15.3928 · Postulato · 2015-09-23
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare misure e di redigere un rapporto per fornire una risposta alle seguenti domande:
1. Con quali misure si possono evitare o attutire le conseguenze della legislazione legata al progetto "swissness" dal profilo della conservazione di posti di lavoro in Svizzera?
2. Il Consiglio federale vede un margine di manovra nell'ordinanza di esecuzione o altre misure adeguate per evitare effetti indesiderati?
3. Come valuta le conseguenze dell'abrogazione della legge sul cioccolato sull'industria alimentare e sul mercato lattiero?
4. Il Consiglio federale è disposto a introdurre, in collaborazione con le cerchie interessate del settore alimentare e dell'agricoltura (produttori di latte e di cereali), un'alternativa alla "legge sul cioccolato" che contribuisca a mantenere i posti di lavoro in Svizzera? Esistono già, a tal proposito, idee concrete? Se sì, quali? Come si può garantire che, con le misure proposte, non sarà smorzata l'efficacia e sarà mantenuta la competitività del settore all'esportazione?
5. Come si può ripristinare l'equilibrio sul mercato delle barbabietole da zucchero?
6. Mediante quali altre misure è possibile potenziare l'agricoltura e la filiera alimentare svizzere?
Begründung
A causa delle attuali difficoltà sui mercati agricoli internazionali, diversi Paesi aumentano il sostegno alla propria filiera agroalimentare. L'UE, ad esempio, vista l'evoluzione critica del mercato ha deciso di sovvenzionare la propria economia lattiera con ulteriori 500 milioni di euro, 30 dei quali da destinare alla promozione dell'esportazione. Da tempo, inoltre, nell'UE vengono erogati cospicui aiuti agli in-vestimenti per l'industria alimentare. Anche altri importanti Paesi incentivano in maniera sempre maggiore il proprio settore alimentare (p. es. Russia, India, Cina). In Svizzera la tendenza è inversa: le nuove norme e l'abbattimento degli strumenti di sostegno comportano una costante diminuzione della competitività del settore alimentare indigeno e, di conseguenza, sussiste il pericolo di una deindustrializzazione.
Nel quadro della legislazione legata al progetto "Swissness" è stata ridefinita la protezione del marchio "Svizzera". L'impatto varia considerevolmente a seconda degli attori considerati.
Alcune aziende industriali, artigianali o dedite alla produzione di derrate alimentari, in particolare le PMI, difficilmente potranno adempiere questi requisiti e dovranno rinunciare ai prodotti tradizionali svizzeri e cessare la produzione in Svizzera.
A causa di "swissness", l'industria alimentare, ad esempio, non potrà più utilizzare la croce svizzera e ciò si ripercuoterà sulle materie prime indigene con conseguente delocalizzazione di posti di lavoro all'estero. Diminuiranno anche le quantità di materie prime agricole svizzere utilizzate e ciò avrà un effetto boomerang sull'agricoltura elvetica.
Se alla conclusione dei prossimi negoziati OMC a Nairobi la "legge sul cioccolato" non dovesse più essere ammissibile e non fosse disponibile un'alternativa, verrebbe messa a repentaglio una quota considerevole di siti di produzione di derrate alimentari in Svizzera. Ciò avrà anche gravi conseguenze sui prezzi delle materie prime indigene. La "legge sul cioccolato" interessa, a livello nazionale, l'8 per cento dei quantitativi di latte commerciale, il 10 per cento della produzione cerealicola e circa 4000 posti di lavoro nell'industria alimentare.
Sul mercato delle barbabietole da zucchero l'UE ha deciso di sopprimere il regime delle quote a fine settembre 2017, liberalizzando i volumi di produzione. Contemporaneamente, eliminerà anche la limitazione all'esportazione, anche se manterrà il dazio di 419 euro la tonnellata per l'importazione di zucchero proveniente da Paesi terzi come la Svizzera. Ciò comporterà un'evoluzione del mercato tale da mettere a repentaglio 270 posti di lavoro della società Zucchero Svizzero SA e 6000 aziende contadine.
Urgono pertanto misure, in particolare nei tre settori menzionati - "swissness", "legge sul cioccolato" e mercato delle barbabietole da zucchero - che contrastino la minaccia di deindustrializzazione, ma è altresì necessario esaminare provvedimenti di potenziamento dell'agricoltura e della filiera alimentare svizzere.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza della filiera agroalimentare svizzera e, in particolare, di quella dell'industria alimentare nazionale, e si adopera per garantire le migliori condizioni quadro possibili. Riguardo alle diverse tematiche affrontate nel postulato si esprime come segue.
1. Il 2 settembre 2015 il Consiglio federale ha varato il pacchetto "swissness", con effetto al 1° gennaio 2017, eseguendo di fatto le disposizioni decise dal Parlamento per una maggiore protezione della designazione "Svizzera" e della croce svizzera.
