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15.4186 · Interpellanza · 2015-12-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nel 2013, in occasione dei dibattiti sulla revisione della legge sulle derrate alimentari il Parlamento ha rinunciato a emanare una regolamentazione valida per tutta la Svizzera che consenta ai consumatori di prendere visione dei risultati dei controlli effettuati nelle aziende alimentari. La lobby del settore gastronomico si è opposta con veemenza a una maggiore trasparenza dei controlli, richiamandosi tra l'altro alle nuove linee guida settoriali sull'igiene ("Buona prassi procedurale nell'industria alberghiera e della ristorazione", BPIAR), elaborate da Gastrosuisse nel 2013.

Già durante le discussioni parlamentari è stata menzionata da più parti la soluzione introdotta con successo nel cantone di Zugo: dopo il controllo, alle aziende alimentari è rilasciato un attestato di igiene che queste possono pubblicare. In questo modo è stato possibile ridurre il numero delle contestazioni.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Nei cantoni è calato il numero delle aziende oggetto di contestazioni nel 2013 e nel 2014? Quali sono i cantoni più virtuosi e quali quelli meno virtuosi?

2. Ritiene che in base a queste cifre le linee guida settoriali sull'igiene possano essere considerate uno strumento adeguato per ridurre considerevolmente il numero delle contestazioni igieniche nel settore alimentare?

3. La soluzione di Zugo si sta dimostrando un modello adeguato per ridurre sul lungo termine il numero delle contestazioni e quindi per migliorare l'igiene nelle aziende alimentari?

4. Ci sono state ripercussioni negative sui lavoratori nel cantone di Zugo in seguito all'introduzione della regolamentazione sulla trasparenza? Se sì, quali?

5. Come valuta la regolamentazione vigente nell'Unione europea?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo il diritto vigente, la trasmissione di dati alla Confederazione da parte dei cantoni è facoltativa. La Confederazione dispone tuttavia di dati comparativi di oltre il 50 per cento delle aziende alimentari (ristoranti, panetterie, macellerie ecc.) rilevati negli ultimi quattro anni. L'adempimento delle condizioni legali da parte delle aziende è suddiviso nelle categorie "molto buono", "buono", "insufficiente" e "nettamente insufficiente". Dai dati rilevati dal 2011 al 2014 emerge che la quota delle aziende giudicate "molto buone" è passata dal 50 per cento abbondante a quasi il 70 per cento. La quota delle aziende valutate "nettamente insufficienti" è invece costante all'1 per cento. L'analisi dettagliata dei dati può essere consultata sul sito dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV.

Un confronto tra i risultati dei singoli cantoni non è possibile, in quanto, in virtù della facoltatività della notifica, non tutti i cantoni trasmettono tutti i dati alla Confederazione. Per altro, un confronto tra cantoni non sarebbe comunque ragionevole. Sarebbe invece molto più proficuo analizzare gli sviluppi generali e specifici delle singole categorie aziendali, cioè, per esempio, studiare se e perché in alcune di esse le prescrizioni vengono rispettate meglio che in altre.

Nella nuova legge sulle derrate alimentari è prevista l'introduzione di un sistema d'informazione centrale. I cantoni saranno quindi obbligati a trasmettere i loro dati. Il sistema potrà essere utilizzato anche per una rendicontazione nazionale.

2. Le linee guida settoriali hanno lo scopo di definire i requisiti dell'autocontrollo per l'intero settore. Ogni azienda le attua in funzione delle sue caratteristiche specifiche. Secondo le circostanze, grazie alle linee guida settoriali le aziende hanno la possibilità di snellire le direttive igieniche interne focalizzandosi sulle buone prassi igieniche e di produzione. Le linee guida settoriali, tuttavia, non bastano da sole a ridurre il numero delle contestazioni. Per l'ottenimento di questo risultato è decisiva l'attuazione delle prescrizioni igieniche.

3./4. La pubblicazione dei risultati dei controlli serve ad informare i consumatori. Nel cantone di Zugo la possibilità di pubblicare facoltativamente questi risultati è ancora poco sfruttata. E la domanda da parte dei consumatori è finora piuttosto limitata. Dall'introduzione, nel 2009, dell'attestato di qualità ufficiale per le aziende alimentari, tuttavia, la quota delle aziende giudicate buone o molto buone è salita dall'83 all'84 per cento, mentre la percentuale delle aziende ritenute insufficienti è scesa dall'1,9 allo 0,7 per cento. Per una sicurezza alimentare di alto livello è importante che gli organi di controllo oltre ai compiti esecutivi classici (controllo, contestazione, attuazione di misure) esercitino anche una funzione di consulenza per le aziende in materia di igiene e generi alimentari. Modelli come quello di Zugo vanno quindi intesi come strumenti di supporto complementari suscettibili di avere effetti positivi una volta radicati nel sistema e utilizzati dai consumatori.

Nel cantone di Zugo non si ha conoscenza di ripercussioni negative sui lavoratori.

5. Nell'Unione europea non ci sono normative vincolanti o unitarie. La Danimarca, il Regno Unito, i Paesi Bassi e il Belgio hanno tuttavia introdotto disciplinamenti nazionali. In questi Paesi, contrariamente al modello di Zugo, la pubblicazione della valutazione ufficiale è obbligatoria e quindi più efficace. Nel 2013, la Danimarca ha valutato il "sistema smiley" (www.findsmiley.dk), che aveva introdotto nel 2001. Tutti i consumatori interpellati lo conoscevano e l'85 per cento di loro consulta le valutazioni prima di comprare generi alimentari o di andare al ristorante. Attualmente, circa il 60 per cento delle aziende è classificato nella categoria più alta ("Elite Smiley") e la quota è in costante crescita.

In Germania, un sistema analogo a quello danese non è riuscito ad imporsi. Finora è stato introdotto soltanto in alcuni Länder ed è controverso.

Risposta del Consiglio federale.