15.3973 · Postulato · 2015-09-24
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre misure concrete che permettano di favorire l'accesso a un'alimentazione sana (soprattutto frutta e verdura) all'intera popolazione del nostro Paese, in particolare alle persone meno agiate.
Begründung
È un fatto assodato che un'alimentazione sana è uno dei presupposti essenziali per preservare o migliorare la salute. I programmi di prevenzione del cancro raccomandano per esempio di mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Un'alimentazione sana è anche la base delle misure preventive contro le malattie cardiovascolari, l'obesità e il diabete. Né è ormai più necessario ricordare gli effetti benefici della dieta mediterranea.
Ma un'alimentazione sana costa cara. Basta dare un'occhiata ai reparti di un grande magazzino o passeggiare tra le bancarelle di un mercato per rendersene conto. Un'alimentazione sana non è alla portata di tutte le tasche.
Già di per sé evidente, questo fatto è ora stato confermato anche da uno studio del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna, le cui conclusioni sono state recentemente pubblicate: secondo questo studio, finanziato dal Fondo nazionale svizzero, la qualità del regime alimentare è influenzata dai mezzi finanziari del consumatore.
Le soluzioni esistono, questo è certo: si potrebbe per esempio sovvenzionare la filiera e permettere così il calo dei prezzi, oppure organizzare distribuzioni mirate, intervenire a livello di scuola per promuovere determinate abitudini o in ogni caso assicurare l'accesso ad alimenti sani ai nostri figli durante la crescita.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Un'alimentazione sana ed equilibrata è una base importante per mantenersi in buona salute. Per questo motivo, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha elaborato la strategia nutrizionale svizzera, definendo i più importanti campi di intervento. La strategia è aggiornata regolarmente in base alle più recenti conoscenze scientifiche. Il prossimo adeguamento è previsto nel 2016.
Nel quadro dell'attuazione della strategia nutrizionale svizzera, al momento il DFI si focalizza sui due seguenti approcci: in primo luogo informare la popolazione su come alimentarsi in modo equilibrato affinché ciascuno possa operare responsabilmente le scelte più sane. Questo scopo è perseguito con il sostegno di diversi partner, tra cui la Società svizzera di nutrizione. In secondo luogo, la Confederazione collabora con l'economia per ridurre, laddove necessario e possibile, il tenore di sale e di zucchero negli alimenti e nei pasti (ristorazione collettiva) senza alterarne in modo negativo il sapore. Si intende dare così la possibilità alla popolazione di consumare prodotti migliori dal punto di vista della composizione nutritivo-fisiologica. Questa collaborazione è stata formalizzata durante l'Expo 2015 di Milano con la conclusione di un memorandum d'intesa tra il DFI e alcuni produttori alimentari e rappresentanti del commercio al dettaglio svizzeri. In collaborazione con l'industria alimentare si stanno elaborando misure nel quadro di Actionsanté.
Nell'attuazione della strategia nutrizionale svizzera, la Confederazione dedica particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, per esempio i bambini in tenera età, i bambini, i giovani, le persone anziane e i gruppi della popolazione socio-economicamente svantaggiati. Recentemente, in collaborazione con diverse organizzazioni specializzate, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha pubblicato l'opuscolo "Alimentazione durante la gravidanza e l'allattamento", che spiega l'importanza di un'alimentazione corretta durante questa fase della vita per lo sviluppo e la crescita del bambino. L'opuscolo sarà distribuito ai destinatari tramite diverse organizzazioni specializzate.
Inoltre, nel 2014 l'USAV ha incaricato la Scuola universitaria di scienze agronomiche, forestali e alimentari di Zollikofen di verificare l'ipotesi, ampiamente diffusa, secondo cui un'alimentazione sana è più cara e può essere sostenuta finanziariamente solo da pochi. Sia dal calcolo dei panieri tipo sia dai risultati dell'inchiesta svolta tra la popolazione nel quadro di questo studio è emerso che l'aspetto finanziario non costituisce l'unico criterio determinante per scegliere se alimentarsi in modo sano o malsano. Il paniere tipo sano e equilibrato (fr. 469.30 al mese) è un po' più caro di quello malsano (fr. 412.05 al mese). Dal canto suo, lo studio del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) non ha rilevato direttamente se un reddito basso si ripercuote negativamente sulle abitudini alimentari. È stato unicamente confermato il rapporto già noto tra livello d'istruzione elevato e alimentazione più sana. Gli autori stessi affermano per altro che lo studio non è in grado di dare un giudizio definitivo sull'influenza delle difficoltà finanziarie sulle abitudini alimentari.
Le richieste avanzate nel postulato sono pertanto già soddisfatte.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.