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15.3951 · Interpellanza · 2015-09-24

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Sebbene si sia rifiutato di esprimere una "raccomandazione" riguardo alla cooperazione tra Swisscom, SRG SSR e Ringier, il Consiglio federale deve pur avere una propria opinione sulla creazione, dalla valenza fortemente politica ed economicamente rilevante, di questa nuova società pubblicitaria che riunirebbe sotto un unico tetto le offerte mediatiche e le piattaforme pubblicitarie delle tre imprese. Qual è questa opinione e come la giustifica?

2. Il Consiglio federale è disposto a sottoporre entro breve al Parlamento un rapporto che illustri gli argomenti a favore e contro un simile accordo dal punto di vista del principale azionista di Swisscom e del governo, presentando nello stesso rapporto conseguenze ed effetti sul mercato, i media e i consumatori?

3. È disposto a presentare queste informazioni e a chiedere una valutazione politica quantomeno alla commissione parlamentare CTT prima che il DATEC e l'UFCOM esprimano il proprio parere o rilascino un'approvazione?

4. In che misura si è occupato della questione delle cooperazioni in Svizzera al momento di definire la strategia di proprietario di Swisscom 2014-2017 e perché nella strategia non si esprime al riguardo?

5. Questa alleanza pubblicitaria minaccerà l'indipendenza dei media. Come spiega il Consiglio federale la propria posizione secondo cui ciò non potrà succedere?

6. Come giudica il fatto che Swisscom, SRG SSR e Ringier da una parte invitino altre imprese a utilizzare i loro servizi comuni ma, dall'altra, non consentano a ulteriori aziende private di partecipare alla joint venture?

Begründung

L'annuncio di Swisscom, SRG SSR e Ringier di voler commercializzare le proprie offerte mediatiche e pubblicitarie attraverso una società comune irrita il mondo politico, i media e l'opinione pubblica. Giustamente la COMCO procederà a un esame approfondito di questo accordo. Nel frattempo spetta al governo rispondere a qualsiasi domanda riguardante responsabilità e riflessioni della Confederazione, che è la principale azionista di Swisscom. Successivamente gli ambienti politici e il Parlamento dovranno potersi esprimere con cognizione di causa. Se l'accordo andasse a buon fine la Confederazione spingerebbe sul mercato privato aziende con partecipazione a maggioranza statale, concorrendo quindi con imprese private di telecomunicazione e di altro tipo usufruendo del denaro pubblico riscosso attraverso le imposte. Infine, la strategia di proprietario di Swisscom non prevede questo tipo di cooperazione, sebbene l'accordo sarebbe di portata assai più ampia rispetto all'impegno preso all'estero da Swisscom con Fastweb.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Da quando il mercato delle telecomunicazioni è stato liberalizzato, Swisscom concorre con imprese private. È quanto voluto dal legislatore nonché una delle premesse degli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale per l'azienda, di cui è l'azionista maggioritario. Un altro principio alla base di tale strategia è che Swisscom stia al passo con la progressiva digitalizzazione e convergenza dei mercati TIME (telecomunicazioni, informatica, media, intrattenimento), rivedendo continuamente il proprio business model e cercando sempre nuove possibilità di crescita in nuovi ambiti d'attività. Vista la crescente concorrenza internazionale sul mercato pubblicitario svizzero anche la SRG SSR sta riflettendo su come assicurarsi le entrate commerciali nel medio e lungo termine. In un simile contesto il Consiglio federale ritiene sensata l'annunciata cooperazione tra SRG SSR, Ringier e Swisscom per la vendita di prodotti mediatici e di piattaforme pubblicitarie.

2./3. Il Consiglio federale non ritiene necessario procedere nel modo richiesto dall'autore dell'interpellanza.

Essendo l'azionista maggioritario di Swisscom, il Consiglio federale si aspetta che l'azienda, conformemente agli obiettivi strategici fissati dallo stesso collegio, venga gestita secondo principi di economia aziendale, sia competitiva e orientata al cliente. Esse deve sviluppare, produrre e commercializzare infrastrutture di rete e servizi basati su di esse per i mercati convergenti delle telecomunicazioni, delle tecnologie dell'informazione, della radiodiffusione, dei media e dell'intrattenimento; a tale scopo può unirsi anche in cooperazioni (si veda la risposta alla domanda 4).

È attualmente in corso l'esame degli effetti dell'annunciata alleanza tra SRG SSR, Swisscom e Ringier sulla concorrenza: il DATEC deve valutare se tale unione potrebbe limitare sensibilmente il campo d'azione di altre imprese mediatiche; la SECO, invece, sta approfondendo la questione dal punto di vista del diritto dei cartelli. Se dovesse risultare che la cooperazione avrebbe conseguenze pesanti, il DATEC e/o la SECO prenderanno le misure del caso previste dal diritto sulla radiodiffusione e dal diritto della concorrenza.

In merito alla controversa questione del futuro del servizio pubblico nel settore dei media, il Consiglio federale presenterà un rapporto al Parlamento entro la metà del 2016 in adempimento del postulato della CTT-S 14.3298 del 28 aprile 2014.

4. Il punto 4 degli obiettivi strategici fissati per Swisscom dal Consiglio federale prevede che l'azienda è libera di instaurare cooperazioni (partecipazioni, alleanze, fondazione di joint venture, ecc.) con partner nazionali ed esteri di sua scelta (eccetto imprese estere con un mandato di servizio universale), a condizione che tali cooperazioni contribuiscano ad accrescere a lungo termine il valore dell'impresa, possano essere ben seguite dal punto di vista gestionale e tengano sufficientemente conto dei fattori di rischio.

5. Lo scopo dell'annunciata cooperazione è unicamente la commercializzazione di prodotti mediatici e di piattaforme pubblicitarie. Non è prevista alcuna collaborazione in ambito redazionale, pertanto il progetto non influenzerà l'indipendenza dei media sul piano editoriale. Se la loro indipendenza potrà essere minacciata sotto altri punti di vista, è oggetto di indagini attualmente in corso (vedi la risposta alle domande 2 e 3).

6. La forma organizzativa e la struttura proprietaria della cooperazione annunciata devono essere definite dalle imprese coinvolte. Il Consiglio federale valuta positivamente la garanzia data dai partner di tale cooperazione di mettere i servizi della joint venture a disposizione di tutti i clienti interessati - azionisti e non azionisti - senza discriminazione alcuna.

Risposta del Consiglio federale.