15.3946 · Mozione · 2015-09-24
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di condurre una campagna informativa sul tema della violenza sulle persone anziane, accompagnandola con misure preventive mirate. Va inoltre verificata la possibilità di istituire un servizio nazionale in materia sotto forma di hotline.
Begründung
La violenza sulle persone anziane non deve più essere un tabù! È necessario condurre una campagna informativa, accompagnandola con misure preventive mirate. Le vittime non vanno abbandonate a se stesse, ma devono sapere come ottenere l'aiuto di cui hanno bisogno senza formalità burocratiche. A tale scopo è necessario istituire un servizio per gli anziani e i loro familiari, per esempio sotto forma di hotline: un numero unico per tutta la Svizzera, dal quale le persone in cerca di aiuto possano essere indirizzate a seconda del caso al servizio cantonale competente. Un servizio nazionale di questo tipo potrebbe essere gestito dalla polizia o da un'organizzazione non profit riconosciuta, come Pro Senectute, raggiungibile 24 ore su 24. In casi gravi bisogna infatti poter intervenire rapidamente e mobilitare subito gli specialisti appropriati. Un servizio centrale sarebbe inoltre meno costoso di 26 servizi di picchetto cantonali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice della mozione: le violenze e i maltrattamenti sono intollerabili, come ha già avuto modo di sottolineare nel suo parere del 26 agosto 2015 in risposta al postulato Heim 15.3578, "Violenze nella terza età. Strategia nazionale di lotta contro la violenza sulle persone anziane".
È dunque anche concorde nel ritenere che siano necessarie offerte di sostegno per i diretti interessati e i loro familiari. Tuttavia, misure d'informazione e di prevenzione in tal senso esistono già. Le organizzazioni di assistenza agli anziani attive a livello nazionale e sostenute dalla Confederazione, come Pro Senectute Svizzera o Curaviva, si occupano già di questo problema all'interno delle loro strutture. Dal canto suo, la Confederazione, in collaborazione con i cantoni e con organizzazioni private, ha promosso diverse iniziative per aiutare chi presta cure a un familiare. Il 5 dicembre 2014, il Consiglio federale ha inoltre approvato il piano d'azione per il sostegno e lo sgravio delle persone che assistono i propri congiunti. Lo scopo è migliorare le condizioni quadro per il lavoro prestato da coloro che assistono o curano i propri familiari in modo tale che possano impegnarsi a lungo termine. Si vuole così evitare che queste persone si ritrovino in una situazione di sovraccarico o esaurimento e, al contempo, prevenire violenze e maltrattamenti.
Va inoltre ricordato che sia nella Svizzera tedesca, con l'autorità indipendente di querela in materia di vecchiaia (Unabhängige Beschwerdestelle für das Alter), sia nella Svizzera romanda e in Ticino, con "alter ego", i familiari e i diretti interessati possono già contare su servizi specializzati nella prevenzione della violenza sulle persone anziane che lavorano in contatto con gli organi di riferimento e di mediazione cantonali, nonché con organizzazioni private. In casi di emergenza è possibile contattare la polizia o un servizio medico.
Va inoltre rilevato che il Consiglio federale prevede di rafforzare le misure di lotta contro la violenza domestica ed è in tal senso che il 7 ottobre 2015 ha approvato due progetti da porre in consultazione (www.ufg.admin.ch > Attualità > News > 07.10.2015 > Migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica). Le modifiche del diritto civile e penale ivi proposte sono finalizzate a tutelare meglio le vittime di violenza domestica e di stalking. Nel contempo, l'esecutivo mira anche alla ratifica della Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa, finalizzata alla protezione di donne e ragazze da ogni forma di violenza, inclusa quella domestica. La convenzione contiene disposizioni sulla prevenzione e sulla protezione delle vittime, e prevede in particolare l'istituzione di una consulenza telefonica a livello nazionale che sia gratuita, confidenziale, anonima e accessibile 24 ore su 24.
Sulla scorta del rapporto redatto in adempimento del postulato Fehr Jacqueline 09.3878, "Più denunce, maggiore effetto deterrente", adottato il 27 febbraio 2013, il Consiglio federale ha previsto di esaminare insieme ai cantoni l'istituzione di un numero telefonico unico che permetta alle vittime di violenza di accedere più facilmente alle diverse possibilità di aiuto. Prossimamente verranno analizzati approfonditamente fattibilità e costi di tale misura. A differenza di quanto previsto nei lavori preliminari della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia per la creazione di una helpline nazionale contro la violenza domestica, in questo caso l'accento verrà posto sull'aiuto alle vittime e sulle relative offerte.
Le richieste avanzate dall'autrice della mozione sono pertanto già soddisfatte a diversi livelli.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.