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16.3080 · Postulato · 2016-03-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di analizzare in un rapporto le ripercussioni della creazione di un mercato interno digitale nell'UE sull'economia svizzera e di rispondere, in particolare, alle seguenti domande:

1. Quali differenze vi sono tra la legislazione dell'UE e le norme giuridiche svizzere in materia di mercato interno digitale?

2. Come potrebbero ripercuotersi queste differenze sulle imprese svizzere che vendono i propri prodotti e servizi on line e sui consumatori?

3. Quali strategie ha in mente il Consiglio federale per far sì che le imprese svizzere godano di un accesso paritario al mercato interno digitale dell'UE?

Begründung

Nel maggio del 2015 la Commissione europea ha approvato un'agenda per la creazione di un mercato digitale interno con l'obiettivo di eliminare gli ostacoli legali al commercio tra gli Stati membri e favorire la crescita e l'innovazione. Entro la fine del 2016 dovranno essere sottoposte al Parlamento europeo e agli Stati membri 16 misure per riunire in un unico mercato digitale i 28 mercati nazionali. Molte di queste misure riguardano il commercio elettronico transfrontaliero, il cui accesso deve essere semplificato, in particolare per le PMI.

La creazione di questo mercato interno solleva alcuni interrogativi per quanto riguarda gli effetti sull'economia svizzera e sui consumatori. In particolare, gli operatori svizzeri potrebbero essere discriminati dall'armonizzazione a livello europeo delle norme per il commercio on line. Questa decisione potrebbe far sì che le nostre imprese si ritrovino isolate in un settore con un forte potenziale di crescita. Come dimostrano diversi studi (tra cui Der Schweizer Online-Handel - Internetnutzung Schweiz 2015 a cura del centro di ricerca sulla gestione commerciale dell'Università di San Gallo) è in corso un massiccio spostamento dei flussi di vendita dal mercato tradizionale a quello elettronico. Anche gli acquisti on line effettuati all'estero (commercio elettronico transfrontaliero) sono in costante crescita. Inoltre, grazie all'e-commerce molte startup e imprese di nicchia innovative hanno trovato nuove possibilità di sviluppo.

Nella strategia per una società dell'informazione in Svizzera del 2012 il Consiglio federale si è espresso a favore del rafforzamento dell'e-economy "[tenendo] conto anche delle esigenze specifiche per le PMI" (pag. 10). Conformemente a questa strategia è necessario approfondire le ripercussioni del mercato interno digitale sull'economia svizzera e proporre misure adeguate per evitare eventuali discriminazioni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Anche il Consiglio federale ritiene che sia necessario seguire e analizzare l'attività della Commissione europea per consolidare il mercato interno digitale dell'UE. I lavori in corso potrebbero avere ripercussioni sulla Svizzera, ad esempio nell'ambito del diritto d'autore o del geoblocco (pratica applicata dai rivenditori on line che consiste nel bloccare l'accesso ai siti in altri Paesi o a non fornire beni e servizi in altri Paesi). Il Consiglio federale si sta impegnando per far sì che il rafforzamento del mercato digitale dell'UE non penalizzi la Svizzera e per avviare tempestivamente misure adeguate.

Per questo la missione della Svizzera presso l'Unione europea a Bruxelles e i servizi competenti dell'amministrazione federale seguono da vicino gli sviluppi e informano costantemente il Consiglio federale. Nell'ambito della strategia Svizzera digitale, che dà seguito alla strategia per una società dell'informazione in Svizzera approvata dal Consiglio federale il 26 aprile 2016, e della nuova politica di crescita 2016-2019 si prevede di continuare l'attività di monitoraggio e, se necessario, di proporre modifiche legislative.

Per favorire un equo accesso delle imprese svizzere al mercato digitale dell'UE, nel quadro della nuova strategia di e-government 2016-2019 la Confederazione, i cantoni e i comuni hanno previsto la creazione di un'identità elettronica riconosciuta a livello nazionale e internazionale compatibile con le norme UE.

Non bisogna dimenticare che gli sforzi dell'UE per realizzare un mercato unico digitale sono ancora all'inizio. Come afferma l'autore del postulato, la Commissione europea sottoporrà al Parlamento europeo e agli Stati membri alcune proposte di attuazione entro la fine del 2016. Il risultato del processo legislativo successivo non è prevedibile e prima che le misure vengano attuate passeranno alcuni anni. Pertanto la legislazione dell'UE in materia di mercato interno digitale non è ancora nota. Considerata la tabella di marcia dell'Unione europea non è opportuno svolgere l'analisi richiesta nel postulato nel periodo di tempo di due anni previsto per l'adempimento.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.