16.3026 · Interpellanza · 2016-03-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Considerato il crescente numero di avvelenamenti di falchi pellegrini e altri rapaci in Svizzera, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che negli ultimi dieci anni in alcune regioni si è registrata una preoccupante diminuzione di circa il 40 per cento delle popolazioni di falchi pellegrini con un contemporaneo aumento degli indizi di avvelenamento sistematico di questi animali?
2. Quali misure intraprende in collaborazione con i cantoni per lottare contro questi avvelenamenti?
3. La tenuta di piccioni da allevamento e da competizione rientra nell'obbligo di autorizzazione?
4. Le FFS, che sovente cedono in affitto terreni agli allevatori di piccioni, controllano le attività svolte sui loro terreni? Le FFS hanno veramente bisogno di questi proventi?
5. È garantito che i casi accertati di avvelenamento sono perseguiti in modo rigoroso e che agli autori sono comminate sanzioni esemplari e divieti di tenuta di animali?
Begründung
Negli ultimi anni sono stati resi noti numerosi casi di avvelenamento di rapaci (falchi pellegrini, sparvieri, astori). Le ricerche effettuate hanno evidenziato una stretta correlazione con i detentori di piccioni. Nel maggio del 2011, ad esempio, una webcam ha registrato l'agonia di una femmina di falco pellegrino nel suo luogo di nidificazione situato su una ciminiera in pieno centro di Zurigo dopo aver iniziato a mangiare un piccione da allevamento appena catturato. La causa della morte fu un neurotossico applicato volontariamente sul piumaggio del piccione allo scopo di uccidere il falco pellegrino, una specie protetta. Numerosi fori Internet menzionano questa pratica comune presso i detentori di piccioni.
Nel 2014-15 nella regione di Zurigo almeno altri cinque rapaci sono stati avvelenati applicando lo stesso metodo. Altri casi simili sono presunti nei cantoni di Argovia, Basilea Campagna, Basilea Città e San Gallo. Il numero effettivo è comunque alquanto impreciso, in quanto, di regola, i falchi morti non vengono ritrovati. Chi avvelena i falchi pellegrini con piccioni appositamente preparati viola numerose disposizioni di legge. Il fatto è gravissimo. L'avvelenamento di rapaci rappresenta inoltre un rischio per altri animali selvatici, per gli animali domestici e, non da ultimo, per l'uomo (in particolare per i bambini che trovano un piccione morto). Per poter porre fine agli avvelenamenti occorre analizzare diverse misure evocate nelle domande precedenti.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le popolazioni di numerose specie di rapaci sono cresciute negli ultimi cinquant'anni. Negli anni Novanta il falco pellegrino nidificava di nuovo su tutto il territorio nazionale. Questi sviluppi sono riconducibili tra l'altro a una migliore protezione giuridica e al divieto di utilizzazione di determinati prodotti ecotossici (p. es. il DDT). Da alcuni anni la popolazione di falchi pellegrini è effettivamente in calo a causa di processi naturali quali la dipendenza dalla densità e la predazione da parte di popolazioni crescenti di gufi reali oppure di probabili azioni mirate a livello locale (p. es. avvelenamenti) da parte dell'uomo. La diminuzione delle popolazioni di falchi pellegrini negli ultimi anni è particolarmente evidente nella zona di Zurigo-Brugg-Olten e nella regione di Basilea.
2. L'esecuzione della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (RS 922.01) è di competenza dei cantoni. La Confederazione sostiene i cantoni attraverso programmi di sorveglianza dell'avifauna e fornisce le basi per la protezione degli uccelli. Le autorità cantonali denunciano i casi notificati o i sospetti motivati di avvelenamento di rapaci.
3. Per la tenuta di piccioni non sono necessarie autorizzazioni ufficiali. Sono tuttavia applicate le disposizioni dell'ordinanza sulla protezione degli animali (RS 455.1, art. 3-6, all. 1, tab. 9-3).
4. In risposta ai nostri chiarimenti, FFS Immobili afferma di non essere a conoscenza di contratti di affitto espliciti con allevatori di piccioni. Per le FFS è importante che per l'utilizzazione delle superfici affittate i locatari si attengano alle prescrizioni di sicurezza attinenti al traffico ferroviario, alle disposizioni antincendio o alle altre disposizioni di sicurezza locali. Di regola, le FFS non fissano altre condizioni per i loro locatari.
5. L'esecuzione penale e la valutazione giudiziaria di questi casi è di competenza dei cantoni. Il Consiglio federale è convinto che gli organi esecutivi cantonali svolgono i loro compiti.
Risposta del Consiglio federale.