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16.075 · Oggetto del Consiglio federale · 2016-11-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 16 novembre 2016 concernente l‘organizzazione dell‘infrastruttura ferroviaria

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.11.2016

Un sistema ferroviario più trasparente e vicino ai clienti

Il Consiglio federale intende rafforzare ulteriormente il sistema ferroviario svizzero. A tal scopo ha redatto il messaggio concernente l'organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF). Il messaggio, trasmesso oggi al Parlamento, migliorerà l'attuale sistema sul lungo periodo, aumentandone la trasparenza e l'efficienza e riducendo il potenziale di discriminazione. Il progetto OIF prevede anche un rafforzamento dei diritti dei passeggeri.

Attualmente le imprese ferroviarie svizzere sono organizzate per lo più sotto forma di imprese integrate, ossia gestiscono sia l'infrastruttura ferroviaria sia il trasporto di persone e in parte di merci. L'infrastruttura è separata dai comparti del trasporto sul piano contabile e organizzativo, ma resta sotto la responsabilità generale delle imprese ferroviarie. Questa situazione cela un potenziale di discriminazione, visto che sempre più imprese di trasporto ferroviario circolano sull'infrastruttura di terzi.

Sulla base dei lavori svolti da un gruppo di esperti indipendenti, il Consiglio federale propone perciò una serie di misure intese ad adeguare il sistema ferroviario e garantire la parità di trattamento delle imprese di trasporto ferroviario nell'accesso all'infrastruttura ferroviaria. La completa separazione fra infrastruttura e trasporti è invece ritenuta dal Governo penalizzante oltre che non necessaria per un sistema ben funzionante come quello del trasporto pubblico svizzero.

Prevenzione delle discriminazioni

Il progetto prevede le seguenti modifiche:

- il servizio di assegnazione delle tracce, attualmente di proprietà delle tre grandi ferrovie a scartamento normale (FFS, BLS e SOB) e dell'Unione dei trasporti pubblici (UTP), sarà trasformato in un istituto autonomo della Confederazione, al quale verranno attribuite competenze supplementari;

- il servizio sarà il nuovo responsabile della definizione dell'orario per il trasporto pubblico in Svizzera; in questa veste incaricherà la Divisione Infrastruttura delle FFS di elaborare le basi dell'orario;

- sarà creata una chiara base legale per la gestione di sistemi, quale è assunta ad esempio dalle FFS per il sistema di controllo della marcia dei treni ETCS nel settore delle ferrovie a scartamento normale o dalla Ferrovia retica per il sistema di protezione dei treni nel settore a scartamento metrico. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) potrà stipulare appositi contratti di gestione. Le parti interessate otterranno così un quadro chiaro dei loro diritti e doveri, che aumenterà la trasparenza;

- il Consiglio federale intende inoltre accordare alle imprese di trasporto ferroviario il diritto di partecipare alla pianificazione dell'orario e degli investimenti dei gestori dell'infrastruttura. Questi ultimi saranno tenuti a pubblicare periodicamente i loro piani di investimento e a consultare le imprese di trasporto ferroviario. Si rinuncia invece a introdurre nella legge l'obbligo per le due imprese ferroviarie attive a livello internazionale, ossia le FFS e la BLS, di adottare la struttura di una holding;

- analogamente al servizio di assegnazione delle tracce, anche alla Commissione d'arbitrato in materia ferroviaria (CAF) saranno attribuite ulteriori competenze, concernenti i settori della sorveglianza e degli esami. Una nuova base normativa le permetterà di raccogliere i dati necessari per sorvegliare il mercato. La CAF assumerà inoltre la funzione di autorità di ricorso in materia di gestioni di sistema e di diritti di partecipazione. In analogia ad altre commissioni regolatrici svizzere sarà denominata Railcom.

Rafforzamento dei diritti dei viaggiatori

Il progetto OIF comprende anche disposizioni sui diritti dei passeggeri. Il Consiglio federale intende infatti rafforzare i loro diritti nel settore del trasporto pubblico e, ove opportuno, allinearli ai normali standard europei. I viaggiatori godranno di maggiori diritti in caso di ritardo; per determinati casi di forte ritardo è previsto il diritto a un'indennità. Le imprese di trasporto saranno inoltre tenute a informare i viaggiatori su ritardi e soppressioni di corse e sui loro diritti a questo riguardo. Le modifiche saranno precisate dal Consiglio federale nelle apposite ordinanze.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.03.2017

FFS Cargo va trasformata in una impresa autonoma

FFS Cargo deve diventare un'impresa autonoma. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale discutendo la futura Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF). Gli Stati devono ancora esprimersi.

