16.1024 · Interrogazione · 2016-06-07
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti in relazione alle possibilità di potenziare la partecipazione svizzera a Interpol nell'ambito della cibercriminalità (proposta figurante nel progetto di rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera, cap. 2.3.6):
1. A che punto è l'istituzione della sede di Interpol di Singapore per la lotta contro la cibercriminalità? Che tipo di ricerche vi saranno effettuate in tale ambito?
2. La Svizzera intende parteciparvi attivamente? In caso affermativo, in che misura, con quali mezzi e a partire da quando?
3. La conferenza internazionale di Interpol prevista a fine anno in Svizzera rientra ancora tra gli obiettivi del Consiglio federale? In caso affermativo, quali temi principali presenterà la Svizzera?
4. Quale valore aggiunto comportano queste attività per la sicurezza della Svizzera, in particolare sul fronte delle minacce cibernetiche?
5. Quale valore aggiunto comportano per la sicurezza cibernetica delle imprese svizzere?
6. Come vanno integrate tali attività in una strategia globale sui temi della cibercriminalità, nonché dello spionaggio, dei rischi e delle minacce provenienti dallo spazio cibernetico?
Stellungnahme des Bundesrates
1. In aprile 2015 è stata inaugurata a Singapore la seconda sede mondiale di Interpol che ospita il centro globale per l'innovazione, l'Interpol Global Complex of Innovation (IGCI). L'IGCI è un centro di ricerca e sviluppo volto a identificare e combattere i criminali e la criminalità. Con la sede di Singapore, Interpol intende superare il tradizionale modello di polizia in quanto autorità reattiva e promuovere metodi investigativi e tecniche di allenamento innovativi per far fronte, con mezzi appropriati, alle organizzazioni criminali e ai criminali ormai altamente sofisticati. Uno degli elementi centrali dell'attività dell'IGCI è la lotta contro la cibercriminalità. L'IGCI è operativo sin dalla sua inaugurazione e attualmente vi lavorano circa 100 collaboratori.
2. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) è membro dell'Interpol Global Cybercrime Expert Group. Ogni anno, esperti provenienti dai Paesi membri si incontrano a Singapore o a Lione per discutere i temi e i problemi attuali della lotta globale alla criminalità su Internet. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito all'invio di un addetto di polizia in qualità di rappresentante permanente della Svizzera presso l'IGCI.
3. Dal 19 al 21 ottobre 2016 la Svizzera ospiterà a Lugano la quarta conferenza Interpol sulla tratta di esseri umani. La conferenza sarà organizzata dalla Segreteria generale di Interpol con il sostegno di Fedpol e del canton Ticino. I temi principali della conferenza saranno in particolare il miglioramento della cooperazione internazionale tra autorità di perseguimento penale e l'identificazione delle vittime della tratta.
4. Poiché nella maggior parte dei casi la cibercriminalità presenta una dimensione internazionale, per la Svizzera è quanto mai essenziale collaborare strettamente con Interpol e in particolare con l'IGCI nonché con l'European Cybercrime Center di Europol (EC3). Per nascondere le proprie tracce, i criminali sfruttano i servizi anonimi di Internet e la volatilità dei dati digitali. Negli ultimi anni, i maggiori successi ottenuti dalle autorità sul piano investigativo sono riconducibili essenzialmente alla semplificazione dello scambio di informazioni e a una migliore cooperazione tra i singoli Paesi. La cooperazione globale tramite Interpol ed Europol permette inoltre di individuare tempestivamente nuovi fenomeni di cibercriminalità e di elaborare appropriate strategie transnazionali di contrasto.
5. Gli attacchi DDOS, i malware, le truffe tramite phishing, lo spionaggio economico e molti altri reati rappresentano una minaccia permanente per tutte le imprese. I danni economici causati da tali reati non devono essere sottovalutati. Il miglioramento dei risultati ottenuti nelle indagini grazie a una cooperazione internazionale più intensa, va quindi anche a beneficio dell'economia privata.
6. Il 27 giugno 2012 il Consiglio federale ha adottato la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyberrischi (SNPC). Con la strategia il Consiglio federale, in collaborazione con le autorità, il mondo dell'economia e i gestori di infrastrutture critiche, intende minimizzare i cyber-rischi ai quali sono esposti quotidianamente. A tale proposito sono di fondamentale importanza un modo di agire autoresponsabile, la collaborazione nazionale tra il mondo dell'economia e le autorità nonché la cooperazione con l'estero. La strategia tiene conto della necessità d'intervento in tale ambito e fissa 16 misure da attuare entro il 2017. In tale contesto, il DFGP è stato incaricato di elaborare, in collaborazione con la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, un piano per la misura 6 SNPC da sottoporre al Consiglio federale alla fine del 2016. La misura 6 SNPC prevede l'allestimento di una panoramica aggiornata dei casi di cibercriminalità in Svizzera che vada a confluire in un quadro della situazione (misura 4 SNPC) e comprende il coordinamento di casi di portata intercantonale.
La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, da parte sua, ha incaricato i propri membri di creare un dispositivo nazionale sulla cibercriminalità e l'informatica forense. Nell'ambito di tali lavori occorrerà analizzare le esigenze in materia di organizzazione, infrastruttura e formazione e chiarire le questioni concernenti il perseguimento penale a livello nazionale della cibercriminalità nel suo complesso.
Risposta del Consiglio federale.