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15.4216 · Interpellanza · 2015-12-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. È a conoscenza che sono stati rinvenuti residui di etossichina in salmoni d'allevamento?

2. I salmoni d'allevamento sono oggetto di controlli sistematici della presenza di residui di sostanze tossiche o si continua a fare assegnamento sull'autocontrollo delle imprese norvegesi?

3. Vengono svolti controlli specifici per verificare la presenza di etossichina?

4. È tuttora dell'avviso che non vi sia un reale rischio sanitario e che quindi non sia necessario informare né intervenire?

5. Corrisponde al vero che non vi sono, come invece è il caso per la carne, limiti massimi per le sostanze nocive nei pesci, sulla base dei quali sarebbe possibile ritirare dal mercato un prodotto?

6. È disposto a intervenire sul piano nazionale o internazionale in favore dell'introduzione di limiti massimi per le sostanze nocivi nei pesci?

Begründung

Regolarmente si legge sulla stampa di casi in cui sono state riscontrate sostanze tossiche nei pesci, soprattutto nei pesci d'allevamento e nei pesci provenienti dal mar Baltico. A far parlare di sé è in particolare l'industria dell'allevamento di salmoni norvegese. In questo Paese il salmone è allevato in impianti di acquacoltura in cui sono detenuti in parte fino a due milioni di pesci. Data questa densità, i pesci sono più esposti a malattie e quindi vengono trattati con medicinali e antibiotici. Inoltre viene loro somministrato mangime concentrato speciale. Questa settimana, la trasmissione per i consumatori della Svizzera tedesca "Kassensturz" ha riportato la notizia preoccupante che i mangimi per pesci contengono l'antiossidante etossichina.

Questa sostanza è stata impiegata per decenni come pesticida nell'agricoltura prima di essere vietata dall'Unione europea nel 2011. Benché studi ne documentino la tossicità, non vengono effettuati controlli per verificare la presenza di residui di etossichina nelle derrate alimentari, poiché apparentemente nessuno sa che è usata nella produzione di mangime per pesci (ed eventualmente anche altrove).

Già nell'interpellanza Tornare 13.4101, il Consiglio federale aveva risposto alla domanda sulle sostanze nocive presenti nel salmone d'allevamento norvegese che è compito delle autorità norvegesi "sorvegliare se le aziende produttrici effettuano l'autocontrollo" e concluso che avrebbe continuato "a seguire con attenzione l'evolversi della situazione", ma che al momento non riteneva "necessario fornire ulteriori informazioni su un possibile rischio per la salute derivante dal salmone di allevamentonorvegese".

Stellungnahme des Bundesrates

1. Sì, il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che sono stati rinvenuti residui di etossichina in salmoni d'allevamento.

2. Le competenti autorità cantonali di esecuzione verificano periodicamente se gli importatori agiscono responsabilmente, prelevando e analizzando campioni commerciali.

3. Gli organi cantonali di esecuzione controllano le derrate alimentari secondo criteri di rischio. Siccome l'etossichina è un additivo per alimenti per animali utilizzabile legalmente come additivo nei mangimi per pesci, finora non sono stati svolti programmi tematici su questa sostanza.

4. In materia di sicurezza alimentare la Svizzera segue attentamente l'evoluzione delle conoscenze scientifiche, della tecnica e della legislazione dei principali partner commerciali e adotta le misure di volta in volta necessarie. La valutazione dei rischi si basa sul parere del 18 novembre 2015 dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA, "EFSA Journal" 2015;13(11):4272) concernente l'etossichina come additivo per alimenti per animali. Secondo l'EFSA la sostanza madre etossichina non è di per sé preoccupante. Sono invece problematici un prodotto di ossidazione e una sostanza rilasciata come impurità durante il processo di produzione. Sulla base del parere del 18 novembre 2015 dell'EFSA, la Commissione europea deciderà come procedere, presumibilmente a fine febbraio 2016. La Svizzera lavora a stretto contatto con l'UE ed è rappresentata nei gruppi di lavoro europei incaricati di elaborare le basi legali in materia di sicurezza dei mangimi e delle derrate alimentari e di trovare una soluzione ai problemi attuali. Siccome i mangimi per pesci e i pesci d'allevamento che se ne nutrono sono commercializzati in tutto il mondo, è necessario un approccio internazionalmente uniforme.

5. L'ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti (OSoE; RS 817.021.23) stabilisce concentrazioni massime per i residui nei pesci. Come nell'UE, tuttavia, anche in Svizzera non sono previste concentrazioni massime per l'etossichina impiegata come additivo nei mangimi, né per il pesce né per la carne. Il fatto che non siano previste concentrazioni massime di residui non significa che una sostanza possa essere presente in quantità illimitata. Le sostanze estranee e i componenti possono essere presenti solo in quantità innocue per la salute (art. 1 OSoE).

6. Trattandosi di un tema che interessa tutti i Paesi, è necessario concertare una soluzione a livello internazionale. Qualora dalla valutazione dei rischi (cfr. punto 4) emergesse la necessità di definire una concentrazione massima di residui per l'etossichina come additivo nei mangimi, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria adeguerà in tal senso l'OSoE, tenendo conto della normativa europea.

Risposta del Consiglio federale.

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