni e per tutte le riforme. La riduzione dell'onere amministrativo e dei costi della regolamentazione è uno dei compiti costanti del Consiglio federale. La priorità spetta all'eliminazione delle formalità amministrative inutili, senza compromettere l'obiettivo di una regolamentazione efficace. Nei suoi rapporti sullo sgravio amministrativo, pubblicati a cadenza regolare, il Consiglio federale propone sempre diverse misure.
3. Nonostante il rallentamento congiunturale e il lieve aumento della disoccupazione, non si profila una grave crisi macroeconomica. Il Consiglio federale, pertanto, non ritiene opportuno per ora adottare misure di politica congiunturale. L'esperienza dimostra che i programmi congiunturali che incidono sulla domanda possono sostenere la domanda interna. Il Consiglio federale reputa dunque più importante che mai offrire le migliori condizioni quadro possibili alle imprese della nostra piazza economica, continuando a perfezionarle in maniera mirata. Ciò consente alle imprese svizzere di incrementare la loro competitività a lungo termine e di garantire i posti di lavoro sul lungo periodo.
4. Il mantenimento o il miglioramento delle buone condizioni quadro per l'economia è uno strumento molto importante per promuovere l'attrattiva della piazza economica svizzera. Questa strategia è illustrata in dettaglio nel rapporto del Consiglio federale sulla nuova politica di crescita. La digitalizzazione dell'economia menzionata nell'interpellanza rappresenta un'opportunità per la Svizzera: può infatti contribuire notevolmente alla crescita economica e, di conseguenza, al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro. La digitalizzazione dell'industria può veramente rendere più efficiente la produzione industriale nel nostro Paese e far incrementare la produttività, a beneficio della competitività e della piazza industriale svizzera. Come esposto nel rapporto di settembre 2015 sullo sgravio amministrativo, il Consiglio federale vede un grande potenziale nei servizi elettronici delle autorità pubbliche (p. es. pagamento elettronico dell'IVA, portale di sdoganamento via web, one-stop-shop, ecc.) e rinvia al riguardo alla strategia di e-government Svizzera.
Risposta del Consiglio federale.