15.4236 · Mozione · 2015-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché le prossime due convenzioni sulle prestazioni concluse con le FFS vietino qualsiasi aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari.
Begründung
Secondo il rapporto annuale relativo alla convenzione sulle prestazioni conclusa tra la Confederazione e le FFS, nel 2014 vi sono state troppe perturbazioni che hanno costretto i clienti ad utilizzare i servizi di autobus sostitutivi. Sul fronte della qualità e della disponibilità della rete il bilancio è mediocre. In particolare per quanto riguarda la produttività, le FFS sono lungi dall'avere raggiunto gli obiettivi e i costi di esercizio e di manutenzione sono stati più alti del previsto. Di recente, l'Ufficio federale dei trasporti e le FFS sono giunti a un accordo in merito alla convenzione sulle prestazioni 2017-2020, fissando il limite di spesa a 7,632 miliardi di franchi, una cifra superiore del 15 per cento a quella concordata nella convenzione 2013-2016. Le FFS potranno addirittura chiedere all'UFT mezzi supplementari per poter far fronte a eventuali imprevisti, a condizione di dimostrarne le necessità. Stando così le cose, non c'è ragione che le FFS aumentino ulteriormente i prezzi.
Le FFS si dicono costrette a riversare sui clienti i costi crescenti per il materiale e la manutenzione, visto che la Confederazione e i cantoni non vogliono stanziare fondi supplementari. Quest'argomento è del tutto inaccettabile. L'azienda deve trovare altri mezzi di finanziamento, per esempio con i negozi nelle stazioni. Il caso delle imprese ferroviarie privatizzate, come in Inghilterra, dimostra che è possibile praticare prezzi ragionevoli anche senza il sostegno dello Stato.
Chi concede ai propri alti dirigenti un aumento di stipendio del 16 per cento rispetto all'anno precedente, ossia da 5 152 379 a 5 987 796 franchi, e aumenta i bonus da 1,3 a quasi 2 milioni di franchi, non può semplicemente rifarsi sui clienti aumentando i prezzi e penalizzando così una volta di più i pendolari.
Le tariffe delle linee di autobus a lunga percorrenza - che, speriamo, verranno presto autorizzate anche in Svizzera - mostrano come i prezzi ferroviari siano lontani dalla realtà del mercato. A riprova, in Germania la DB ha ridotto rapidamente le tariffe sulle tratte servite anche dagli autobus per non perdere troppi clienti. Quando un volo da Zurigo a Londra costa meno di un viaggio in treno da Wil a Berna, qualcosa non torna e l'effetto nefasto dei monopoli di Stato sui prezzi è tanto più evidente. Le FFS abusano della loro posizione dominante: già oggi i clienti non solo sborsano somme eccessive, ma devono anche pagare per gli errori commessi dai dirigenti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel traffico ferroviario soltanto il 50 per cento circa dei costi complessivi è a carico degli utenti. Bisogna distinguere tra finanziamento dell'infrastruttura, indennità per il traffico regionale viaggiatori e traffico a lunga distanza finanziato in modo economicamente autonomo.
Il progetto FAIF, accettato dal popolo, comprende nuove basi legislative per le convenzioni sulle prestazioni concluse dalla Confederazione con i 39 gestori dell'infrastruttura, ossia anche con le FFS. Conformemente a questo progetto, il Consiglio federale ha deciso di aumentare i prezzi delle tracce, cioè i compensi dovuti per l'utilizzazione dell'infrastruttura ferroviaria, di 100 milioni di franchi all'anno dal 2017, in modo da innalzare la bassa copertura dei costi dell'infrastruttura ferroviaria. Questa decisione farà prevedibilmente crescere le tariffe per la clientela del trasporto ferroviario. La questione è stata già illustrata chiaramente in occasione dei dibattiti parlamentari sul FAIF. Il Consiglio federale non ha motivo - né ha il diritto - di proibire a titolo generale o influenzare, nell'ambito delle convenzioni sulle prestazioni con i gestori dell'infrastruttura, l'attuazione di aumenti tariffari nel traffico viaggiatori. La politica dei prezzi è di competenza delle imprese, non della Confederazione.
Il traffico regionale viaggiatori non copre i suoi costi con i ricavi commerciali; è ordinato e indennizzato congiuntamente da Confederazione e cantoni. Nei prossimi anni il Consiglio federale si attende un'ulteriore crescita dei costi nel traffico regionale viaggiatori, dovuta principalmente all'ampliamento dell'offerta (per via della crescita della domanda) e all'acquisto di nuovo materiale rotabile. Nella misura in cui non sia possibile compensarla totalmente attraverso un incremento delle indennità e dell'efficienza, tale crescita va coperta mediante aumenti tariffari. È quanto ha stabilito il Consiglio federale nella decisione del 18 novembre 2015 relativa al credito d'impegno per il traffico regionale viaggiatori 2018-2021.
Il traffico ferroviario a lunga distanza deve essere gestito dalle FFS in modo economicamente autonomo. La legge sul trasporto di viaggiatori lascia alle imprese la competenza di stabilire le tariffe nel traffico viaggiatori. In Svizzera le decisioni relative agli aumenti e alle modifiche delle tariffe non sono adottate dalle sole FFS ma dall'insieme delle imprese di trasporto attive nel trasporto pubblico (riunite nell'Unione dei trasporti pubblici). Da parte della Confederazione, il Sorvegliante dei prezzi può intervenire a scopi regolatori con gli strumenti di cui dispone.
La struttura tariffaria è molto articolata e, grazie agli svariati abbonamenti previsti, comprende offerte economicamente convenienti sia per chi viaggia tanto sia per il traffico del tempo libero. Il Consiglio federale non condivide pertanto il parere dell'autore della mozione secondo cui i clienti del trasporto su rotaia pagano sostanzialmente prezzi troppo elevati e che si debba rinunciare a qualsiasi aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.