15.410 · Iniziativa parlamentare · 2015-03-11
Liquidato
Ausgangslage
Rapporto della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 14 marzo 2017
Il progetto di legge della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale prevede di prorogare sino alla fine del 2027 l'aliquota speciale dell'imposta sul valore aggiunto per le prestazioni del settore alberghiero di cui all'articolo 25 capoverso 4 della legge sull'IVA.
La maggioranza della Commissione, riconoscendo le difficoltà del settore alberghiero dovute al rapido cambiamento strutturale e alle fluttuazioni dei tassi di cambio, chiede che l'aliquota speciale sia prorogata nuovamente sino alla fine del 2027. In questo modo intende rassicurare il settore alberghiero che l'aliquota speciale non verrà soppressa in questa difficile situazione. Una minoranza chiede di inserire in modo permanente l'aliquota speciale nella legge sull'IVA.
L'aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero era stata introdotta nel 1996 con validità limitata nel tempo per ovviare alla difficile situazione economica in cui si trovava il settore del turismo. Prorogata a cinque riprese, rimarrà in vigore sino alla fine del 2017.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.04.2017
Il Consiglio federale è favorevole a un'ulteriore proroga a tempo determinato dell'aliquota speciale IVA del 3,8 per cento sulle prestazioni del settore alberghiero fino a fine 2027. In occasione della seduta del 12 aprile l'Esecutivo ha adottato il relativo parere all'attenzione del Parlamento.
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare volta ad inserire in modo permanente nella legge sull'IVA l'aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero, attualmente valida fino al 31 dicembre 2017 (art. 25 cpv. 4 LIVA).
Begründung
L'articolo 130 capoverso 2 della Costituzione federale prevede per le prestazioni del settore alberghiero un'aliquota speciale (attualmente 3,8 per cento) che sia superiore a quella ridotta (attualmente 2,5 per cento) e inferiore a quella normale (attualmente 8 per cento). L'aliquota speciale è in vigore dal 1996; il periodo di validità di tale imposta - attualmente fino al 31 dicembre 2017 - è di durata determinata ed è stato prorogato a più riprese.
L'aliquota speciale è stata introdotta per tenere conto del fatto che il settore alberghiero rappresenta un prodotto caratterizzato da una forte componente di esportazione. In effetti, sono i cittadini stranieri a effettuare più del 60 per cento dei pernottamenti in Svizzera. La sua introduzione perseguiva dunque lo scopo di continuare a garantire la competitività e l'attrattiva del nostro Paese, cercando di contrastare la forza costante della nostra moneta. Si noti fra l'altro che nell'Unione europea ben 24 Paesi su 28 applicano un'aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero, che in linea di massima corrisponde al 25-50 per cento dell'aliquota normale.
L'abbandono del corso minimo franco-euro, il 15 gennaio 2015, ha segnato un duro colpo al settore alberghiero. Se si considera che molto probabilmente la nostra moneta non subirà deprezzamenti, applicare alle prestazioni alberghiere un'aliquota speciale permanente potrebbe essere una strategia prudente, visto che questo settore non riesce a compensare la forza del franco come altri settori di importazione. È nell'interesse delle condizioni quadro della nostra economia permettere che un settore così importante possa continuare a beneficiare di uno sgravio fiscale pari a 180 milioni di franchi annui. La presente iniziativa non prevede, tuttavia, perdite fiscali supplementari.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.05.2017
CN: alberghi, IVA ridotta a tempo indeterminato
Il tasso preferenziale IVA (3,8%) di cui beneficia il settore alberghiero svizzero deve essere prorogato illimitatamente. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale. Per 92 voti a 89 (cinque astenuti), questa soluzione ha prevalso su quella che auspicava un prolungamento di dieci anni. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.
Il progetto, scaturito da un'iniziativa parlamentare di Dominique de Buman (PPD/FR), chiedeva la proroga permanente di questa aliquota speciale sulle prestazioni, applicata dal 1996 a tempo determinato e già protratta cinque volte. Nella votazione complessiva, è stato approvato con 114 voti a favore, 62 contrari e 10 astenuti.
