15.3892 · Mozione · 2015-09-22
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di preparare un progetto per abolire all'interno del Paese le restrizioni alla concorrenza imposte a Postfinance dall'articolo 3 capoverso 3 della legge sull'organizzazione della Posta (divieto di concedere crediti e ipoteche) - per ridurre i rischi per l'economia nazionale, aumentare i vantaggi per i proprietari e i clienti e migliorare le condizioni di concorrenza.
Begründung
Nel messaggio del 20 maggio 2009 concernente la revisione totale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP; RS 783.1) il Consiglio federale ha definito, tra gli altri, il seguente obiettivo:
"La Posta dovrà beneficiare per quanto possibile delle stesse condizioni dei suoi concorrenti. Non dovrà né godere di vantaggi né essere svantaggiata da condizioni unilaterali."
Lo stesso principio dovrebbe applicarsi anche alle sue società affiliate. È possibile che la revisione di allora della legge abbia permesso di raggiungere questo obiettivo, ma nel frattempo la situazione è cambiata drasticamente e non c'è più parità di condizioni per tutti. Bisogna quindi tenere conto dei cambiamenti intervenuti.
1. Mentre con la passata revisione della LOP si soppresse la garanzia esplicita dello Stato a favore di Postfinance, la recente decisione della Banca nazionale svizzera di classificare Postfinance nella categoria di banca di rilevanza sistemica ha comportato l'istituzione di una garanzia implicita dello Stato a favore di questa società. Considerato il fatto che a Postfiance è stato affidato un mandato di servizio universale e vista l'importanza della società per la piazza finanziaria svizzera, la Confederazione, che è una sua azionista indiretta, non può lasciarla fallire.
2. Essendo stata riconosciuta come banca di rilevanza sistemica, Postfinance deve ridurre immediatamente i rischi per l'economia nazionale attraverso misure adeguate.
3. Nei suoi sforzi intesi a ridurre i rischi per l'economia nazionale Postfinance non deve essere ostacolata da disposizioni di legge che limitano la sua competitività.
4. A causa del divieto impostole di concedere crediti e ipoteche, Postfinance è obbligata a investire in misura eccessiva all'estero, finanziando in tal modo soprattutto imprese estere. Ciò aumenta il rischio di dover ricorrere alla garanzia implicita dello Stato, con conseguenze negative per l'economia del Paese, e non è nell'interesse della collettività.
5. Attualmente le ipoteche vengono concesse in collaborazione con la Münchner Hypothekenbank, pertanto una buona parte del guadagno va alla Germania. Una simile situazione non è vantaggiosa né per l'economia del Paese né per la proprietaria di Postfinance.
6. Il divieto di concedere crediti e ipoteche costringe inoltre Postfinance a depositare somme molto elevate presso la BNS, superando nettamente il limite oltre il quale vengono applicati tassi di interesse negativi. Ciò determina una struttura dei costi sfavorevole, peggiorando quindi la competitività di Postfinance.
7. Il divieto di concedere crediti imposto a Postfinance costringe i suoi clienti, in particolare le PMI, a tenere più conti presso diversi istituti finanziari, riducendo così l'attrattività della società e aumentando l'onere amministrativo a carico delle PMI. Ciò peggiora ulteriormente la competitività di Postfinance e contraddice la strategia della Confederazione per la riduzione della burocrazia, in particolare proprio per le PMI.
8. Il continuo peggioramento della competitività di Postfinance impedisce la creazione di nuovi posti di lavoro e di un sostrato fiscale nelle regioni periferiche.
9. Escludere una società dal mercato come misura estrema di regolamentazione non è la mossa più indicata in un momento in cui ovunque vengono sollecitate offensive di deregolamentazione e non è neppure degno di un'economia di mercato libera.
10. Una Postfinance competitiva, che possa accedere liberamente al mercato, porterà vantaggi ancora maggiori alla sua proprietaria, ai suoi clienti e all'intera economia del Paese, riducendo stabilmente il rischio di dover ricorrere alla garanzia implicita dello Stato.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo messaggio concernente la legge federale sull'organizzazione della Posta svizzera (LOP; FF 2009, 4573 segg.) il Consiglio federale ribadisce la sua volontà a vietare esplicitamente anche in futuro a Postfinance di reinvestire fondi sul mercato svizzero dei crediti e delle ipoteche; visto il limitato potenziale per le partecipazioni finanziarie in Svizzera, Postfinance continuerà quindi a investire all'estero gran parte dei fondi della sua clientela: il collegio ritiene infatti che i rischi a ciò connessi, ossia le fluttuazioni valutarie e i problemi giuridici relativi al rimpatrio dei soldi in Svizzera, siano meno ampi di quelli relativi a un'attività di Postfinance nel settore dei crediti e delle ipoteche nel nostro Paese. Secondo il Consiglio federale, inoltre, l'offerta di crediti e ipoteche sul mercato svizzero sarebbe già sufficiente. Anche durante le consultazioni parlamentari sulla nuova LOP non si è raggiunta alcuna maggioranza a favore di un ampliamento dell'attività di investimento di Postfinance nel settore delle ipoteche e dei crediti. L'articolo 3 capoverso 3 LOP sancisce pertanto il divieto per la Posta di concedere crediti e ipoteche a terzi.
In virtù della nuova LOP, a metà del 2013 la Posta è stata trasformata in una società anonima (SA) di diritto speciale e Postfinance è stata scorporata, diventando una SA di diritto privato. Da allora Postfinance è assoggettata all'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari e ha ricevuto l'autorizzazione a operare come banca e come commerciante di valori mobiliari. Nel giugno del 2015 la Banca nazionale svizzera ha classificato Postfinance nella categoria di banca di rilevanza sistemica e ora Postfinance deve quindi soddisfare requisiti più severi in materia di mezzi propri e liquidità.
Nonostante i maggiori vincoli normativi e il basso livello dei tassi, i risultati raggiunti da Postfinance dimostrano che la competitività di questo istituto finanziario rimane alta anche senza la possibilità di concedere ipoteche e crediti a terzi.
È fuori dubbio che le limitate possibilità di investimento di Postfinance in Svizzera comportino dei rischi, dal momento che nel frattempo il denaro dei clienti deve essere investito principalmente all'estero; tuttavia si è già discusso anche in Parlamento di un eventuale ampliamento delle attività di Postfinance insieme a un'apertura del suo azionariato.
Poiché è soltanto da giugno 2013 che Postfinance sottostà alla legislazione bancaria ed è stata scorporata in una SA, il Consiglio federale ritiene prematuro discutere di una sua privatizzazione (parziale). Per lo stesso motivo è contrario a riprendere ora la questione della concessione da parte di Postfinance di ipoteche e crediti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.