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16.1083 · Interrogazione · 2016-12-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In confronto ad altri Paesi dell'OCSE, la Svizzera presenta un elevato tasso di parti cesarei (nel 2010, p. es., circa un terzo delle nascite). Vi sono differenze anche considerevoli non solo tra i Cantoni e tra le regioni, ma anche all'interno di una stessa regione: il tasso di parti cesarei varia fortemente in funzione della classe assicurativa, del retroterra professionale della madre e, non da ultimo, dell'ospedale in cui avviene il parto. Queste differenze sono evidenti e non possono essere motivate soltanto con i rischi del parto e la salute della madre e del nascituro, che, a mio parere, dovrebbero essere i criteri principali.

Nel parere in risposta al postulato Maury Pasquier 08.3935 e nel rapporto in suo adempimento, il Consiglio federale ha sottolineato la responsabilità degli specialisti (ma anche delle associazioni professionali) ed enumerato alcune misure.

Nel rapporto si spiega tuttavia anche come la Confederazione possa contribuire all'attuazione degli interventi raccomandati dagli esperti, cioè:

- studiando la possibilità di incrociare i dati dei neonati e delle madri rilevati nel quadro delle statistiche mediche degli ospedali;

- affrontando il tema della gravidanza e del parto nel quadro della prevista proroga del programma nazionale migrazione e salute 2014-2017;

- inserendo a medio termine tra gli obiettivi e le misure dei programmi nazionali di prevenzione la fase di vita gravidanza e parto.

Considerate le citate possibilità enumerate nel rapporto, chiedo al Consiglio federale di tracciare un bilancio intermedio.

1. Sono stati adempiuti i punti menzionati?

2. Ci sono punti che non hanno (ancora) potuto essere attuati? Se sì, in che misura ci sono stati progressi e come si prevede di continuare?

Stellungnahme des Bundesrates

Sia la Confederazione sia le associazioni professionali di ostetricia hanno avviato diverse misure per attuare le raccomandazioni d'intervento formulate nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Maury Pasquier 08.3935, fra cui per esempio l'opuscolo informativo "Parto cesareo" del 2014, elaborato congiuntamente da diverse associazioni professionali (ostetricia, neonatologia, pediatria, anestesia e rianimazione), e le raccomandazioni (linee guida) sul parto cesareo del 2015 della Società svizzera di ginecologia e ostetricia. Nel quadro delle sue possibilità, la Confederazione ha contribuito all'attuazione delle raccomandazioni d'intervento citate nell'interrogazione come segue:

a. Il 2 aprile 2014, il gruppo di esperti in statistiche della salute dell'Ufficio federale di statistica (UST) ha discusso la possibilità di incrociare i dati dei neonati e delle madri rilevati nel quadro delle statistiche mediche degli ospedali, esaminando l'utilità del provvedimento in relazione ai parti cesarei e le misure tecniche eventualmente necessarie, inclusa la loro attuazione. Il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che non esiste una soluzione sostenibile ed economica che permetta di incrociare in queste statistiche i dati dei neonati e delle madri. L'UST sta esaminando la possibilità di ottenere risultati significativi attraverso un incrocio di dati probabilistico.

b. In Svizzera, i problemi di salute colpiscono più frequentemente le madri e i neonati con retroterra migratorio rispetto alle madri e ai neonati svizzeri. Anche il tasso di parti cesarei è nettamente più elevato tra le donne originarie di determinati Paesi o regioni. Come spiega il rapporto in adempimento del postulato Maury Pasquier 12.3966, queste disparità sono riconducibili a diversi fattori. La promozione della salute di mamma e bambino nella popolazione migrante è stata integrata come strategia parziale nel Programma nazionale migrazione e salute 2014-2017. La Confederazione è impegnata nella direzione del dialogo sull'integrazione "Prima infanzia - chi inizia sano va lontano", promosso dalla Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA). Quest'ultima, cui partecipano Confederazione, Cantoni e Comuni, ha istituito questo dialogo nel 2013 allo scopo di migliorare le condizioni di salute durante la gravidanza, il parto e la prima infanzia per tutte le famiglie, indipendentemente dal loro Paese d'origine. I partner del dialogo (associazioni professionali degli specialisti che accompagnano bambini e adulti durante la gravidanza, il parto e i primi anni di vita) e i servizi federali interessati hanno adottato congiuntamente misure per facilitare l'accesso dei migranti e dei loro figli all'assistenza sanitaria e alle misure di prevenzione e consulenza.

c. Gli specialisti in ostetricia ritengono opportuno fornire informazioni esaustive durante la gravidanza e la preparazione al parto per continuare a ridurre il tasso di morbilità e mortalità delle madri e dei neonati, a prescindere dal tipo di parto, affrontando anche il tema dei comportamenti a rischio durante la gravidanza (p. es. il consumo di alcol e tabacco). Considerato che alcol e tabacco sono fattori di rischio per la gravidanza, uno dei progetti del Programma nazionale per smettere di fumare dell'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo è specificamente rivolto alle donne incinte. Il Programma nazionale alcol formula raccomandazioni sul consumo di alcol durante la gravidanza che possono essere seguite anche successivamente. Nel quadro del Programma nazionale alimentazione e attività fisica, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha redatto l'opuscolo "Alimentazione durante la gravidanza e l'allattamento" (www.pubblicazionifederali.admin.ch > Dipartimento federale dell'interno > Sicurezza alimentare - Veterinaria > Alimentazione > Alimentazione gravidanza). Dal 2017, questo tema fa parte anche della Strategia nutrizionale svizzera. Infine, l'iniziativa dell'Unicef "Ospedali amici dei bambini" dovrà contribuire a garantire un buon inizio di vita e promuovere la salute delle madri e dei neonati e l'allattamento.

Risposta del Consiglio federale.