16.3155 · Mozione · 2016-03-17
Dipartimento degli affari esteri
Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di intensificare la sua attività diplomatica presso le autorità dell'Eritrea per cercare di ridurre, nella misura del possibile, i flussi dei profughi e/o dei migranti provenienti da questo Paese.
Il primo obiettivo consisterà nel provare a ottenere un impegno maggiore da parte delle autorità eritree nell'ambito del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in questo Paese, per permettere alla popolazione eritrea di vivere in un ambiente più sicuro e quindi di non dover più cercare asilo altrove.
Il secondo obiettivo sarà di concludere un accordo secondo cui l'Eritrea accetti di accogliere i suoi cittadini che, dopo aver lasciato il Paese, vi fanno ritorno. Per essere credibile, questo accordo dovrà comprendere l'invio di osservatori internazionali neutri sul posto, per verificare che i migranti che rientrano non subiscano maltrattamenti.
Il terzo obiettivo consisterà nel realizzare, con altri Stati occidentali (ed eventualmente con l'ufficio locale del PNUS), un programma di accompagnamento per lo sviluppo economico del Paese volto, in particolare, a reintrodurre progressivamente un'economia di mercato in grado di creare impieghi e prospettive locali, quando le condizioni di governance saranno soddisfatte.
Begründung
La presente mozione sostituisce quella presentata dal sottoscritto il 1° marzo 2016 (16.3020), alla luce delle spiegazioni ricevute l'8 febbraio dal DFGP e dal DFAE.
Vari segni convergenti mostrano che il regime eritreo è disposto a una certa apertura e a concedere agevolazioni. Questo sviluppo deve essere sostenuto e accompagnato da un dialogo diretto, con cui la Svizzera potrà portare avanti l'idea di una ripresa delle visite dei luoghi di detenzione da parte del CICR.
L'insieme di queste misure dovrebbe permettere di ridurre sostanzialmente la concessione quasi automatica di statuto di rifugiato agli eritrei, evitando in questo modo di incoraggiare le migrazioni economiche. A coloro che beneficiano già dello statuto di rifugiato riconosciuto si potrebbe proporre di rientrare in patria incentivandoli mediante una somma di reinserimento.
La prospettiva di trovare rapidamente un impiego sul posto sarebbe un altro stimolo a ritornare. L'attuazione progressiva di un'economia di mercato potrebbe essere stimolata con la creazione di aziende, di programmi di aiuto all'imprenditoria e di microcrediti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche e cura il dialogo con l'Eritrea. Opera in collaborazione con Paesi partner europei per fissare un'agenda di discussione volta a migliorare la situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nonché le prospettive della popolazione eritrea. Tuttavia, la situazione in Eritrea rimane opaca e le possibilità di cooperare con questo Paese sono attualmente limitate. Il Consiglio federale non si oppone alla conclusione di un accordo di riammissione. Finora, però, l'Eritrea rifiuta sistematicamente ogni genere di collaborazione nei casi di ritorno forzato. Inoltre, vista l'assenza di garanzie in merito alla sicurezza per le persone che fanno ritorno al Paese, i rinvii sono eccezionali.
Nelle sue risposte all'interpellanza Müller Philipp 16.3039 e all'interrogazione Sommaruga Carlo 16.5053, il Consiglio federale si esprime sulla situazione attuale e sull'impegno della Svizzera in Eritrea. Ha inoltre proposto di accogliere il postulato Pfister Gerhard 15.3954, "Informazioni chiare sull'Eritrea", adottato dal Consiglio nazionale. In questo ambito il Consiglio federale presenterà gli approcci politici che avranno più possibilità di sfociare in un miglioramento della situazione in Eritrea prendendo in considerazione il dialogo bilaterale e le misure coordinate a livello internazionale. Questo rapporto, che sarà presentato nell'autunno del 2016, terrà anche conto delle esperienze passate e delle difficoltà della cooperazione svizzera.
Il Consiglio federale condivide in linea di massima gli obiettivi dell'autore della mozione e continua a operare in questo senso tenendo conto delle condizioni quadro summenzionate.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.