16.3082 · Interpellanza · 2016-03-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a presentare i motivi alla base del rafforzamento della protezione delle superfici per l'avvicendamento delle colture (SAC) nell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (OPT) e a prendere posizione in merito all'interpretazione dell'articolo 30 capoverso 1bis OPT da parte dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), al fine di trovare, entro breve, una soluzione conforme ai principi della nuova legge sulla pianificazione del territorio (LPT) approvata dalle Camere federali e accettata dal popolo nella votazione federale del 3 marzo 2013.
Begründung
Recentemente l'ARE ha interposto ricorso contro tre decisioni cantonali che approvavano la modifica delle zone edificabili in due comuni dell'agglomerato di Delémont. I ricorsi si basavano in particolare sul non rispetto dell'articolo 30 capoverso 1bis OPT, che regola l'assegnazione delle superfici di avvicendamento delle colture (SAC) alle zone edificabili. Secondo questa disposizione, le SAC possono essere azzonate soltanto se:
a. senza sfruttare tali zone, non è ragionevolmente possibile raggiungere un obiettivo importante anche dal punto di vista del cantone; e
b. viene garantito che le superfici sfruttate sono impiegate in modo ottimale secondo lo stato attuale delle conoscenze.
Si pone tuttavia la questione della compatibilità di questa disposizione con la LPT. In effetti, la disposizione dell'ordinanza limita notevolmente l'azzonamento in una zona edificabile di superfici considerate come SAC, mentre la LPT disciplina la protezione delle SAC solo come uno dei vari interessi da osservare nella relativa ponderazione per l'approvazione di un piano di utilizzazione. Inoltre, questa disposizione comporta un trattamento differenziato delle SAC rispetto agli altri tipi di superficie; se le SAC sono destinate all'edificazione devono essere fortemente densificate, anche se non è opportuno in considerazione di altri obiettivi e principi della pianificazione territoriale (ad es. densificazione di un insediamento situato in prossimità dei trasporti pubblici). Tuttavia, questo obbligo di densificare al massimo le SAC azzonate non dipende dalla LPT, anzi.
Se già l'OPT sembra andare oltre a quanto concesso dalla LPT, l'interpretazione fatta dall'ARE nel suo rapporto esplicativo del maggio 2014 pare proprio contra legem. Per l'ARE, infatti, il fatto di destinare delle SAC all'edificazione di case unifamiliari non corrisponde a un'utilizzazione ottimale secondo lo stato delle conoscenze. Ciò significa però, da un lato, vietare la costruzione di nuove case unifamiliari nei comuni circondati da SAC (una situazione che si presenta sovente nei comuni di pianura), poiché a questo punto non dispongono più di terreni edificabili, e dall'altro favorire la costruzione di case unifamiliari nei comuni senza SAC (in particolare i comuni di mezza montagna). Tutto questo, ovviamente, non è sensato da un punto di vista dello sviluppo territoriale.
Il legislatore tuttavia non voleva spingersi così lontano nella protezone delle SAC. Questo aspetto, d'altro canto, è stato tolto dalla procedura di revisione in corso della LPT (seconda fase). Ad ogni modo, le disposizioni dell'OPT sulla protezione delle SAC riprendono lo spirito del primo progetto della seconda fase di revisione della LPT, poi abbandonato. Sembra quindi che l'introduzione dell'articolo 30 capoverso 1bis nell'OPT anticipi un'eventuale revisione legislativa; tanto più che l'ARE ha optato per un'interpretazione molto rigida di questa disposizione, utilizzata poi per bloccare progetti di pianificazione di notevole portata per lo sviluppo territoriale di taluni comuni. Questa situazione stride con il nostro concetto di gerarchia delle norme.
Il Consiglio federale è perciò invitato a spiegare i motivi alla base del rafforzamento della protezione delle SAC nell'OPT e a prendere posizione in merito all'interpretazione dell'articolo 30 capoverso 1bis OPT da parte dell'ARE, al fine di trovare, entro breve, una soluzione conforme ai principi della nuova LPT approvata dalle Camere federali e accettata dal popolo nella votazione federale del 3 marzo 2013.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel quadro della revisione parziale del 15 giugno 2012 della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700), il legislatore ha voluto rafforzare notevolmente la salvaguardia delle superfici per l'avvicendamento delle colture. Da un lato, ha completato il principio pianificatorio, secondo cui vanno mantenute per l'agricoltura sufficienti superfici coltive idonee, indicando espressamente che questo principio va rispettato in particolare per le superfici per l'avvicendamento delle colture (cfr. art. 3 cpv. 2 lett. a LPT). In seguito, ha accordato un peso maggiore, rispetto al passato, al mantenimento delle superfici di avvicendamento delle colture, citandole in modo esplicito in relazione ai criteri materiali da soddisfare nella definizione di nuove zone edificabili (art. 15 cpv. 3 LPT). Questo rafforzamento della salvaguardia delle superfici per l'avvicendamento delle colture non significa però che quest'ultime non possano più in nessun caso essere sfruttate per un azzonamento. Tuttavia, il legislatore chiede ora che tali azzonamenti rivestano un interesse sufficientemente importante e che lo sfruttamento delle superfici per l'avvicendamento di colture rimanga, nel limite del possibile, ridotto ai minimi termini.
Stabilendo così nell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT; SR 700.1) i criteri materiali da soddisfare in caso di un azzonamento connesso alle superfici per l'avvicendamento delle colture (art. 30 cpv. 1bis OPT), il Consiglio federale non ha eluso le disposizioni della LPT, ma le ha bensì attuate in maniera appropriata. L'articolo 30 capoverso 1bis lettera a OPT, secondo cui l'obiettivo di un tale azzonamento debba essere importante anche dal punto di vista del cantone, garantisce che l'azzonamento persegua un interesse sufficientemente forte. La lettera b, che esige che le superfici sfruttate siano impiegate in modo ottimale secondo lo stato attuale delle conoscenze, mira a ridurre al minimo lo sfruttamento delle superfici in questione: se le superfici per l'avvicendamento delle colture sono già destinate a uno scopo non agricolo, allora questa utilizzazione deve risultare la più densa possibile affinché l'estensione della superficie sfruttata resti la più contenuta possibile. In questo senso, le zone destinate a case unifamiliari non corrispondono a un'utilizzazione ottimale secondo lo stato attuale delle conoscenze. Di regola, verranno quindi escluse dalle superfici per l'avvicendamento delle colture. Tuttavia non potranno nemmeno essere ammesse senza una verifica delle altre superfici coltive: mantenere queste superfici necessarie all'agricoltura costituisce infatti un compito fondamentale previsto dalla legge sulla pianificazione del territorio.
Alla luce del continuo calo di superfici coltive e, in particolare, di superfici per l'avvicendamento delle colture, il Consiglio federale ritiene opportuno continuare a rafforzare la salvaguardia di queste risorse. Inoltre, si stanno riducendo sempre più le riserve di superfici per l'avvicendamento delle colture rispetto al margine imposto dal piano settoriale e taluni cantoni non rispettano già più l'estensione totale minima a loro assegnata. D'intesa con i cantoni, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha perciò istituito un gruppo di lavoro per la rielaborazione del piano settoriale del 1992 sulle superficie per l'avvicendamento delle colture. Per questo motivo, il tema della salvaguardia delle superfici per l'avvicendamento delle colture è stato tolto dal progetto della seconda fase di revisione parziale della LPT.
Risposta del Consiglio federale.