La Commissione dell'economia e dei tributi, con una maggioranza risicata (13 voti a 12), aveva invece proposto il prolungamento fino al 2027. In aprile, anche il Consiglio federale si era espresso in favore di questa estensione decennale, posizione confermata nella seduta odierna dal "ministro" delle finanze Ueli Maurer.
I sostenitori di un'IVA ridotta senza limiti temporali ritengono fondamentale garantire un sostegno agli albergatori. "Discutere questo oggetto ogni cinque anni mette troppa pressione sul settore, a cui invece bisogna dare fiducia", ha detto durante il dibattito Duri Campell (PBD/GR). De Buman, che è pure presidente della Federazione svizzera del turismo, ha ribadito che non si tratta di un privilegio: "in 25 Paesi dell'UE, l'aliquota in questo ramo è la metà di quella ordinaria". Stando a Magdalena Martullo-Blocher (UDC/GR), la prosperità degli hotel avvantaggia anche l'agricoltura e l'edilizia.
I fautori hanno messo in evidenza che l'aliquota speciale deve essere concepita come un aiuto duraturo a un settore confrontato con la concorrenza internazionale. Con un'IVA a tasso normale gli alberghi elvetici subirebbero un carico supplementare di 200 milioni di franchi, ritenuto insostenibile. PBD, PPD e UDC si sono schierati a favore della proroga illimitata, così come 15 cantoni, fra i quali Ticino e Grigioni, e associazioni come l'Unione svizzera dei contadini, Gastrosuisse e Hotelleriesuisse.
Durante la procedura di consultazione, altri 11 cantoni, così come sindacati e PS, avevano sostenuto un prolungamento di soli tre anni. Per loro, il tasso preferenziale del 3,8% rappresenta un trattamento di favore che deve essere regolarmente riesaminato, restando sotto sorveglianza politica.
Ada Marra (PS/VD), relatrice della commissione, ha dichiarato che sono fattori come il franco forte e il cambiamento climatico a pesare di più sugli alberghi, mentre Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha sottolineato che "anche altri settori avrebbero il diritto di richiedere un aiuto economico del genere". Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) ha affermato che i problemi del ramo sono altri: la politica della Banca nazionale svizzera sull'euro, i prezzi troppo alti, la mancanza d'innovazione nel turismo e le prenotazioni su siti web specializzati.
PLR e Verdi Liberali si opponevano per contro a qualsiasi proroga dopo il 2017. A loro avviso, il tasso speciale non consentirà di risolvere in modo duraturo i grattacapi del settore alberghiero. "Bisogna approfittare dell'occasione per dare una nuova chance a un modello di IVA a tasso unico", ha vanamente sostenuto Kathrin Bertschy (Verdi Liberali/BE).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.05.2017
alberghi, IVA ridotta prolungata di 10 anni
L'aliquota preferenziale dell'IVA per il settore alberghiero (3,8%), che scade a fine anno, deve essere prorogata di altri dieci anni e non in maniera illimitata come chiesto dal Consiglio nazionale. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando all'unanimità la modifica della Legge sull'IVA.
Con una proroga di un decennio si vuole mettere gli alberghi in condizione di pianificare in sicurezza e, in una fase contraddistinta dal franco forte, si potrà evitare di accollargli ulteriori oneri, ha affermato Martin Schmid (PLR/GR) a nome della commissione.
La proroga del tasso ridotto corrisponde a una sovvenzione di 200 milioni di franchi che, seppur elevata, appare giustificata, ha sostenuto Christian Levrat (PS/FR). Il settore ha infatti bisogno di tempo per effettuare le riforme strutturali di cui necessita, ha aggiunto il friburghese.
Una minoranza - bocciata con 36 voti contro 8 - ha sostenuto una proroga limitata a tre anni, fino al 2020. Anche altri settori economici conoscono situazioni difficili senza per questo beneficiare di sovvenzioni, ha ricordato, invano, Andrea Caroni (PLR/AR).
