16.3060 · Interpellanza · 2016-03-09
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. È vero che il numero di psichiatri in Svizzera diminuisce continuamente e che è difficile trovare nuove leve in questo settore?
2. Quali misure intende adottare per evitare lacune nel trattamento delle malattie psichiche e garantire a chi ne soffre di continuare a ricevere un'assistenza efficiente ed efficace tramite l'assicurazione di base?
3. Per quale motivo l'Ufficio federale della sanità pubblica ha interrotto il processo in corso finalizzato a un cambiamento del sistema (sostituzione della psicoterapia delegata, creazione di un modello di prescrizione a livello OAMal/OPre)? Quando proseguiranno i lavori?
4. Come si può garantire che il cambiamento di sistema avvenga mantenendone invariati i costi?
Begründung
L'assistenza psicoterapeutica è attualmente assicurata da psichiatri e psicoterapeuti psicologi. Questi ultimi possono fatturare prestazioni ambulatoriali all'assicurazione di base indirettamente, tramite un medico delegante (psicoterapia delegata). Si stima che entro il 2020 mancheranno fino a mille psichiatri (Bollettino dei medici svizzeri, 94:8, 2013, in tedesco e francese). Le nuove leve scarseggiano. Sono troppo pochi i giovani medici che decidono di specializzarsi in psichiatria.
Tra gli psicoterapeuti psicologi, invece, non vi sono problemi di ricambio generazionale. Per garantire l'assistenza sul medio termine, il Consiglio federale ha annunciato nel 2011 un cambiamento di sistema (interrogazione Prelicz-Huber 11.1068). Il vigente modello della psicoterapia delegata era stato pensato come soluzione transitoria da applicare fino all'armonizzazione e al disciplinamento della formazione e del perfezionamento a livello nazionale, i cui presupposti erano stati fissati nella legge federale sulle professioni psicologiche, entrata in vigore il 1° aprile 2013. Su incarico del DFI, l'UFSP ha in seguito elaborato, insieme alle associazioni interessate, una modifica d'ordinanza finalizzata all'assunzione diretta da parte dell'assicurazione di base delle prestazioni di psicoterapia psicologica. Il processo è stato tuttavia interrotto senza spiegazioni nel 2014. Vi è quindi ragione di chiedersi come il Consiglio federale intenda garantire a medio termine l'assistenza alle persone affette da malattie psichiche.
Studi epidemiologici mostrano un'elevata frequenza di disturbi e malattie psichiche. I costi di queste malattie per l'economia svizzera sono stimati a più di 19 miliardi di franchi all'anno, ossia il 3,2 per cento del PIL. Un'assistenza psicoterapeutica adeguata permetterebbe di ridurre notevolmente i costi diretti, ma anche quelli indiretti dovuti a diminuzione della produttività, lunghe assenze dal lavoro ed elevati oneri per prestazioni sociali. Un'assistenza lacunosa impedisce o ritarda l'accesso delle persone ai trattamenti necessari e può provocare la cronicizzazione di molti disturbi.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La statistica della FMH sui medici professionalmente attivi in Svizzera permette di rilevare un aumento di medici con specializzazione principale in psichiatria e psicoterapia (da 2701 nel 2008 a 3521 nel 2014). Anche i dati del registro delle professioni mediche confermano un incremento delle autorizzazioni all'esercizio della professione rilasciate in questo ambito. Nel settore stazionario la statistica ospedaliera mette in luce un'intensificazione dell'attività medica nelle cliniche psichiatriche.
Tuttavia la Svizzera è dipendente dall'estero riguardo all'assunzione di nuove leve. La quota di psichiatri con titoli federali di formazione e perfezionamento è diminuita dal 2011 al 2014 dal 77,3 al 67,6 per cento. Tra il 2011 e il 2014, quasi due terzi delle autorizzazioni cantonali all'esercizio della professione sono stati rilasciati a psichiatri che hanno svolto la loro formazione o il loro perfezionamento interamente o in parte all'estero. L'età media degli psichiatri è di 55 anni, di un anno e mezzo superiore a quella dei medici di base (53,5 anni). Negli ultimi quattro anni la quota degli ultracinquantacinquenni in campo psichiatrico è rimasta stabile al 51 per cento, rispetto al 46 per cento dei medici di base.
2. Le cifre riportate al punto 1 sull'evoluzione del numero degli psichiatri in Svizzera non indicano l'esistenza di un'assistenza lacunosa né prevedono una tendenza in questa direzione in futuro. Nel suo rapporto "Futuro della psichiatria" dell'11 marzo 2016, redatto in adempimento del postulato Stähelin 10.3255 (www.bag.admin.ch; > Temi > Politica della sanità > Salute mentale > Salute mentale e disturbi psichici > Postulato sul futuro della psichiatria), il Consiglio federale afferma che la Svizzera dispone di un'assistenza psichiatrica di elevata qualità. Ciononostante il rapporto ravvisa la necessità di intervenire. In collaborazione con i cantoni e la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), occorre migliorare il coordinamento delle offerte, le qualifiche del personale curante e la base di dati disponibile sull'assistenza. Questi obiettivi riflettono quelli fissati nella Strategia sanità 2020, ossia la promozione della salute psichica, il miglioramento del sostegno ai malati psichici e la promozione di un'offerta di cure al passo con i tempi. La fondazione Promozione Salute Svizzera intende essere maggiormente attiva nel campo della salute mentale, promovendo tra l'altro i programmi di azione cantonali in questo ambito.
Il Consiglio federale s'impegna per la promozione delle nuove leve svizzere in campo medico e intende sostenere finanziariamente l'aumento del numero di diplomi in medicina umana nelle università con un credito supplementare di 100 milioni di franchi. In tal senso, dal 2017 al 2020 sarà finanziato un programma speciale elaborato congiuntamente con la Conferenza svizzera delle scuole universitarie. Il 24 febbraio 2016 il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il relativo messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2017-2020.
3./4. Tuttora le psicoterapie svolte da psicoterapeuti psicologi nello studio di un medico, sotto la sua sorveglianza e responsabilità, sono rimborsate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS; cosiddetta "psicoterapia delegata"). Con l'entrata in vigore il 1° aprile 2013 della legge federale sulle professioni psicologiche (RS 935.81) e la relativa ordinanza sulle professioni psicologiche (RS 935.811), sono state introdotte denominazioni professionali protette e disciplinati la formazione e il perfezionamento, nonché l'esercizio della professione di psicoterapeuta psicologo. Attualmente sono in esame diversi modelli di autorizzazione.
Al centro della riflessione, iniziata nel 2013, vi è l'esame dell'autorizzazione degli psicoterapeuti psicologi in qualità di persone che forniscono prestazioni su prescrizione o mandato di un medico. Nel luglio 2014 le condizioni quadro abbozzate dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) sono state discusse con le organizzazioni interessate, che avevano la possibilità di completare le opzioni presentate con proposte concrete, in particolare riguardo alla garanzia della qualità e all'economicità. Si cercavano soluzioni che potessero apportare miglioramenti effettivi e che al contempo non fossero eccessivamente onerose per l'AOMS. Nell'estate 2015, dopo l'esame di diversi approcci risolutivi e delle loro conseguenze, il DFI è giunto alla conclusione che non vi fossero sufficienti informazioni per deliberare in merito al problema dell'assistenza e ha deciso di commissionare degli studi in merito. Una volta ottenuti i risultati, attesi per l'autunno 2016, si deciderà su un eventuale cambiamento di sistema dal modello della delega a quello della prescrizione.
Risposta del Consiglio federale.