Con 98 voti contro 75 e 10 astenuti, la Camera del popolo ha infatti deciso oggi di rinviare il dossier sull'OIF al governo con l'incarico di presentare un nuovo disegno di legge. Lo scopo è accrescere la concorrenza e incentivare il traffico merci.

La Camera del popolo aveva già adottato nel 2015, con 114 voti contro 71, una mozione che chiedeva l'indipendenza di FFS Cargo. Il Consiglio degli Stati aveva rifiutato di darvi seguito con 30 voti contro 11, accontentandosi di chiedere un esame dettagliato di diversi scenari (statu quo, partecipazione finanziaria di terzi, trasferimento di merci a un'impresa indipendente detenuta a maggioranza dallo Stato).

Oggi PPD e socialisti - i Verdi si sono astenuti - hanno nuovamente manifestato la loro opposizione. "Se i ferrovieri non saranno più sottoposti allo stesso contratto collettivo di lavoro le loro condizioni di lavoro e salariali saranno messe sotto pressione", ha sostenuto Jacques-André Maire (PS/NE).

La maggioranza di destra, appoggiata dai Verdi liberali, ha però approvato il rinvio al governo. Il progetto di OIF non è soddisfacente: deve mostrarsi più ambizioso in particolare per quel che concerne la gestione del sistema e i diritti di partecipazione dei Cantoni. Lo loro competenze non vanno limitate, ha sostenuto Frédéric Borloz (PLR/VD).

Oltre all'autonomia di FFS Cargo, la proposta di rinvio approvata oggi chiede anche al Consiglio federale di trattare in un progetto distinto le disposizioni concernenti i diritti dei passeggeri. Nel suo messaggio il governo propone la possibilità di un rimborso parziale del biglietto in casi di forte ritardo.

Queste disposizioni, nelle volontà dell'esecutivo, devono concernere unicamente i viaggiatori occasionali. I titolari di abbonamenti regionali - come l'Arcobaleno in Ticino, ndr - o di quello generale non riceveranno infatti niente, anche in caso di forte ritardo.

Il progetto governativo prevede anche la gestione dell'accesso alle infrastrutture ferroviarie attraverso un'istituzione federale indipendente, che dovrebbe occuparsi anche di definire l'orario dei trasporti pubblici svizzeri. La conclusione di contratti di gestione per il sistema di controllo spetterebbe all'Ufficio federale dei trasporti.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.06.2017

Il Consiglio degli Stati ha tacitamente respinto la proposta del Nazionale di rinviare al governo la futura Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF). La Camera del popolo chiedeva in particolare la trasformazione di FFS Cargo in un'azienda autonoma. Prima di decidere, gli Stati preferiscono attendere i risultati di un rapporto in materia che il governo dovrebbe presentare in autunno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 27.02.2018

Approvata infrastruttura ferroviaria, "no" a ostacolare autobus

Lo sviluppo del traffico nazionale e internazionale con autobus a lunga distanza non va intralciato con norme più severe. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale discutendo della futura Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF), approvata con 178 voti contro 1 e 16 astensioni.

Quello sugli autobus è solo uno degli aspetti dell'OIF, è però quello che ha suscitato maggiori discussioni oggi in aula. Il progetto prevede tutta una serie di altre misure che non sono state minimamente contestate in Parlamento.

Lo scopo dell'OIF è di migliorare l'attuale sistema sul lungo periodo, aumentandone la trasparenza e l'efficienza e riducendo il potenziale di discriminazione nell'accesso all'infrastruttura da parte delle imprese del settore. Nel presentare il messaggio, il governo ha però escluso la completa separazione fra infrastruttura ed esercizio ritenendola "penalizzante oltre che non necessaria".

L'OIF intende poi rafforzare i diritti dei passeggeri. I viaggiatori muniti di biglietto potranno ad esempio essere risarciti in caso di forte ritardo. Chi viaggia con un abbonamento non avrà invece diritto ad alcun rimborso.

