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15.4139 · Mozione · 2015-12-16

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di obbligare per legge i cantoni a concedere nell'ambito di una soluzione federalistica entro le votazioni federali del 2019 a tutti gli svizzeri all'estero aventi diritto di voto la possibilità di votare per via elettronica (e-voting).

Begründung

La signora Hildegard Fässler-Osterwalder ha depositato una mozione (11.3879) dallo stesso tenore quattro anni fa, il 29 settembre 2011, per chiedere una soluzione generalizzata in vista delle elezioni del 2015. Nella sua risposta del 9 novembre 2011, il Consiglio federale ha riaffermato il proprio obiettivo, ovvero "dare la possibilità alla grande maggioranza degli svizzeri all'estero di pronunciarsi mediante voto elettronico entro le elezioni federali del 2015", mettendo tuttavia in guardia da un'"introduzione precipitosa del voto elettronico".Nulla è stato fatto in modo precipitoso. Dopo il fallimento degli sforzi di nove cantoni al fine di attuare un sistema di voto elettronico prima delle elezioni federali del 2015, soltanto quattro cantoni sono stati in grado di riproporre ai nostri concittadini all'estero la possibilità di avvalersi del canale elettronico. Più dei tre quarti dei cittadini svizzeri all'estero aventi diritto di voto hanno quindi dovuto votare in modo tradizionale. In novembre il governo del cantone di Vaud ha addirittura annunciato di aver posticipato dal 2016 al 2021 le prove del voto elettronico. Se il Consiglio federale continua, come scrive nella sua risposta del 9 novembre 2011, a lasciare ai cantoni "la libertà di scegliere se e quando introdurre il voto elettronico", non riuscirà a raggiungere il suo obiettivo entro il 2019, né tantomeno a trovare una soluzione generalizzata.Questa situazione discrimina la Quinta Svizzera nell'esercizio dei suoi diritti politici. Spesso l'elettorato svizzero all'estero riceve assai o troppo tardi il materiale di voto necessario, tanto da non riuscire a votare nei termini previsti. I voti che giungono in ritardo, e quindi dichiarati nulli, sono in aumento. Il tasso di partecipazione della Quinta Svizzera è altresì in calo. Soltanto procedendo rapidamente a un'introduzione generalizzata del voto elettronico sarà possibile ovviare a simili problemi.La mozione chiede una soluzione federalista che permetta ai grandi cantoni di dare un sostegno amministrativo ai piccoli cantoni, che non annoverano molti svizzeri all'estero, affinché questi ultimi possano partecipare a votazioni ed elezioni. Zurigo è disposto a esaminare una cooperazione in tal senso.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le condizioni quadro per l'esercizio dei diritti politici sono definite a livello federale. Conformemente alla ripartizione dei compiti sancita dalla Costituzione, i cantoni sono competenti per lo svolgimento di elezioni e votazioni. Il progetto "Vote électronique" tiene conto di tale ripartizione di competenze. Il Consiglio federale persegue insieme ai cantoni l'obiettivo di introdurre su tutto il territorio nazionale il voto elettronico, non solo per i cittadini svizzeri residenti all'estero. A tal fine ha creato le basi legali necessarie. Sistemi che soddisfano i requisiti della Confederazione per l'attuale fase pilota con un elettorato limitato sono già attivi e possono essere utilizzati anche da altri cantoni. La strategia è stata definita insieme ai cantoni, i quali hanno partecipato al processo legislativo condotto a livello federale.In occasione delle votazioni federali dell'8 marzo e del 15 giugno 2015, 14 cantoni hanno proposto il voto elettronico. Più del 70 per cento dei cittadini svizzeri residenti all'estero ha potuto pertanto votare per via elettronica. L'estensione di questa possibilità alla maggioranza dei cantoni è perseguita con un approccio basato sulla collaborazione, senza pressione giuridica da parte della Confederazione. Tuttavia, a causa di una falla a livello di sicurezza del sistema dei cantoni del consortium scoperta poco prima delle elezioni federali 2015, il canale elettronico era a disposizione solo per gli svizzeri residenti all'estero dei cantoni di Ginevra, Lucerna, Basilea Città e Neuchâtel. Nel frattempo i cantoni del consortium hanno annunciato che riproporranno in tempo utile il voto elettronico con un altro sistema. Il Consiglio federale ne è soddisfatto.L'imposizione del voto elettronico ad opera del legislatore presuppone un ampio consenso da parte dei cantoni, dei partiti e dei cittadini aventi diritto di voto. Per il voto per corrispondenza si presentava la stessa problematica, ed è stato necessario molto tempo prima che questa pratica fosse liberalizzata: solo nel 1994 i cantoni sono stati tenuti per legge ad attuarla. Inizialmente anche questo canale di voto è stato testato gradualmente prima di ottenere il consenso necessario. Come richiesto dall'autore della mozione, nel quadro dell'elaborazione del quarto rapporto sul voto elettronico il Consiglio federale valuterà se sussistono i presupposti necessari per concludere la fase pilota e trasporre il voto elettronico nel diritto ordinario. Valuterà inoltre se sarà opportuno imporre allo stesso tempo ai cantoni l'introduzione del canale elettronico su tutto il territorio. Il Consiglio federale ritiene prematuro obbligare i cantoni sin da ora: per ragioni di tempo e per via degli adattamenti di natura tecnica, giuridica e organizzativa che sarebbero necessari, è irrealistico pensare che tutti i cantoni possano introdurre il voto elettronico in tempo per le elezioni del Consiglio nazionale del 2019, anche se il legislatore li obbligasse a farlo.