Un'altra minoranza - respinta con 32 voti contro 12 - avrebbe voluto prorogare il tasso agevolato in modo illimitato, così come proposto dal Consiglio nazionale. I fautori hanno messo in evidenza che l'aliquota speciale deve essere concepita come un aiuto duraturo a un settore confrontato con la concorrenza internazionale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 31.05.2017
IVA ridotta per settore alberghiero prolungata di 10 anni
Il settore alberghiero beneficerà di un'aliquota preferenziale dell'IVA (3,8%) per altri 10 anni. Il Consiglio nazionale ha oggi - tacitamente - rinunciato alla proroga illimitata allineandosi alla proposta decennale formulata dal Consiglio degli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Il progetto, scaturito da un'iniziativa parlamentare di Dominique de Buman (PPD/FR), chiedeva la proroga di questa aliquota speciale sulle prestazioni, applicata dal 1996 a tempo determinato e già protratta cinque volte. Durante i dibattiti parlamentari i fautori dell'IVA ridotta senza limiti temporali avevano sostenuto ch'essa deve essere concepita come un aiuto duraturo a un settore confrontato con la concorrenza internazionale.
Con un'IVA a tasso normale gli alberghi elvetici subirebbero infatti un carico supplementare di 200 milioni di franchi, ritenuto insostenibile. PBD, PPD e UDC si sono schierati a favore della proroga illimitata, così come 15 cantoni, fra i quali Ticino e Grigioni, e associazioni come l'Unione svizzera dei contadini, Gastrosuisse e Hotelleriesuisse.
Durante la procedura di consultazione, altri 11 cantoni, così come sindacati e PS, avevano sostenuto un prolungamento di soli tre anni. Per loro, il tasso preferenziale del 3,8% rappresenta un trattamento di favore che deve essere regolarmente riesaminato, restando sotto sorveglianza politica.
PLR e Verdi Liberali si opponevano per contro a qualsiasi proroga dopo il 2017. A loro avviso, il tasso speciale non consentirà di risolvere in modo duraturo i grattacapi del settore alberghiero. Anche altri settori economici conoscono situazioni difficili senza per questo beneficiare di sovvenzioni, avevano sottolineato durante le discussioni.
Alla fine è prevalsa una soluzione di compromesso che permette agli albergatori di beneficiare del tasso privilegiato per un altro decennio. In questo modo gli hotel potranno pianificare in sicurezza il loro futuro, è stato sottolineato in aula.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale, 15.06.2017
Ammontare IVA per alberghi dipende da Previdenza 2020
L'ammontare esatto del tasso privilegiato IVA per il settore alberghiero dipenderà dall'esito della votazione sul Progetto previdenza per la vecchiaia 2020. Lo hanno deciso oggi tacitamente i Consigli degli Stati e Nazionale approvando le proposte in materia della Commissione di redazione.
L'aliquota attuale pari al 3,6% comprende un supplemento di 0,2 punti destinato all'AI per il suo risanamento. Supplemento che terminerà a fine anno. Dal 1° gennaio 2018 sarà sostituito da 0,1 punti destinati alla ferrovia (decisione presa nell'ambito del progetto FAIF) e da 0,1 punti destinati alla Previdenza per la vecchiaia, ha spiegato al Nazionale il relatore della Commissione di redazione Christian Lohr (PPD/TG).
Quest'ultimo supplemento entrerà però in vigore solo se popolo e cantoni approveranno il progetto Previdenza 2020 in votazione il prossimo 24 settembre. La possibilità di una sua bocciatura non era però stata presa in considerazione nell'elaborare la proroga del tasso IVA ridotto per il settore alberghiero. "Dimenticanza" ora corretta dalla Commissione di redazione.
L'aliquota preferenziale per gli alberghi continuerà quindi ad essere per i prossimi 10 anni del 3,6% se la Previdenza 2020 sarà approvata. In caso contrario scenderà al 3,5%, ha riassunto Lohr.