Come detto, tutte queste disposizioni sono state approvate senza discussioni. L'unico tema che ha fatto - a lungo - discutere il Nazionale è stata la volontà della commissione preparatoria di introdurre delle disposizioni per limitare l'espansione degli autobus a lunga concorrenza.

Le norme attuali sono troppo liberali, ha sostenuto Martin Candinas (PPD/GR). Gli autobus a lunga percorrenza fanno concorrenza alle linee ferroviarie redditizie, non verranno mai nelle regioni periferiche, ha aggiunto il grigionese.

Sottraendo clienti alle FFS, gli autobus comprometteranno il finanziamento delle linee ferroviarie deficitarie che devono poter contare su fondi provenienti da quelle redditizie. La conseguenza, secondo Regula Rytz (Verdi/BE) è che gli utenti dovranno fare i conti con tariffe più elevate o con un'offerta minore.

"Ma qui si tratta di 600 passeggeri al giorno", ha replicato Ulrich Giezendanner (UDC/AG). "Non vogliamo tornare all'economia pianificata nel settore dei trasporti", ha sostenuto il democentrista che ha citato anche lo scandalo finanziario di AutoPostale "avvenuto in un sistema monopolistico".

"Non bisogna avere paura degli autobus", ha aggiunto Adrian Amstutz (UDC/BE) ricordando che le relative compagnie necessitano di una concessione federale per operare che viene rilasciata solo a determinate condizioni. Le nuove offerte, ha sostenuto la consigliera federale Doris Leuthard, sono un reale atout per la popolazione. Per un Paese turistico come la Svizzera è importante avere un sistema che permetta di creare collegamenti diretti, per esempio tra l'aeroporto di Zurigo e le principali stazioni turistiche.

Con 122 voti contro 69 e 2 astenuti, la Camera del popolo ha quindi respinto il giro di vite proposto preferendo rimanere alla situazione attuale. Il Consiglio nazionale ha poi tacitamente approvato una mozione che chiede al governo di elaborare un piano nazionale per i terminal degli autobus a lunga percorrenza. L'obiettivo è di creare infrastrutture che permettano di agevolare i trasferimenti fra mezzi pubblici, privati e semi-privati.

Se anche gli Stati approveranno l'atto parlamentare, la Confederazione dovrà svolgere una funzione di coordinamento centrale fra Cantoni, Comuni e rappresentanti del settore. La situazione attuale viene infatti ritenuta insoddisfacente.

Adrian Amstutz, che si è espresso a nome della commissione, ha ricordato il caso della città di Berna che per la fermata degli autobus a lunga percorrenza mette a disposizione un terreno in periferia che non è neppure asfaltato. "Immaginate cosa penseranno i turisti che dovessero giungere nella capitale in un giorno di pioggia", si è chiesto il bernese. L'intero dossier passa ora agli Stati.

Da notare che in un primo tempo - il 9 marzo dello scorso anno - il Consiglio nazionale aveva deciso di rinviare l'intero dossier sull'OIF al Consiglio federale con l'incarico di trasformare FFS Cargo in una impresa autonoma. Nel maggio successivo gli Stati avevano però respinto tale eventualità giudicandola prematura. I "senatori" preferivano attendere un rapporto del Consiglio federale sul tema prima di prendere una decisione in merito.

Nel frattempo tale documento è stato pubblicato. La competente commissione del Nazionale ha approvato le proposte del Consiglio federale che prevedono di mantenere FFS Cargo in seno al gruppo FFS, ma con un proprio consiglio di amministrazione rafforzato. L'esame dettagliato dell'OIF ha così potuto iniziare.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.05.2018

Sì a indennizzo viaggiatori, modalità decise da CF

In futuro, chi viaggia con i trasporti pubblici avrà diritto a un risarcimento in caso di ritardo. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati lasciando però al governo l'onere di deciderne le modalità.

Il miglioramento dei diritti dei passeggeri era stato proposto dal governo nel messaggio concernente l'Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF). Il governo proponeva il rimborso del 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo superiore ai 60 minuti, e del 50% se superiore alle due ore.

