15.3841 · Mozione · 2015-09-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
II Consiglio federale è incaricato di garantire la sicurezza delle frontiere svizzere introducendo controlli di confine sistematici volti a impedire entrate illegali. L'esercito può sostenere il corpo delle guardie di confine nell'assumere questo compito fornendo un servizio d'appoggio.
Begründung
Nei giorni scorsi il sistema Schengen/Dublino è crollato. In seguito alla decisione della Germania di non rinviare più le persone in fuga dalla guerra verso altri Stati Dublino, massicci flussi migratori sono in cammino verso l'Europa. Queste persone non vengono in parte più registrate e non sono disposte a stabilirsi nel primo Paese in cui arrivano. Invece di cercare rifugio nel primo Stato sicuro pretendono di scegliere in quale Paese europeo intendono stabilirsi.
La situazione è fuori controllo. Diversi Stati dell'UE hanno reintrodotto, come misura immediata, controlli di confine sistematici, annullando così, dopo il sistema Dublino, anche quello di Schengen.
Il Consiglio federale deve ora agire con prontezza prima che la situazione si deteriori come in altri Stati dell'UE e assumere la responsabilità per il Paese in questa situazione delicata. Altrimenti la Svizzera rischia fortemente di diventare in tempi brevi, in alternativa alla Germania o all'Austria, il nuovo Paese di destinazione di un'immigrazione incontrollata.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Finora solo la Germania (il 13.9.2015), l'Austria (il 16.9.2015) e la Slovenia (il 17.09.2015) hanno temporaneamente introdotto controlli a determinate frontiere interne. Questa misura è conforme al sistema Schengen, perché il relativo codice frontiere la prevede in caso di una grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna. Per tutti e tre gli Stati, la Commissione europea ha nel frattempo sostanzialmente confermato la conformità della misura.
Non si tratta tuttavia né di sospendere la cooperazione Schengen né di chiudere le frontiere, ma solo di controllare le persone: la libera circolazione delle persone è in linea di massima garantita e le frontiere restano aperte per chi cerca protezione. Pertanto se alla frontiera di uno di questi Stati viene presentata una domanda di asilo, detto Stato è tenuto ad accogliere il richiedente e ad avviare una procedura di asilo, a condizione che non si possa trasferire tale persona in un altro Stato Dublino. I controlli di confine hanno causato in diverse località code chilometriche con in parte forti disagi per il traffico delle merci e delle persone.
Il Consiglio federale segue con attenzione la situazione attuale negli Stati limitrofi e i flussi migratori. Ritiene però che in Svizzera non vi sono al momento i presupposti per la reintroduzione temporanea dei controlli di confine, poiché né l'ordine pubblico né la sicurezza interna sono seriamente minacciati. Nell'ambito dei controlli doganali, il corpo delle guardie di confine esegue già controlli sulle persone per ragioni di sicurezza o in caso di sospetto. Gli agenti di confine hanno inoltre rafforzato la loro presenza lungo la fascia di frontiera e stanno impiegando più frequentemente unità di controllo mobili. Al momento quindi non vi è necessità di ricorre all'esercito a titolo di servizio di assistenza.
Il Consiglio federale analizza costantemente la situazione con gli uffici interessati e gli Stati limitrofi e, se del caso, procede a una nuova valutazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.