Modifica della legge sugli stranieri. Il diritto vigente in materia di integrazione, aiuto sociale, obblighi scolastici e provvedimenti penali dev'essere applicato in modo più vincolante
16.307 · Iniziativa cantonale · 2016-04-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di San Gallo presenta la seguente iniziativa:
La legge federale sugli stranieri dev'essere modificata in questo senso:
1. Ai cittadini non-UE/AELS è rilasciato e prorogato un permesso di dimora o di domicilio soltanto se osservano un accordo d'integrazione con criteri chiaramente misurabili che va concluso obbligatoriamente. È in particolare fondamentale che siano accettati l'ordinamento giuridico svizzero e i valori locali e si possano dimostrare sufficienti conoscenze linguistiche.
2. Il rifiuto persistente di fare sforzi in vista dell'integrazione e in particolare l'inosservanza da parte dei genitori/educatori degli obblighi scolastici stabiliti dal disciplinamento scolastico cantonale dovrebbero costituire motivi legali per la revoca di un permesso.
3. Occorre stabilire concretamente le fattispecie penali che comportano la revoca di un permesso e le sanzioni passate in giudicato devono essere cumulate.
4. Conformemente alla legge sugli stranieri una revoca è ammissibile se lo straniero o una persona a suo carico dipende dall'aiuto sociale in maniera durevole e considerevole. Occorre stabilire un valore soglia o indicazioni vincolanti per legge sull'entità dell'aiuto sociale che rendono possibile una revoca.
5. Nel caso di stranieri domiciliati che si oppongono a sforzi d'integrazione dev'essere prevista la possibilità della revoca del permesso di domicilio o del declassamento a un permesso di dimora.
Begründung
Il Gran Consiglio del cantone di San Gallo si adopera affinché gli stranieri imparino e accettino la lingua, la cultura, le regole e l'ordinamento giuridico del nostro Paese. Purtroppo non è sempre così, come mostrato dall'esempio reso pubblico recentemente di una famiglia bosniaca nel cantone di San Gallo, il quale ha suscitato grande indignazione nell'opinione pubblica. Per il legislativo cantonale di San Gallo è assolutamente incomprensibile perché in questo caso non sia stato revocato il permesso di domicilio, sebbene sussistano validi motivi. I genitori persistono nel rifiutare e nel non rispettare gli obblighi scolastici previsti dalla legge cantonale sulla scuola pubblica. Nel caso in esame vi è altresì una significativa e persistente dipendenza dagli aiuti sociali. Il padre ha inoltre violato i doveri d'assistenza e di educazione in modo rilevante dal profilo penale. La famiglia professa pure opinioni estremiste o fondamentaliste non compatibili con il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia.
Nel 2008, in occasione della trattazione della mozione 42.08.18 (iniziativa cantonale, "Legge sugli stranieri. Precisazioni - l'integrazione richiede adeguamento") il governo del cantone di San Gallo argomentava che l'iniziativa cantonale non faceva altro che sfondare una porta aperta e che le lacune dell'allora vigente legge sugli stranieri a livello federale erano già state individuate e le modifiche erano state avviate. Non riteneva pertanto necessario affiancare la revisione in corso della legge sugli stranieri con un'iniziativa cantonale.
Il Gran Consiglio del cantone di San Gallo partiva dal presupposto che i criteri d'integrazione siano stabiliti in tal senso per legge, che una mancata e rifiutata integrazione comporti una sanzione, ossia la revoca del permesso di dimora e di domicilio. Tuttavia, secondo le dichiarazioni pubbliche dell'Ufficio della migrazione del cantone di San Gallo una revoca del permesso di domicilio della citata famiglia bosniaca non è possibile in base alla vigente legge sugli stranieri. Non è possibile, sebbene la famiglia in questione non sia per nulla integrata, viva da anni dell'aiuto sociale, non cooperi con le diverse autorità e i genitori siano comparsi più volte in tribunale.
Poiché evidentemente le disposizioni del diritto federale in materia di migrazione non ammettono una revoca del permesso di dimora e del permesso di domicilio per i cittadini non-UE/AELS anche in presenza di un ripetuto e deliberato comportamento non conforme al nostro ordinamento giuridico, di una mancata autosufficienza economica e di un rifiuto costante di integrarsi, occorre intervenire politicamente. Una legislazione inequivocabile è opportuna soprattutto nell'interesse dei molti stranieri che hanno la volontà di integrarsi e di adeguarsi.