Questo sistema penalizza però gli abbonati che non hanno diritto ad alcun rimborso, ha ricordato Géraldine Savary (PS/VD). Per questo motivo i "senatori", con 28 voti contro 11 e 4 astenuti, hanno stralciato queste disposizioni dando nel contempo incarico al Consiglio federale di disciplinare i dettagli relativi all'indennità per il prezzo del trasporto.

Il governo dovrà stabilire in particolare il valore massimo dell'importo al di sotto del quale non è dovuta alcuna indennità. La consigliera federale Doris Leuthard aveva chiesto di mantenere le limitazioni, sostenendo che è praticamente impossibile calcolare a quale indennizzo avrebbe diritto un titolare di un abbonamento generale. Per la ministra dei trasporti, inoltre, la legge senza queste precisazioni sarebbe troppo vaga.

Per Savary, invece, i mezzi tecnologici attuali - che evolvono più in fretta delle leggi - aprono la porta a indennizzi anche per i titolari di abbonamenti. Le FFS hanno del resto già previsto qualcosa di simile per una linea nei pressi di Losanna, ha ricordato la socialista.

Quello sugli rimborsi è comunque solo uno degli aspetti dell'OIF. Il progetto prevede tutta una serie di altre misure che non sono state contestate in Parlamento.

Fra le varie misure contenute nell'OIF, vi è la trasformazione del servizio di assegnazione delle tracce - attualmente di proprietà delle tre grandi ferrovie a scartamento normale (FFS, BLS e SOB) e dell'Unione dei trasporti pubblici (UTP) - in un istituto autonomo della Confederazione. Il Consiglio federale intende inoltre accordare alle imprese di trasporto il diritto di partecipare alla pianificazione dell'orario e degli investimenti dei gestori dell'infrastruttura.

Da notare che in un primo tempo - il 9 marzo dello scorso anno - il Consiglio nazionale aveva deciso di rinviare l'intero dossier sull'OIF al Consiglio federale con l'incarico di trasformare FFS Cargo in una impresa autonoma. Nel maggio successivo gli Stati avevano però respinto tale eventualità giudicandola prematura. I "senatori" preferivano attendere un rapporto del Consiglio federale sul tema prima di prendere una decisione in merito.

Nel frattempo tale documento è stato pubblicato. La competente commissione del Nazionale ha approvato le proposte del Consiglio federale che prevedono di mantenere FFS Cargo in seno al gruppo FFS, ma con un proprio consiglio di amministrazione rafforzato. L'esame parlamentare dell'OIF ha così potuto iniziare.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 11.09.2018

Occorrono regole supplementari per le compagnie private di autobus a lunga percorrenza in modo da proteggere il traffico regionale. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, con 100 voti contro 89, ha deciso di inserire queste nuove disposizioni nella progetto di riorganizzazione dell'infrastruttura ferroviaria.

Le regole che limitano la concorrenza nel settore non figuravano nel progetto iniziale del Consiglio federale, sono state introdotte dagli Stati, ha ricordato la ministra dei trasporti Doris Leuthard. Per la consigliera federale le nuove disposizioni non sono necessarie, il quadro legale attuale è ritenuto sufficiente.

Il settore dei trasporti pubblici non è messo in pericolo dalla concorrenza, basta vedere le difficoltà che incontra Eurobus, ha sottolineato da parte sua Jürg Grossen (PVL/BE). "Un po' di concorrenza non fa male", ha aggiunto Doris Leuthard.

La maggioranza ha però ritenuto necessario precisare le disposizioni sugli autobus a lunga percorrenza, pur senza andare troppo nei dettagli come fatto dagli Stati. La concorrenza va limitata, altrimenti si rischia di avere una diminuzione dell'offerta o un aumento delle tariffe nelle zone discoste, ha sostenuto Martin Candinas (PPD/GR).

Se i privati si accaparreranno le linee redditizie lasceranno quelle deficitarie sulle spalle dello Stato, ha affermato Michael Töngi (Verdi/LU). "Nono vogliamo poi trovarci in una giungla di offerte e compagnie come avviene talvolta all'estero", ha aggiunto il lucernese.

Per il resto il Nazionale ha mantenuto la maggior parte delle divergenze con gli Stati.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 20.09.2018

Occorrono regole supplementari per le compagnie private di autobus a lunga percorrenza in modo da proteggere il traffico regionale. Ne è convinto il Parlamento che ha deciso di inserire queste nuove disposizioni nel progetto di riorganizzazione dell'infrastruttura ferroviaria.

