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Il Consiglio federale deve chiedere la disattivazione immediata della centrale nucleare di Fessenheim dopo il grave incidente tenuto nascosto

16.3048 · Mozione · 2016-03-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In considerazione della portata dell'incidente verificatosi il 9 aprile 2014 nella centrale nucleare di Fessenheim, il Consiglio federale è invitato a:

1. esigere immediatamente dalle autorità francesi informazioni dettagliate in merito all'incidente e allo stato della procedura di disattivazione più volte annunciata;

2. attivare con i governi dei Länder interessati e con il governo federale tedesco dei processi finalizzati a intervenire presso il governo francese per salvaguardare in modo vincolante i nostri interessi di sicurezza nazionali.

Begründung

Da anni i parlamentari della Svizzera nord-occidentale chiedono al Consiglio federale di sfruttare il suo margine di manovra diplomatico per proteggere la nostra popolazione dai pericoli derivanti dalla centrale nucleare di Fessenheim, un impianto con molti problemi che dovrebbe essere chiuso. Riceviamo tuttavia sempre la stessa risposta, vale a dire che non esistono basi legali a livello internazionale per esigere la chiusura di una centrale nucleare in un altro Stato.

Il 4 marzo ci è giunta notizia che è stato tenuto nascosto un grave incidente nella centrale nucleare più vecchia della Francia. Secondo ricerche del WDR e della "Süddeutsche Zeitung", per alcuni minuti sono mancate le informazioni sullo stato del nocciolo del reattore, cosa che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime; secondo l'esperto di vigilanza nucleare tedesco Mertins si tratterebbe dell'evento più pericoloso sinora verificatosi in una centrale nucleare dell'Europa occidentale. Una catastrofe nucleare interesserebbe i circa 2 milioni di persone residenti nella regione del Reno superiore e distruggerebbe l'economia e la base di sostentamento dell'intera regione.

Il 4 marzo 2016 la Renania-Palatinato e il governo federale tedesco hanno giustamente chiesto ufficialmente la disattivazione immediata della centrale di Fessenheim. Né l'ASN (Autorité de sûreté nucléaire), né l'autorità internazionale di vigilanza di Vienna sono state informate in maniera trasparente.

La centrale di Fessenheim presenta un contenitore in calcestruzzo di spessore ridotto, saldature difettose, una piscina di raffreddamento non sufficientemente sicura, una cultura della sicurezza discutibile e un'elevata frequenza di incidenti. L'impianto si trova in una zona a rischio sismico; una rottura del canale di derivazione dal Reno comprometterebbe l'alimentazione elettrica e il raffreddamento, con possibili danni al nocciolo del reattore in un breve arco di tempo. Conclusione: la sicurezza della popolazione della regione del Reno superiore non può al momento essere garantita. Anche il Consiglio federale deve chiedere l'immediata disattivazione di Fessenheim.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Già il 14 marzo 2016, nel quadro della risposta alla domanda Schenker Silvia 16.5096, Centrale nucléaire de Fessenheim. Information immédiate concernant les accidents", il Consiglio federale aveva richiamato l'attenzione sul fatto che il 17 aprile 2014 l'autorità francese "Autorité de surveillance nucléaire" (ASN) aveva informato il pubblico dell'evento in questione (http://www.asn.fr/Controler/Actualites-du-controle/Avis-d-incident-des-installations-nucleaires/Inondation-interne-dans-la-partie-non-nucleaire-du-reacteur-n-1). L'evento era stato classificato da questa autorità al primo livello della "International Nuclear Event Scale" (scala INES), vale a dire come anomalia. La scala INES è oggi universalmente utilizzata e comprende sette livelli; il livello 7 è quello corrispondente alla massima gravità.

Inoltre, l'ASN e l'esercente della centrale nucleare di Fessenheim hanno fornito informazioni nell'ambito di due sedute della commissione regionale d'informazione "Commission locale d'information et de surveillance de Fessenheim" (CLIS), il 23 giugno 2014 e il 2 ottobre 2014. A questi incontri hanno preso parte anche rappresentanti del cantone di Basilea Città e di numerosi media. Le relative informazioni sono disponibili sul sito http://www.haut-rhin.fr/clis. L'ASN ha inoltre informato in merito all'evento e alle misure adottate nel quadro della seduta congiunta della commissione franco-svizzera per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ("Commission franco-suisse de sûreté nucléaire et de radioprotection", CFS) del settembre 2014.

Sulla base della documentazione in possesso dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), la classificazione sulla scala INES effettuata dall'autorità di vigilanza francese è plausibile. Secondo l'IFSN non vi sono indizi che possano far pensare che il reattore si sia trovato in un qualsiasi momento in uno stato incontrollato: il reattore è stato spento lentamente con i sistemi d'esercizio. Gli operatori della centrale disponevano in ogni momento dell'opzione dello spegnimento rapido del reattore. Il sistema d'iniezione d'emergenza di boro non è stato utilizzato.

Un punto dell'ordine del giorno della seduta annuale della CFS (prossima seduta: 19-21 settembre 2016) è dedicato alla centrale nucleare di Fessenheim. In quell'occasione, l'ASN riferirà anche sullo stato dell'annunciata disattivazione della centrale.

Per queste ragioni il Consiglio federale non ritiene necessario esigere immediatamente dalle autorità francesi informazioni più dettagliate in merito all'incidente.

2. Il Consiglio federale si rende conto della necessità di intensificare la discussione sulle centrali nucleari a livello internazionale. Nel quadro dei suoi contatti con i rappresentanti del governo francese, ha regolarmente affrontato il tema della sicurezza nucleare ed è intenzionato a farlo anche in futuro. La CFS assicura lo regolare scambio di informazioni sulle questioni nucleari. Gli accordi bilaterali fra la Svizzera e la Francia attualmente in vigore (Accordo di cooperazione del 1988 relativo all'impiego pacifico dell'energia nucleare, RS 0.732.934.9, e Accordo del 30 novembre 1989 sugli scambi d'informazioni in caso d'incidente o d'infortunio che possa avere conseguenze radiologiche, RS 0.732.323.49) sono applicabili anche alla messa fuori servizio e alla disattivazione di centrali nucleari. Lo scambio d'informazioni su questo tema è quindi già oggi disciplinato in modo vincolante. Anche la Germania ha sottoscritto, nel 1976, un accordo bilaterale con la Francia sullo scambio d'informazioni relative agli impianti nucleari vicini al confine e istituito una commissione franco-tedesca per le questioni relative alla loro sicurezza (DFK). In base al diritto internazionale e al principio di precauzione non si può affermare che la Francia non abbia adempiuto ai propri obblighi.

Per quanto riguarda la richiesta tedesca citata nella motivazione della mozione occorre precisare che non si tratta di una richiesta ufficiale del governo tedesco, ma di un comunicato della ministra tedesca per l'ambiente, la protezione della natura, la costruzione e la sicurezza dei reattori redatto in prima persona singolare (http://www.bmub.bund.de/presse/pressemitteilungen/pm/artikel/hendricks-fessenheim-muss-vom-netz/).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.