Non è dato sapere quale quota di cifra d'affari le imprese conseguono grazie a prodotti "swissness". Inoltre, non tutte le imprese abilitate a farlo fanno uso della "swissness" e non tutte quelle che ne fanno uso sono abilitate. Attualmente è pertanto impossibile stimare in maniera attendibile quali sarebbero le conseguenze sulla struttura delle categorie interessate se si rinunciasse a denominazioni svizzere o se ne facesse un uso maggiore. La stesura di un rapporto conformemente a quanto richiesto nel postulato è ritenuta prematura, considerato che la legislazione non ha ancora potuto produrre i suoi effetti. Il Consiglio federale, però, dopo l'entrata in vigore monitorerà sia l'effetto protettivo delle nuove disposizioni sia il relativo impatto sugli attori economici coinvolti.
2. Nell'emanare le disposizioni d'esecuzione concernenti la "swissness", il 2 settembre 2015, il Consiglio federale ha tenuto ampiamente conto delle legittime rivendicazioni delle categorie e dei cantoni direttamente interessati nonché di tutte le raccomandazioni riguardo ai contenuti espresse dalle commissioni parlamentari consultate e ha impostato l'attuazione della base legale nella maniera più favorevole possibile all'economia. Il Consiglio federale ritiene pertanto che tale richiesta del postulato sia già adempiuta.
3. Sull'importanza economica e macroeconomica dei contributi all'esportazione il Consiglio federale si è già espresso a maggio di quest'anno nell'ambito dell'interpellanza Schibli 15.3345. Nel quadro del postulato della CET-N 15.3380 illustrerà gli effetti della "legge sul cioccolato" nel settore del mercato lattiero.
4. Le sovvenzioni all'esportazione sono misure distorsive del mercato, fondamentalmente vietate dall'OMC. Rispondendo all'interpellanza Schwaller 15.3211 il Consiglio federale ha presentato il contesto dal profilo del diritto commerciale. In un futuro prossimo è possibile che, nell'ambito dell'OMC, si decida di eliminare anche le rimanenti sovvenzioni all'esportazione nel settore agricolo.
Come già esposto nella risposta all'interrogazione Hess Lorenz 15.5520, su incarico del capo del DEFR, la SECO e l'UFAG stanno analizzando, in collaborazione con le categorie interessate (cereali e latte), possibili alternative all'attuale regime dei contributi all'esportazione, basato sulla "legge sul cioccolato". Un'alternativa compatibile con la normativa OMC consentirà all'industria alimentare esportatrice di ottenere il miglior accesso possibile alle materie prime a condizioni competitive sul piano internazionale e alle materie prime cerealicole e lattiere dell'agricoltura svizzera di continuare a essere utilizzate per la fabbricazione di prodotti trasformati esportabili. L'obiettivo è creare condizioni quadro più stabili, sostenere la competitività e di conseguenza contribuire a garantire posti di lavoro per le categorie interessate nel quadro di un sistema conforme al diritto commerciale, ovvero privo di sovvenzioni all'esportazione.
Le categorie e imprese interessate devono essere coinvolte attivamente nei rispettivi lavori. I risultati degli accertamenti tuttora in corso saranno comunicati a tempo debito.
5. Il Consiglio federale è consapevole della situazione sul mercato dello zucchero ed è per questo motivo che ha aumentato il contributo per singole culture per le barbabietole da zucchero. Il DEFR provvede a uno scambio regolare di informazioni con la categoria. L'iniziativa parlamentare 15.479, "Basta svendere lo zucchero! Per la salvaguardia dell'economia indigena dello zucchero", chiede un adeguamento dell'attuale sistema di protezione alla frontiera allo scopo di garantire un prezzo minimo per lo zucchero in Svizzera. Affinché possa esprimere un parere su tale iniziativa parlamentare, il Consiglio federale è tenuto a rispondere alle domande sulla situazione del mercato dello zucchero, sulle misure prese finora e sulle possibilità d'intervento all'attenzione della competente commissione parlamentare.
6. In un contesto economico dinamico il Consiglio federale ha costantemente il compito di creare condizioni quadro favorevoli per le aziende in Svizzera. Con la politica agricola 2014-2017, tra l'altro, sono stati messi a disposizione fondi per "la promozione della qualità e della sostenibilità nell'agricoltura e nella filiera alimentare (OQuSo)" mediante i quali possono essere promossi progetti innovativi lungo l'intera catena di valore. Le prime esperienze sono positive, ma è ancora troppo presto per valutarne l'efficacia. Con il progetto "semplificazione amministrativa", a partire dal 2016 dovrebbe diminuire il dispendio amministrativo delle imprese correlato al diritto agricolo.
Il Consiglio federale riconosce che il postulato tratta elementi fondamentali per l'agricoltura e la filiera alimentare. Alla luce delle motivazioni suesposte si constata tuttavia che i diversi temi sono già stati elaborati, che sono eterogenei e che una valutazione delle disposizioni legate al progetto "swissness" può essere effettuata solo dopo alcuni anni di attuazione. Non ritiene pertanto opportuno trattare queste diverse tematiche in un rapporto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.