Il Consiglio degli Stati ha eliminato oggi le ultime divergenze che ancora l'opponevano al Nazionale. Il dossier, che contempla anche il risarcimento in caso di ritardi importanti, è così pronto per le votazioni finali.

Le regole che limitano la concorrenza nel settore non figuravano nel progetto iniziale del Consiglio federale, ma erano state introdotte dagli Stati e poi approvate dal Nazionale. Per la ministra dei trasporti Doris Leuthard, le nuove disposizioni non sono necessarie, poiché il quadro legale attuale è ritenuto sufficiente.

A suo avviso, il settore dei trasporti non è messo in pericolo dalla concorrenza, basta vedere le difficoltà che incontra Eurobus. "Un po' di concorrenza non fa male", aveva dichiarato invano Doris Leuthard la scorsa settimana alla Camera del popolo.

La maggioranza del Parlamento ha però ritenuto necessario precisare le disposizioni sugli autobus a lunga percorrenza, pur senza andare troppo nei dettagli, come avevano inizialmente previsto gli Stati. Secondo il progetto scaturito dalle due Camere, la concorrenza va limitata, altrimenti si rischia di avere una diminuzione dell'offerta o un aumento delle tariffe nelle zone discoste.

Il Parlamento teme che se i privati si accaparreranno le linee redditizie lasceranno quelle deficitarie sulle spalle dello Stato. Inoltre non ci si vuole trovare in una giungla di offerte e compagnie come talvolta avviene all'estero.

Ritardi rimborsati

Su altri punti del progetto i due rami del Parlamento avevano già trovato un accordo. In futuro, chi viaggia con i trasporti pubblici avrà diritto a un risarcimento in caso di ritardo importante o di soppressione di un treno.

Tuttavia le disposizioni saranno regolamentate nell'ordinanza e non nella legge. Il Consiglio federale aveva proposto il rimborso del 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo superiore ai 60 minuti e del 50% se superiore alle due ore. Questo sistema però avrebbe penalizzato gli abbonati (che rappresentano il 73% dei passeggeri) che non hanno diritto ad alcun rimborso.

Per questo motivo il Parlamento ha stralciato queste disposizioni dando nel contempo l'incarico al Consiglio federale di disciplinare i dettagli relativi all'indennità per il prezzo del trasporto. Il Governo dovrà stabilire in particolare il valore massimo dell'importo al di sotto del quale non è dovuto alcun risarcimento.

Assegnazione delle tracce

Quello sui rimborsi è comunque solo uno degli aspetti della riorganizzazione dell'infrastruttura ferroviaria. Fra le altre misure, v'è la trasformazione del servizio di assegnazione delle tracce - attualmente di proprietà delle tre grandi ferrovie a scartamento normale (FFS, BLS e SOB) e dell'Unione dei trasporti pubblici - in un istituto autonomo della Confederazione.

La Commissione d'arbitrato in materia ferroviaria (CAF) avrà nuove competenze nell'ambito della sorveglianza e sarà ribattezzata RailCom in tedesco e in francese. In italiano, su richiesta di Filippo Lombardi (PPD/TI), che ha storto il naso contro questo ennesimo anglicismo, essa si chiamerà Commissione ferroviaria (Comfer).

Orario

Il Consiglio federale intende inoltre accordare alle imprese di trasporto il diritto di partecipare alla pianificazione dell'orario. In un primo tempo gli Stati avevano respinto questa possibilità, sottolineando come tale compito dovesse restare di competenza delle FFS e non essere separato dalla gestione dell'infrastruttura, visto che imprese terze non avevano le risorse necessarie.

Alla fine i "senatori" si sono allineati al Nazionale. La Camera del popolo aveva in precedenza precisato che le aziende terze non dovevano fare alcuna discriminazione e coinvolgere i gestori dell'infrastruttura.

Infine, la Confederazione dovrà contribuire all'evoluzione di una "sana concorrenza" nel trasporto ferroviario. La legge contiene disposizioni concernenti l'importanza del traffico merci o ancora dell'indipendenza dei membri del consiglio di amministrazione.